Anno II – Numero 55 – 24 giugno 2021
Comitato scientifico editoriale: Giordano Beretta, Saverio Cinieri, Massimo Di Maio, Antonio Russo
Editore: Intermedia – Direttore Responsabile: Mauro Boldrini – Reg. Trib. di Brescia n.35/2001 del 2/7/2001

Presentata “Time To Act! È tempo di agire”, iniziativa promossa dalla European Cancer Organisation. FOCE e AIOM in prima linea in Italia

COVID-19: IN EUROPA PER LA PANDEMIA MENO 1 MILIONE DI DIAGNOSI DI CANCRO

L’appello della ConFederazione (che riunisce Oncologi, Cardiologi ed Ematologi) e della Società Scientifica degli oncologi: “Alla sanità italiana servono maggiori investimenti e risorse”

Sono quasi un milione i casi di cancro in Europa che passano inosservati a causa del Covid-19. In totale ammontano a 100 milioni i test di screening oncologici non eseguiti nel Vecchio Continente durante la pandemia. Fino a una persona su due, con potenziali sintomi di cancro, non è stata inviata urgentemente per una diagnosi. Mentre un paziente su cinque in Europa non riceve ancora il trattamento chirurgico o chemioterapico di cui ha bisogno. Sono questi i recenti dati pubblicati dall’European Cancer Organisation (E.C.O) che il 17 giugno ha presentato in un webinar la campagna “Time To Act: è tempo di agire, non permettere al Covid-19 di ostacolare la lotta contro il cancro”. L’iniziativa è estesa a tutta Europa e viene guidata dalla task force della rete speciale della E.C.O: Impatto del Covid-19 sul cancro. L’obiettivo è sollecitare l’opinione pubblica, i pazienti affetti da cancro, i politici e gli operatori sanitari a garantire che il Covid-19 non continui a minare la lotta contro i tumori. “I risultati mettono ‘a fuoco’ l’impatto del Coronavirus sul cancro – ha affermato Matti Aapro, Presidente di E.C.O -. Abbiamo disperatamente bisogno di misure urgenti al più alto livello della politica europea per recuperare quanto si è perso nel campo del cancro. Bisogna ripristinare la fiducia nei servizi oncologici e affrontare la carenza di forza lavoro e approvvigionamenti”. In prima linea in Italia per la campagna Time To Act ci sono FOCE (ConFederazione degli Oncologi, Cardiologi ed Ematologi) e AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica).
“Il Covid-19 ha prodotto danni incalcolabili nella diagnosi e nel trattamento dei tumori – ha sottolineato Francesco Cognetti, Presidente di FOCE -. E’ inevitabile nel prossimo futuro assistere ad un aumento di mortalità per queste patologie che potrà così annullare i benefici prodotti da ricerca e innovazione negli ultimi 20 anni. Preoccupa soprattutto il calo degli screening oncologici, che ancora non riprendono con la necessaria regolarità, e che determinerà un aumento consistente del tasso di mortalità per tumori nel medio e lungo termine. Inoltre due terzi dei pazienti con mortalità da Covid hanno avuto anche concomitanti malattie oncologiche, cardiologiche o ematologiche. E’ necessario ora provvedere a colmare le carenze strutturali, organizzative e funzionali del nostro sistema sanitario nazionale che sono state messe in evidenza durante la pandemia. Ricordiamo infatti che con oltre 127 mila decessi e un tasso di mortalità del 2,99% siamo al primo posto in Europa per quanto riguarda la mortalità nei contagiati da Coronavirus. E questo è avvenuto nonostante i tassi di contagio non siano stati elevatissimi. Inoltre, il nostro Paese è primo in Europa per mortalità in eccesso dovuta a patologie non Covid, in questo periodo. Per un ritorno alla normalità sono indispensabili nuovi fondi al comparto della sanità che compensino il gap in strutture, medici, infermieri e finanziamenti che attualmente abbiamo con gli altri Paesi europei. Serve quindi un serio potenziamento degli ospedali che sono stati indeboliti da anni di politiche di tagli irresponsabili…continua a leggere


FAVO

IL REDDITO DI ULTIMA ISTANZA COVID-19 RICONOSCIUTO ANCHE AI LIBERI PROFESSIONISTI INVALIDI (TRA CUI I MALATI DI CANCRO)

