Anno II – Numero 56 – 1 luglio 2021
Comitato scientifico editoriale: Giordano Beretta, Saverio Cinieri, Massimo Di Maio, Antonio Russo
Editore: Intermedia – Direttore Responsabile: Mauro Boldrini – Reg. Trib. di Brescia n.35/2001 del 2/7/2001

Presentati i risultati di un sondaggio e il progetto della Società Scientifica

TUMORE COLON-RETTO, IN UN ANNO -1 MILIONE E 110MILA ESAMI DI SCREENING
CON I TEST MOLECOLARI LE CURE NELLA FASE AVANZATA DIVENTANO “SU MISURA”

A causa del Covid -1.300 diagnosi ottenute dalla ricerca del sangue occulto nelle feci (che per l’89% degli oncologi andrebbe esteso fino ai 74 anni). Parte la nuova iniziativa AIOM per informare a 360° sulla patologia e sull’uso di esami per la caratterizzazione della biologia molecolare della singola neoplasia. Giordano Beretta: “Va ricercata la mutazione del gene BRAF V600 presente nel 10% dei pazienti”

Nel 2020, rispetto all’anno precedente, in Italia sono saltati oltre 1 milione e 110mila esami di screening per il carcinoma colon-rettale. In totale sono stati individuati 1.300 casi in meno di tumore e -7.400 adenomi avanzati. Un forte calo di diagnosi, dovuto alla pandemia, e che allarma gli specialisti dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) che lanciano un appello affinché i programmi di screening siano rilanciati e anche ampliati. Per l’89% degli specialisti l’esame per la ricerca del sangue occulto nelle feci dovrebbe essere esteso fino ai 74 anni (attualmente è previsto per la fascia d’età 50-69 anni). Contro questa forma di cancro è fondamentale lo screening che serve per trovare la diagnosi il prima possibile. Molto importante è anche l’utilizzo del test molecolare che serve per selezionare la terapia per chi ha una malattia avanzata. Alla malattia l’AIOM dedica il progetto Test Diagnostici nel Tumore del Colon-Retto realizzato grazie al supporto non condizionato di Pierre Fabre. L’obiettivo è fare informazione e cultura a 360° sulla patologia e soprattutto sull’utilizzo di alcuni esami per la personalizzazione delle cure. Prevede una survey condotta tra i soci AIOM, un opuscolo dedicato a pazienti e caregiver, webinar per gli specialisti e attività sui principali social media. I risultati del sondaggio e l’intera iniziativa sono stati presentati il 30 giugno in una conferenza stampa virtuale. “La neoplasia colpisce ogni anno in Italia più di 43.700 uomini e donne e di questi casi circa 10.000 sono metastatici – afferma Giordano Beretta, Presidente Nazionale AIOM -. Dal 2013 ad oggi l’incidenza della malattia è calata del 20% grazie soprattutto ai programmi di screening che consentono la diagnosi precoce. Il Covid-19 può avere compromesso questo buon risultato e quindi ribadiamo, per l’ennesima volta, la necessità di rilanciare le campagne di prevenzione secondaria del cancro. Quello al colon-retto è infatti un tumore molto diffuso e che determina in Italia più di 21mila decessi ogni anno. Inoltre è una malattia estremamente eterogenea dal punto di vista genetico-molecolare e quindi per sconfiggerla bisogna definire quale sia la caratterizzazione della biologia molecolare di ogni singolo caso. Così possiamo meglio definire le strategie terapeutiche, garantire la miglior diagnosi al paziente e soprattutto somministrare farmaci solo quando sono necessari e utili. Tutto ciò permette risparmi importanti per le casse del…continua a leggere


USA

DISUGUAGLIANZE NELLO SCREENING DEL TUMORE DEL SENO DURANTE LA PANDEMIA

Lo screening per il tumore del seno durante la pandemia COVID-19 ha subito un notevole impatto, secondo una nuova ricerca che mostra come il numero di mammografie effettuate in un gruppo esteso di donne residenti nello Stato di Washington sia crollato. Lo studio, pubblicato da Ofer Amram e colleghi su JAMA Network Open, ha rilevato le flessioni più evidenti tra le donne di colore e quelle residenti nelle comunità rurali.
“La diagnosi del tumore del seno eseguita in fase precoce aumenta drasticamente le possibilità di riuscita dei trattamenti”, afferma l’autore principale dello studio Ofer Amram, Assistant Professor al Washington State University (WSU) Elson S. Floyd College of Medicine, le cui ricerche si concentrano sulle disparità di salute. “I risultati del nostro studio suggeriscono la necessità che gli operatori sanitari raddoppino gli sforzi per assicurare i servizi di prevenzione, raggiungendo le popolazioni svantaggiate che hanno affrontato notevoli disuguaglianze sanitarie anche prima della pandemia.”

