Anno II – Numero 51 – 27 maggio 2021
Comitato scientifico editoriale: Giordano Beretta, Saverio Cinieri, Massimo Di Maio, Antonio Russo
Editore: Intermedia – Direttore Responsabile: Mauro Boldrini – Reg. Trib. di Brescia n.35/2001 del 2/7/2001

Intervista al Direttore del National Cancer Institute (USA)

NORMAN SHARPLESS: “LA LOTTA AL CANCRO DEVE RIPARTIRE DAGLI SCREENING”

La pandemia ha sollevato preoccupazioni per l’interruzione dei programmi di prevenzione secondaria, ma offre nuove opportunità di ricerca

L’anno scorso la pandemia COVID-19 ha interessato ogni aspetto dell’assistenza oncologica, compresa la prevenzione del cancro. Il Direttore del National Cancer Institute (Bethesda, USA), Norman E. “Ned” Sharpless, recentemente ha condiviso le sue opinioni su COVID-19, screening e diagnosi oncologiche e ha delineato gli interrogativi principali relativi alla ricerca, emersi durante la pandemia. La sua conversazione con Michael Pollak, Editor-in-Chief di Cancer Prevention Research, Direttore della Divisione di Prevenzione oncologica al Dipartimento di Oncologia della McGill University di Montreal (Canada), ha considerato anche altri aspetti della prevenzione oncologica, compresi gli screening per il tumore del polmone e i fattori di rischio modificabili.

Quali sono le sue preoccupazioni a proposito di COVID-19 e screening oncologici?
È un’area che solleva grande preoccupazione. Stanno arrivando dati molto eterogenei da centri medici accademici, cartelle cliniche elettroniche, richieste CMS e reti NCI con una risposta comune, cioè che la pandemia ha influito in modo drastico sugli screening oncologici. Durante il picco pandemico della scorsa primavera/estate, gli screening oncologici (mammografia, PAP test, screening con TC a basso dosaggio per il cancro ai polmoni, colonscopia, e altri esami di screening per il tumore del colon retto) erano in calo nell’ordine del 95% in tutto il Paese. Per quanto tempo siano stati bassi e quanto velocemente stiano recuperando sono tuttora temi di interesse scientifico, ma si è creato un enorme deficit di screening negli ultimi 12 mesi: milioni di esami sono saltati e molto probabilmente non avremo a disposizione le infrastrutture per recuperare completamente. Penso che questo possa portare a diagnosi di tumori a stadi più avanzati. L’altra brutta notizia è che le diagnosi di cancro sono state inferiori nell’ordine del 50% per molti mesi durante la pandemia. Non c’è motivo di credere che l’incidenza del cancro sia così bassa. Pensiamo invece che quei tumori diventeranno evidenti a stadi più avanzati…continua a leggere


JAMA Oncology

PANDEMIA E DEFICIT DI SCREENING NEGLI STATI UNITI

In uno studio di coorte retrospettivo pubblicato su JAMA Oncology, Ronald C. Chen e i colleghi hanno quantificato il deficit degli screening oncologici negli Stati Uniti associato alla pandemia COVID-19 e ne hanno identificato le differenze secondo la regione di appartenenza e lo stato socioeconomico.

I dettagli dello studio
Lo studio ha considerato i dati del HealthCore Integrated Research Database, che comprendevano informazioni relative a circa 60 milioni di persone in Medicare Advantage e piani sanitari commerciali da regioni geograficamente diverse. I partecipanti allo studio erano persone incluse nel database da gennaio a luglio 2018, 2019, e 2020 senza una precedente diagnosi dei tumori presi in esame. Per determinare l’impatto di COVID-19 sui tassi degli screening nel 2020, le variazioni dei tassi di screening per i tumori del seno, del colon-retto e della prostata sono state paragonate ai corrispondenti mesi del 2019 e 2020…continua a leggere