Con il Decreto “Sostegni-bis” (D.l. n. 73/2021) il “Reddito di ultima istanza” potrà finalmente essere erogato anche ai liberi professionisti con disabilità, che finora erano ingiustamente esclusi da questa provvidenza economica. Facciamo qualche passo indietro per capire meglio.
Il “Reddito di ultima istanza” (anche detto “Bonus 600 Euro”) è stato introdotto nel marzo 2020 dal Decreto “Cura Italia” (art. 44 D.L. n. 18/2020, attuato dai DM del 28 marzo 2020 e del 29 maggio 2020) e dal Decreto “Agosto” (D.L. n. 104/2020) per sostenere economicamente i lavoratori autonomi ed i liberi professionisti in difficoltà perché costretti a ridurre, sospendere o cessare la loro attività a causa dell’emergenza COVID-19 in due ratei da 600,00 Euro ciascuno per i mesi di marzo e aprile 2020 ed una ulteriore erogazione di Euro 1.000,00 per maggio 2020.
Da tali indennità risultavano però esclusi i professionisti invalidi, a causa del cumulo con la pensione previdenziale di invalidità – che concorre e non sostituisce il reddito di lavoro autonomo. Subito, la inaccettabile discriminazione nei confronti dei lavoratori con disabilità era stata contestata da FAVO (Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia) insieme a FISH, AIL, FAND e UNIAMO – Federazione delle malattie rare, con una lettera al Governo Conte , affinché si modificasse la norma in modo da riconoscere il Bonus a tutti i lavoratori autonomi e liberi professionisti che hanno subito un danno economico da “Coronavirus”, senza esclusione di quelli disabili e quindi in condizioni di…continua a leggere


NATIONAL CANCER INSTITUTECANCER CELLISS

DICHIARAZIONE CONGIUNTA PER IL RITORNO ALLA VACCINAZIONE ANTI HPV

I medici e gli scienziati americani dei centri oncologici designati dal National Cancer Institute (NCI) insieme ad altre organizzazioni hanno diffuso recentemente una dichiarazione congiunta sollecitando i sistemi sanitari nazionali, i medici, i genitori, i bambini e i giovani adulti a riprendere le vaccinazioni contro il papillomavirus (HPV). Il calo delle visite annuali e delle immunizzazioni durante la pandemia COVID-19 ha causato un significativo gap vaccinale e un ritardo nei servizi di prevenzione tra i bambini e gli adolescenti americani, specialmente per quanto riguarda il vaccino contro il papillomavirus.
La pandemia ha inoltre evidenziato le disuguaglianze nella sanità, mettendo i neri, gli indigeni e le altre persone di colore, i residenti delle zone rurali e gli adolescenti appartenenti a minoranze sessuali a maggior rischio per la mancata somministrazione di questo vaccino per la prevenzione del cancro.
Circa 80 milioni di americani, 1 su 4, sono colpiti da HPV, un virus che causa sei tipi di cancro…continua a leggere


VACCINI EFFICACI ANCHE NEI PAZIENTI ONCOLOGICI

In un gruppo di 200 pazienti con un ampio spettro di diagnosi di cancro, dopo la vaccinazione completa contro Covid-19, il 94% ha mostrato sieroconversione, che è stata determinata dalla presenza di anticorpi contro la proteina spike Sars-CoV-2. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Cancer Cell. I tassi di risposta sono stati molto alti tra i pazienti con tumori solidi e inferiori nelle persone con alcuni tumori del sangue, ma anche la maggior parte di quei pazienti ha sviluppato una risposta immunitaria. “Alcuni studi dall’inizio della pandemia hanno scoperto che i malati di cancro che contraggono Covid-19 hanno tassi più elevati di morbilità e mortalità rispetto alla popolazione generale. Questo studio dovrebbe aiutare le persone a sentirsi rassicurate sul fatto che questi vaccini funzionano molto bene, anche in coloro che ricevono chemioterapia o immunoterapia”, spiega Amit Verma, del Montefiore Health System e dell’Albert Einstein College of Medicine nel Bronx, co-autore senior dello studiocontinua a leggere


AL VIA LA RETE INTEGRATA PER IL SEQUENZIAMENTO

Prende forma la rete italiana per il sequenziamento per assicurare in modo integrato, in un’unica piattaforma pubblica, la sorveglianza epidemiologica, il sequenziamento dei ceppi virali circolanti, il monitoraggio immunologico, la ricerca e la formazione sui vari aspetti dell’infezione da SARS-CoV-2. Si punta…continua a leggere


LO STUDIO

COVID-19: IN OSPEDALE LA PRESENZA SULLE SUPERFICI È ALTA MA IL VIRUS NON SI DIFFONDE DI PIÙ

In una stanza ospedaliera con pazienti Covid, la presenza di Sars-CoV-2 sulle superfici è notevole, ma non ci sono prove che il virus così rilevato sia in grado di infettare, secondo quanto riferisce uno studio pubblicato su Microbiome. I ricercatori hanno tamponato le superfici della stanza dei pazienti prima, durante e dopo l’occupazione e hanno ripetutamente raccolto campioni dalla pelle, dal naso e dalle feci dei pazienti stessi e degli operatori…continua a leggere

 




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