Metodi di studio
Lo studio è stato condotto dai ricercatori dello Washington State University Health Sciences Spokane in collaborazione con MultiCare, un’organizzazione sanitaria senza fini di lucro che comprende 230 cliniche e 8 ospedali nello Stato di Washington. Il gruppo di ricerca ha utilizzato i dati delle cartelle cliniche dei pazienti MultiCare che avevano completato lo screening mammografico tra aprile e dicembre 2019 e negli stessi mesi del 2020, dopo la dichiarazione di pandemia globale da parte della Organizzazione Mondiale della Sanità…continua a leggere


CANCERISSLE CONSEGUENZE DEL VIRUS

I PAZIENTI CON TUMORE IN FASE ATTIVA RICOVERATI IN OSPEDALE HANNO MAGGIORI PROBABILITÀ DI MORTE PER COVID-19

Nuove ricerche indicano che i pazienti ricoverati in ospedale con malattia oncologica in fase attiva hanno maggiori probabilità di morire per COVID-19 rispetto a quelli con storia passata di tumori o senza diagnosi di cancro. I risultati pubblicati online su CANCER, una rivista peer-reviewed dell’American Cancer Society, indicano anche che i pazienti con tumori ematologici in fase attiva presentano un rischio maggiore di morte per COVID-19. I ricercatori non hanno riscontrato un rischio superiore di mortalità nei pazienti che avevano ricevuto trattamenti terapeutici contro il cancro nei tre mesi antecedenti (o prima) al ricovero in ospedale.
Per comprendere come il cancro, o le terapie utilizzate per curarlo, possono incidere sulla salute dei pazienti che sviluppano il COVID-19, i ricercatori hanno analizzato i dati provenienti dal NYU Langone Medical Center relativi a 4.184 pazienti ricoverati risultati positivi a SARS-CoV-2, il virus che causa l’infezione COVID-19. Il gruppo comprendeva 233 pazienti con diagnosi di cancro in corso o con malattia attiva. Un numero maggiore…continua a leggere


IN ITALIA LA VARIANTE DELTA IN AUMENTO A GIUGNO CON UNA PERCENTUALE DEL 16,8%

È ancora la variante Alfa, la cosiddetta “variante inglese”, la più diffusa in Italia con una percentuale del 74,9% sul numero di casi. Tuttavia, sebbene i dati di giugno non siano ancora consolidati, dalle prime segnalazioni di sequenziamenti eseguiti, si segnala un aumento, in percentuale, dei casi di variante Kappa e Delta, la cosiddettacontinua a leggere


MINISTERO DELLA SALUTE

VARIANTE DELTA, “RISCHIO PIÙ ALTO DI RICOVERI”

Variante Delta Covid in Italia e protezione vaccini, nuovi dettagli e aggiornamenti emergono da una circolare del Ministero della Salute. Sulla base delle ultime evidenze disponibili, la variante Delta (B.1.617.2) è del 40-60% più trasmissibile rispetto alla Alpha (Β.1.1.7) e può essere associata a un rischio più elevato di ospedalizzazione, si legge nella circolare del Ministero della Salute, firmata dal direttore…continua a leggere

 


COVID-19: LE DIFFERENZE NEGLI ESITI PER DONNE E UOMINI

Secondo uno studio pubblicato sul “Journal of Women’s Health”, che ha coinvolto oltre 10.600 pazienti adulti ricoverati in ospedale con Covid-19, le donne hanno una probabilità significativamente inferiore rispetto agli uomini di morire durante il ricovero, di avere necessità di entrare in un’unità di terapia intensiva e di utilizzare la ventilazione meccanica. Inoltre, le pazienti di sesso femminile hanno anche…continua a leggere


NATURE

IL CERVELLO SUBISCE DANNI DAL VIRUS COME PER UNA MALATTIA NEURODEGENERATIVA

Secondo quanto riportato da alcuni ricercatori su “Nature”, l’infiammazione cerebrale e la compromissione dei “circuiti cerebrali” osservate nelle persone che muoiono per Covid-19 somigliano molto a quello che i medici rilevano nei cervelli di coloro che decedono per patologie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson. Le analisi del tessuto cerebrale di otto persone decedute per Covid-19 e di altre 14 morte per altre cause…continua a leggere

 




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