OMSLE RACCOMANDAZIONIAIFA

COVID-19: TROPPI OPERATORI SANITARI HANNO PAGATO CON LA VITA

“Per quasi 18 mesi, gli operatori sanitari e socio-sanitari di tutto il mondo hanno lavorato tra la vita e la morte, hanno salvato innumerevoli vite e hanno combattuto per altri che, nonostante i loro migliori sforzi, non ce l’hanno fatta. Molti si sono infettati a loro volta e, sebbene le segnalazioni siano scarse, stimiamo che almeno 115.000 operatori abbiano pagato il prezzo più alto al servizio degli altri”. Lo ha sottolineato il Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ricordando l’impegno degli operatori sanitari…continua a leggere


GLOBAL HEALTH SUMMIT

LA PANDEMIA NON SI FERMERÀ SENZA UN ACCESSO UNIVERSALE ALLE RISORSE

“Nessun Paese sarà al sicuro fino a quando tutti i Paesi non lo saranno”. E’ questo il messaggio principale del panel di 26 scienziati istituito dalla presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen e dal premier italiano Mario Draghi in qualità di presidente del G20, in vista del Global Health Summit che si è svolto il 21 maggio, contenuto nel rapporto finale pubblicato sul sito della Commissione Europea. Gli esperti del Global Health Summit Scientific Expert Panel, co presieduto da Peter Piot, ‘special adviser’ della presidente Von der Leyen…continua a leggere


ETAGE: 80% DI COPERTURA OBIETTIVO DA RAGGIUNGERE PER LA CAMPAGNA VACCINALE

Il 28 aprile 2021, l’Ufficio regionale europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha organizzato un “incontro virtuale ad hoc” per chiedere all’European Technical Advisory Group of Experts on Immunization (ETAGE, il Gruppo tecnico consultivo europeo di esperti sulle vaccinazioni) raccomanda-zioni specifiche per gli Stati membri dell’OMS Europa su due argomenti:
– uso del vaccino anti-COVID-19 ChAdOx1-S [ricombinante], che comprende i vaccini prodotti rispettivamente da AstraZeneca…continua a leggere


NATURE

MIX DI VACCINI FUNZIONA

Combinare, nella campagna vaccinale, Pfizer-BioNTech e AstraZeneca produce “una potente risposta immunitaria contro il virus Sars-CoV-2”. E’ quanto hanno evidenziato i risultati preliminari di uno studio spagnolo, condotto dal Carlos III Health Institute di Madrid, su 663 volontari e pubblicato su “Nature”. Una sperimentazione condotta nel Regno Unito, per verificare la strategia di mixare i due vaccini, aveva già dato rassicurazioni sulla sicurezza e presto fornirà ulteriori dati sulle risposte immunitarie. La speranza dei ricercatori è…continua a leggere


QUATTRO NUOVI STUDI CLINICI SU ANTICORPI MONOCLONALI CON 2 MILIONI DI EURO

Nell’ambito dell’emergenza epidemiologica da coronavirus, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), attraverso uno specifico bando, ha promosso il finanziamento di alcuni studi per acquisire nuove evidenze sull’efficacia degli anticorpi monoclonali nella cura dei pazienti affetti da Covid-19 in fase precoce di malattia, non ospedalizzati e che presentino o meno fattori di rischio che possano aggravare la prognosi. “AIFA – osserva il Direttore Generale, Nicola Magrini – si è impegnata a dedicare una quota di fondi di ricerca per favorire studi clinici…continua a leggere


BRITISH MEDICAL JOURNAL

UN MILIONE DI MORTI IN PIÙ IN 29 PAESI NEL 2020

Quasi un milione di morti in più, di cui 89.100 in Italia: è questo il tributo di vittime, aggiuntive rispetto alle previsioni statistiche, che nel 2020 sono state pagate da 29 Paesi ad alto reddito durante l’emergenza Covid. La maggior parte a causa della pandemia. Proprio il nostro Paese è al terzo posto per il più alto numero di decessi aggiuntivi rispetto alle stime, preceduto solamente da Stati Uniti e Regno Unito, e seguito da Spagna e Polonia. Questi i risultati di uno studio internazionale guidato dall’Università di Oxford e pubblicato dal “British Medical Journal”. Norvegia, Danimarca e Nuova Zelanda, secondo la ricerca, sono gli unici Paesi…continua a leggere

 




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