Anno II – Numero 37 – 18 febbraio 2021
Comitato scientifico editoriale: Giordano Beretta, Saverio Cinieri, Massimo Di Maio, Antonio Russo
Editore: Intermedia – Direttore Responsabile: Mauro Boldrini – Reg. Trib. di Brescia n.35/2001 del 2/7/2001

La richiesta della Federazione degli Oncologi, Cardiologi e Ematologi per mettere in sicurezza i più fragili

FOCE: “VACCINIAMO SUBITO I PAZIENTI CON TUMORI E MALATTIE DEL CUORE
400MILA NOSTRI MALATI AD ALTO RISCHIO SIANO IMMUNIZZATI CON GLI OVER 80”


Il Presidente Cognetti: “La campagna vaccinale negli anziani, appena iniziata, può durare più di 4 mesi per le difficoltà organizzative. Le persone con gravi patologie non devono aspettare, perché rischiano di morire se contagiate. Le inoculazioni siano eseguite in breve tempo negli ospedali che assistono questi cittadini”

In Italia 400mila cittadini con tumori solidi e del sangue e con gravi patologie cardiovascolari possono essere vaccinati in breve tempo contro il Covid-19 negli ospedali che li assistono, senza difficoltà organizzative. La priorità nelle immunizzazioni concessa agli over 80 rischia infatti di ritardare troppo la copertura vaccinale delle categorie in assoluto più fragili. Sono 230mila i pazienti oncologici ed ematologici in trattamento attivo con chemioterapia o immunoterapia e circa 162mila con scompenso cardiaco in classi avanzate, con trapianto di cuore o post-shock cardiogeno. Possono andare incontro a gravi conseguenze se contraggono il virus, con un tasso di mortalità in caso di contagio che va da circa il 25% per i pazienti oncologici, al 37% per gli ematologici fino al 50% per chi ha subito un trapianto cardiaco, percentuali nettamente superiori rispetto alla popolazione generale. Per questo FOCE (Federazione degli Oncologi, Cardiologi e Ematologi) chiede che siano proprio gli specialisti di riferimento a occuparsi subito della immunizzazione di questi cittadini fragili, senza posticipazioni rispetto agli over 80. La richiesta è stata illustrata ieri in una conferenza stampa virtuale.

“In poco tempo siamo in grado di mettere in sicurezza i nostri 400mila pazienti che rischiano di più e devono avere priorità assoluta – ha affermato il Presidente FOCE, Francesco Cognetti -. Siamo a disposizione per somministrare i vaccini anti Covid immediatamente nelle nostre strutture, senza difficoltà o ritardi. Lo scorso dicembre FOCE ha chiesto al Ministro della Salute, Roberto Speranza, e al Commissario Straordinario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, di rivedere le priorità nella immunizzazione. La Struttura Commissariale e il Ministero della Salute hanno accolto le nostre richieste e promosso un cambiamento nella sequenza e nella cronologia delle categorie da vaccinare, collocando questi pazienti insieme ad altri cittadini fragili successivamente agli ultraottantenni ma prima delle altre classi di età. La campagna di vaccinazione per gli over 80, che sono circa 4.330.000 in Italia, è partita solo da pochi giorni e si stima che, anche per la complessità di questa popolazione anziana, durerà almeno due mesi dal momento in cui tutte le Regioni ne daranno l’avvio. A oggi risultano vaccinati soltanto 70.000 over 80 e l’esperienza delle due settimane di vaccinazione in questa fascia di età nelle Regioni che hanno già iniziato lascia prevedere che, ove si mantenesse lo stesso ritmo, sarebbero necessari più di 4 mesi per il completamento, quindi fino a giugno”.

