Anno II – Numero 42 – 25 marzo 2021
Comitato scientifico editoriale: Giordano Beretta, Saverio Cinieri, Massimo Di Maio, Antonio Russo
Editore: Intermedia – Direttore Responsabile: Mauro Boldrini – Reg. Trib. di Brescia n.35/2001 del 2/7/2001

Lo studio AIOM-L Corona pubblicato su “Cancers”

COVID: I PAZIENTI METASTATICI IN TRATTAMENTO HANNO MENO PROBABILITÀ DI MORIRE SE CONTAGIATI

di Marco Danova, Coordinatore AIOM Lombardia

Lo studio AIOM-L Corona, recentemente pubblicato, costituisce il primo studio ampio relativo all’impatto di Covid-19 sui pazienti oncologici all’interno della regione italiana, la Lombardia, colpita per prima e in modo più grave dalla prima ondata pandemica.

La base di partenza dello studio è stato il fatto che pazienti oncologici mostrano una aumentata vulnerabilità nei confronti dell’infezione da SARS-Cov-2 e possono anche andare incontro alle conseguenze cliniche più severe. Questo studio osservazionale, multicentrico (AIOM-L Corona) è stato progettato e coordinato nell’ambito di AIOM Lombardia ed aveva la finalità di valutare i fattori prognostici associati all’andamento clinico in 231 pazienti oncologici infettati da SARS-Cov-2 tra marzo e settembre 2020 in Lombardia. L’età mediana era di 68 anni; 151 pazienti (62,2%) erano in corso di trattamento con terapie antineoplastiche sistemiche. 

Ad un follow up mediano di 138 giorni (range 12-218) si sono registrati 93 eventi. L’età >/= a 60 anni, la presenza di malattia metastatica, la dispnea, la desaturazione e la polmonite interstiziale sono risultati tutti fattori indipendenti predittivi della mortalità. Complessivamente, la terapia antineoplastica sistemica ha avuto un effetto neutro (Odds ratio, OR 0.83, 95% Confidence interval 0,32-2.15) anche se i pazienti metastatici, in corso di trattamento, hanno avuto una minor probabilità di morire rispetto ai pazienti non in trattamento antineoplastico, dopo opportuno aggiustamento per una serie di altre variabili potenzialmente confondenti (OR 0.23, 95% C.I. 0.11-051, p<0.001).

Tra i pazienti oncologici infettati da SARS-Cov-2, quelli con malattia metastatica erano esposti al maggior rischio di morte, soprattutto quando non erano in fase di trattamento con terapia antineoplastica sistemica. Durante la pandemia, purtroppo ancora in corso, questi pazienti particolarmente vulnerabili dovrebbero evitare il più possibile l’esposizione al SARS-Cov-2 ed aumentare il loro grado di protezione dal virus e, d’altro canto, dovrebbero essere considerati sia possibili aggiustamenti terapeutici mirati che un accesso prioritario alle campagne vaccinali.

Bibliografia
Cancers 2021, 13, 1324. https://doi.org/10.3390/cancers13061324


DL Sostegni

NOVITÀ POSITIVE PER LAVORATORI FRAGILI. ACCOLTE LE ISTANZE DELLE ASSOCIAZIONI

FAVO, AIL e UNIAMO – Federazione Italiana Malattie Rare: “Soddisfazione per l’approvazione delle nostre proposte di tutela della vita lavorativa delle persone con disabilità, durante l’emergenza Covid-19”

È passato quasi un anno da quando le Associazioni FAVO, FISH, AIL, UNIAMO-Federazione Italiana Malattie Rare per la prima volta chiedevano ai decisori politici di rivedere le norme a tutela delle assenze dei c.d. lavoratori fragili, persone particolarmente a rischio in caso di contagio da Covid-19, che necessitano di particolari forme di tutela durante l’emergenza sanitaria. L’articolo 26 D.L. Cura Italia, nella sua formulazione originaria, dava luogo ad equivoche interpretazioni che ne rendevano di fatto pressoché impossibile la concreta applicazione. La mancanza di attribuzione di responsabilità su chi dovesse certificare lo stato di fragilità ha dato luogo, per mesi, ad un rimpallo fra medici di famiglia, medici legali della ASL e clinici dei centri di riferimento. In aggiunta, non era chiaro se le assenze dovessero essere equiparate ai ricoveri ospedalieri, senza incidere sul comporto. Il posto di lavoro delle persone più fragili (malati oncologici e oncoematologici, persone affette da malattie rare, persone disabili) di fatto non è stato messo in sicurezza e molti di loro hanno superato il numero di giorni di assenza per malattia e, quindi, il periodo di comporto, rischiando il licenziamento. Questo ha significato per i “fragili fra i fragili” dover scegliere tra la salute e il lavoro, diritti fondamentali della persona, costituzionalmente difesi e garantiti. L’approvazione dell’art.15 del Decreto Sostegni arriva dopo mesi di segnalazioni e di azioni di lobbying, anche mediante la presentazione di emendamenti, da parte delle Associazioni di pazienti e disabili.

