|  | | | | Anno II – Numero 48 – 6 maggio 2021 |
| | | | Comitato scientifico editoriale: Giordano Beretta, Saverio Cinieri, Massimo Di Maio, Antonio Russo | | Editore: Intermedia – Direttore Responsabile: Mauro Boldrini – Reg. Trib. di Brescia n.35/2001 del 2/7/2001 |
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| Le proposte nel documento inviato alle Istituzioni da ACC, FADOI, FICOG, Fondazione GIMEMA e GIDM
RICERCA CLINICA: “SEMPLIFICAZIONE E DIGITALE PER IL RILANCIO DEGLI STUDI SERVONO PIÙ RISORSE, NUOVI FONDI DAL RECOVERY PLAN”
Il finanziamento pubblico alle sperimentazioni indipendenti è ancora insufficiente (24 milioni e 163mila euro nel 2018). Le regole attuali ostacolano gli scienziati. Vanno velocizzate le procedure autorizzative e le approvazioni dei Comitati Etici. È necessario il riconoscimento della figura professionale dei data manager e investire nell’innovazione. “Richiediamo al più presto un tavolo tecnico istituzionale” | Servono più fondi per la ricerca clinica in Italia. Il finanziamento pubblico in questo settore è, da sempre, sottodimensionato nel nostro Paese. Nel 2018, solo 24 milioni e 163mila euro sono stati erogati dal Ministero della Salute per sostenere le sperimentazioni non sponsorizzate dall’industria. Un abisso separa questa cifra dagli 806 milioni di dollari erogati negli Stati Uniti nel 2017 solo per gli studi sul cancro. Per questo è necessario che finanziamenti dai 20 miliardi del Recovery Plan indirizzati alla sanità siano riservati proprio alla ricerca clinica indipendente. La richiesta è stata avanzata il 4 maggio in una conferenza stampa dai principali gruppi di esperti che si occupano di sperimentazioni nel nostro Paese, cioè ACC (Alleanza Contro il Cancro), FADOI (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti), FICOG (Federation of Italian Cooperative Oncology Groups), Fondazione GIMEMA (per la promozione e lo sviluppo della ricerca scientifica sulle malattie ematologiche) e GIDM (Gruppo Italiano Data Manager). E porta la loro firma il documento, inviato alle Istituzioni, in cui vengono delineati i tre capisaldi per il rilancio della ricerca clinica a partire dai criteri per semplificare, armonizzare e velocizzare le procedure autorizzative, che richiedono tempi ancora troppo lunghi. Inoltre, il documento sottolinea la necessità di stabilizzare contrattualmente il personale di supporto, in particolare i coordinatori di ricerca clinica (data manager). Il terzo capitolo riguarda il potenziamento delle infrastrutture digitali per garantire un salto di qualità degli studi. Per procedere rapidamente, è necessario istituire al più presto un tavolo tecnico istituzionale. “Nel 2019, in Italia, sono state autorizzate 672 sperimentazioni, 516 profit e 156 no profit. E quasi il 40% ha riguardato l’oncologia – ha affermato Carmine Pinto, Presidente FICOG -. Le difficoltà a cui va incontro la ricerca non sponsorizzata dall’industria sono sintetizzate nella diminuzione del 4,1% del numero di studi indipendenti dal 2018 (27,3% del totale) al 2019 (23,2%). La parola d’ordine deve essere innanzitutto semplificazione, anche cogliendo le esperienze positive maturate durante la pandemia, che ha imposto la rapida attivazione di protocolli di studio per affrontare il Covid mantenendo attive le sperimentazioni in corso su tutte le altre patologie. Ai promotori di ricerca clinica sono ben presenti il peso della documentazione richiesta dall’autorità competente (AIFA o Ministero della Salute) e soprattutto la necessità, per gli studi multicentrici, di ottenere l’autorizzazione di tutti i Comitati Etici ai quali afferiscono i centri coinvolti, ottemperando a procedure e richieste di documentazione spesso eterogenee e ridondanti. Questa eccessiva frammentazione va superata, perché rallenta il sistema. Va attuata e migliorata la riforma già prevista per i Comitati Etici. Il modello nazionale di contratto per gli studi clinici no profit proposto da AIFA, che presentano significative peculiarità rispetto a quelli sponsorizzati, va sicuramente…continua a leggere
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Tumore del seno
USA, TASSI DI SCREENING MAMMOGRAFICO DURANTE LA PANDEMIA
| Analizzando gli effetti più ampi della pandemia da COVID-19 sulla salute e sul benessere, gli esperti di salute pubblica hanno preso in esame i tassi di screening per il cancro. Un nuovo studio che considera i tassi degli screening mammografici negli Stati Uniti durante i primi cinque mesi della pandemia ha riscontrato sia il forte rimbalzo dei tassi di screening per il tumore del seno che un deficit cumulativo preoccupante nelle mammografie dovuto ad appuntamenti mancati, così come disparità negli screening in base all’etnia. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute. Condotto da ricercatori della Breast Cancer Surveillance Coalition (BCSC), un network nazionale dei registri degli esami di imaging senologici finanziato a livello federale, lo studio ha cercato di quantificare l’impatto della pandemia COVID-19 sia sugli screening per il tumore al seno che sui servizi di mammografia diagnostica negli Stati Uniti. I risultati indicano che, nonostante il notevole calo nei primi mesi della pandemia, i volumi delle mammografie sono risaliti fortemente nella primavera del 2020, quando le strutture sanitarie hanno adottato nuovi protocolli per garantire la sicurezza dello staff e dei pazienti…continua a leggere
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| ISS | ISTAT | INAIL | VARIANTE INGLESE SALE A 91,6%, BRASILIANA AL 4,5%
In Italia al 15 aprile scorso la prevalenza della cosiddetta ‘variante inglese’ (B.1.1.7) del virus Sars-CoV-2 si attesta al 91,6%, in crescita rispetto all’86,7% del 18 marzo, con valori oscillanti tra le singole Regioni tra il 77,8% e il 100%. Per quella ‘brasiliana’ (P.1) la prevalenza era del 4,5% (0-18,3%, mentre era il 4,0% nella scorsa survey), mentre le altre monitorate sono sotto lo 0,5%, con un singolo caso della cosiddetta ‘variante indiana’ (B.1.617.2) e 11 di quella ‘nigeriana’ (B.1.525). La stima viene dalla nuova indagine rapida…continua a leggere
CNR
“VARIANTE INDIANA GIÀ NOTA E NON CI PREOCCUPA”
“La variante indiana non è nuova. Per la prima volta è stata depositata dal registro che raccoglie i sequenziamenti del Sars-CoV-2 nell’ottobre del 2020. Poi è comparsa altrove ma non rappresenta una preoccupazione. Non sembra possedere le caratteristiche per scalzare i ceppi già circolanti. Anche quello identificato per la prima volta in Amazzonia nelle nostre Regioni è rimasto in seconda linea”. Lo sottolinea Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di Genetica molecolare del Cnr di Pavia. “Rispetto ai tre nuovi ceppi già comparsi (isolati in Inghilterra, Brasile, Sudafrica) ha una combinazione…continua a leggere | NEL 2020 CON PANDEMIA ALMENO 99MILA DECESSI IN PIÙ
La mortalità indotta direttamente e indirettamente dal Covid ammonta a 99mila decessi, un livello che può considerarsi come limite minimo. È quanto si legge nel report dell’Istat sugli indicatori demografici 2020, anno in cui i decessi totali in Italia sono stati 746mila. Nel corso dello scorso anno sono stati registrati 75.891 decessi attribuibili in via diretta al Covid, secondo il Sistema di Sorveglianza nazionale integrata dell’Istituto superiore di Sanità. “Tuttavia, come già evidenziato, l’incremento assoluto dei decessi per tutte le cause di morte sull’anno precedente è stato pari a +112 mila – si legge nel report dell’Istat sugli indicatori demografici 2020 -. Così, se da un lato è possibile ipotizzare che parte della mortalità da Covid-19 possa essere sfuggita alle rilevazioni, dall’altro è anche concreta l’ipotesi che una parte ulteriore di decessi sia stata causata da altre patologie letali che, nell’ambito di un Sistema sanitario nazionale in piena emergenza, non è stato possibile trattare nei tempi e nei modi richiesti”. In attesa degli approfondimenti sui dati dettagliati per causa di morte, evidenzia l’Istat, è possibile effettuare alcune valutazioni di massima: “Se, ad esempio, nel corso del 2020…continua a leggere
| IN SANITÀ CALANO I CONTAGI GRAZIE AI VACCINI: A FEBBRAIO-MARZO I CASI SCENDONO SOTTO IL 50%
I contagi sul lavoro da Covid-19 denunciati all’Inail dall’inizio della pandemia alla data dello scorso 31 marzo sono 165.528, pari a circa un quarto del complesso delle denunce di infortunio sul lavoro pervenute dal gennaio 2020 e al 4,6% del totale dei contagiati nazionali comunicati dall’Istituto superiore di sanità (Iss) alla stessa data. Rispetto alle 156.766 infezioni di origine professionale rilevate alla fine di febbraio, l’incremento è di 8.762 casi (+5,6%), di cui 3.522 riferiti…continua a leggere
AIFA
SONO 3.740 I PAZIENTI TRATTATI CON MONOCLONALI: PRESCRIZIONI IN CALO
In Italia sono in totale 3.740 i pazienti Covid-19 trattati con anticorpi monoclonali e inseriti nel monitoraggio, secondo l’ultimo report pubblicato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Sul totale, 819 hanno ricevuto bamlanivimab, 2.112 l’associazione bamlanivimab più etesevimab e 809 il mix casirivimab e imdevimab. I farmaci sono stati prescritti da 175 strutture di 20 Regioni. Nell’ultima settimana, dal 23 al 29 aprile, le prescrizioni sono state 869 contro le 945 della settimana precedente, con un calo dell’8%…continua a leggere |
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