FAVO, AIL, e UNIAMO esprimono “piena soddisfazione per la normativa contenuta nel D.L. appena approvato che risponde alle esigenze di tutela di quei lavoratori, malati e disabili, messi ancor più a dura prova dallo tsunami Covid-19 i cui effetti non impattano unicamente sulla salute ma si estendono, drammaticamente, sulla sfera lavorativa”...continua a leggere


AMERICAN ASSOCIATION FOR CANCER RESEARCHISSIL SONDAGGIO

EFFETTI DEL COVID-19: DIMINUZIONE DEGLI SCREENING E AUMENTO DELLE MORTI PER CANCRO

Numerosi studi presso istituzioni negli Stati Uniti e all’estero hanno mostrato una sostanziale diminuzione dei tassi di screening per cancro durante la pandemia da COVID-19, indicando che verranno diagnosticati attraverso gli screening meno casi di tumore e, quando questi si manifesteranno, saranno in stadio più avanzato. Infatti, anche i tassi di mortalità per cancro sono aumentati durante la pandemia.
Tuttavia, nel 2021 vi sono le possibilità per reagire e migliorare i tassi di screening per i tumori più comuni – soprattutto da parte degli oncologi che collaborano con i medici delle cure primarie e che forniscono loro gli strumenti necessari per promuovere gli screening, come mostrato in una presentazione di Mary Reid, al recente “Meeting Virtuale 2021: COVID-19 e Cancro” della American Association for Cancer Research (AACR)…continua a leggere



STATI UNITI

PIU’ DELLA META’ DEI SOPRAVVISSUTI AL CANCRO NEGLI USA HA PROBLEMI DI SALUTE ASSOCIATI A MALATTIA DA COVID-19 GRAVE

Uno studio recente ha rilevato che più della metà (56,4%) dei sopravvissuti al cancro negli Stati Uniti ha ulteriori problemi di salute associati a malattia COVID-19 grave. Il rapporto, pubblicato da Jiang e colleghi su JNCI: The Journal of the National Cancer Institute, ha suggerito che la prevalenza di queste condizioni tra i sopravvissuti al cancro è quasi del 40% superiore a quella della popolazione generale.

Metodi di studio

Il cancro e altre patologie come la broncopneumopatia cronica ostruttiva, le malattie cardiache, il diabete, la malattia renale cronica e l’obesità sono associate ad un aumentato rischio di grave malattia da COVID-19. Per questo studio sono stati utilizzati i dati 2016-2018continua a leggere



AL VIA DUE STUDI PER MONITORARE IMMUNITA’ POST VACCINAZIONE

Monitorare la risposta immunitaria post-vaccinazione Covid nella popolazione: questo l’obiettivo di due studi dell’Istituto superiore di sanità (ISS). Il primo, in collaborazione con la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), è dedicato agli anziani residenti nelle RSA, il secondo è rivolto a una popolazione più ampia, composta da circa 2000 persone. Lo studio sulla popolazione più ampia comprenderà vaccinati con diverse tipologie di vaccino. Il monitoraggio coinvolgerà un campione di 2000 individui per ognuno dei vaccini attualmente disponibili nel Paese e comprenderà due gruppi: persone relativamente sane tra i 30 e i 65 anni di età e persone di età superiore ai 65 anni fragili (cioè affette da almeno due comorbidità). Lo studio permetterà di monitorare la risposta anticorpale...continua a leggere



AIFA

“ALTRE PANDEMIE, ITALIA SIA AUTONOMA SUI VACCINI”

“Questa non sarà l’unica pandemia. Altre ne avremo dal mondo animale”, considerando che “i virus sono gli elementi vitali più diffusi nella biosfera. Si chiamano zoonosi e” dopo Covid-19 “altre ne vedremo, perché violiamo la natura e il mondo. E poi avremo anche batteri resistenti a tutti gli antibiotici”. In Italia “siamo circondati da Paesi che hanno tutti mega industrie in grado di realizzare prodotti ad alto valore tecnologico”. Quindi anche noi dobbiamo “fare qualcosa che ci renda autonomi” nella produzione di farmaci e di vaccini. Ha invitato a pensare al futuro Giorgio Palù, Presidente di AIFAcontinua a leggere


LIVELLI ACUTI DI STRESS NEL 40% PERSONALE SANITARIO

La pandemia ha provocato nel 40 per cento del personale sanitario reazioni acute di stress tanto più aggravate dalla vicinanza e dal tempo trascorso con i pazienti e le loro famiglie. Il quadro emerge da una rilevazione condotta su un campione di 184 partecipanti provenienti da 43 Paesi e 5 continenti diversi, nel periodo compreso tra il 1 maggio ed il 15 giugno 2020. Lo studio pubblicato sul “Journal of Environmental Research and Public Health” è stato condotto all’Università di Pisa da Angelo Gemignani insieme a Ciro Conversano e a Graziella Orrù, con la collaborazione dell’Auxilium Vitae Rehabilitation e la Fondazione Volterra Ricerche ONLUS. Le donne hanno mostrato effetti maggiori rispetto agli uomini (47,3% contro 34,4%). I livelli di stress appaiono particolarmente critici negli operatori sanitari in prima linea (47,5%)…continua a leggere



IL VACCINO

LE FAMIGLIE DEGLI OPERATORI SANITARI VACCINATI HANNO UN RISCHIO DI COVID-19 RIDOTTO

Secondo un nuovo studio pubblicato in preprint su MEDRXIV da Public Health Scotland, la vaccinazione degli operatori sanitari scozzesi ha abbassato il tasso di infezione da Sars-CoV-2 nelle persone con cui questi convivono. “Questi risultati sono molto incoraggianti, perché hanno suggerito che il vaccino possa aiutare a prevenire la trasmissione del virus ad altri”, afferma Diane Stockton, di Public Health Scotland, co-autrice dello studio. I ricercatori hanno preso in esame le famiglie di oltre 144.000 operatori sanitari per il periodo compreso tra l’8 dicembre 2020 e il 3 marzo 2021. Il 79% degli operatori sanitari coinvolti nella ricerca era composto da donne, e la gran parte dei contatti conviventi erano uomini. Più della metà degli operatori sanitari…continua a leggere


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