“Nel frattempo è iniziata la vaccinazione di molte categorie che hanno un profilo di rischio nettamente inferiore a quello dei nostri pazienti e, in alcune Regioni, sono già stati immunizzati gruppi di malati fragili, ad esempio nel Lazio le persone sottoposte a trapianto di organi solidi o in corso di emodialisi – ha spiegato Giordano Beretta, Vice Presidente FOCE -. Queste decisioni sono sacrosante, ma è opportuno che avvengano alla luce di una riflessione più generale, che deve riguardare tutte le persone fragili del nostro Paese, incluse quelle rappresentate da noi. Come evidenziato dalle raccomandazioni stilate da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), CIPOMO (Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri) e COMU (Collegio degli Oncologi Medici Universitari), la vaccinazione prioritaria anti Covid va offerta ai pazienti oncologici in trattamento attivo. Anche le linee guida del National Comprehensive Cancer Network (NCCN), un’alleanza di 30 centri oncologici negli Stati Uniti, stabiliscono che tutte le persone attualmente in trattamento attivo per una neoplasia devono essere vaccinate con priorità”...continua a leggere


Tumore del seno

MENO CONTAGI TRA LE DONNE CHE ASSUMONO FARMACI ANTI-ESTROGENI

I farmaci “anti-estrogeni” tra i più usati per il tumore al seno e dell’ovaio potrebbero avere un’azione contro Sars-CoV-2. L’ipotesi sta emergendo da diversi studi. L’ultimo è italiano e mostra che le pazienti oncologiche che assumono SERM (Modulatori Selettivi del Recettore Estrogenico), come il tamoxifene, hanno un tasso di positività al virus di circa il 60% inferiore, una riduzione del 40% delle ospedalizzazioni e del 45% dei decessi rispetto alle altre pazienti. La ricerca è stata condotta da Monica Montopoli (VIMM – Università di Padova) e Arianna Calcinotto (IOR di Bellinzona), con la collaborazione del Registro Tumori Veneto, e i risultati sono stati pubblicati su Annals of Oncology, in una lettera all’editore. Le ricercatrici hanno utilizzato i dati di oltre 51 mila donne (con età media di 56 anni) testate per il nuovo coronavirus tra il 22 febbraio e l’1 aprile del 2020. Di queste, 330 erano pazienti oncologiche: 128 con tumore al seno e 7 con tumore ovarico. Complessivamente, 52 di queste donne erano in terapia con tamoxifene o un altro farmaco SERM. Nel campione dello studio la percentuale di infezione in chi non ha avuto un tumore è stata del 9,1%, mentre nelle persone con tumore è risultata del 13,4%. In chi assumeva SERM, però, il dato scende al 10,8%. “Una differenza statisticamente significativa – afferma Monica Montopoli -. I dati confermano che i pazienti oncologici hanno in generale un rischio maggiore di sviluppare complicanze da Covid, di ospedalizzazioni e di decesso. I SERM, però, sembrano avere un effetto protettivo, come è emerso già in altri studi. Non si è osservata alcuna riduzione, invece, nelle pazienti che assumevano altre terapie oncologiche, come gli inibitori dell’aromatasi o gli agonisti GnRH. Bisognerà confermare questi risultati su un campione più grande e fare altri studi per capire meglio il possibile meccanismo di azione dei SERM. L’intenzione è di far partire prossimamente uno studio clinico”continua a leggere


NATUREUE-OMS EUROPAFNOMCeO

LE INFEZIONI CRONICHE POSSONO AGEVOLARE LE MUTAZIONI DEL VIRUS

Le mutazioni di Sars-CoV-2 (proprio come quelle che si stanno diffondendo nel mondo, con le varianti inglese, brasiliana e sudafricana) potrebbero insorgere in casi di infezione cronica, dove il trattamento per un periodo prolungato può fornire al virus molte opportunità di evolvere. A dirlo sono gli studiosi dell’Università di Cambridge in un articolo pubblicato su “Nature”…continua a leggere



ISS

“IN ITALIA IL 17,8% DELLE INFEZIONI DOVUTO ALLA ‘VARIANTE INGLESE'”

Nel nostro Paese, così come nel resto d’Europa (in Francia la prevalenza è del 20-25%, in Germania sopra il 20%), c’è una circolazione sostenuta della variante inglese, che probabilmente è destinata a diventare quella prevalente nei prossimi mesi. Ad oggi la stima di prevalenza di questa variante del virus Sars-CoV-2 in Italia è pari al 17,8% del totale delle infezioni a livello nazionale. Sono questi i risultati preliminari della “flash survey” condotta dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità) e dal Ministero della Salute insieme ai laboratori regionali. Per l’indagine è stato chiesto ai laboratori delle Regioni e Province autonome di selezionare…continua a leggere


PIANO DA 40MLN DI EURO PER VACCINI A 6 PAESI 

Missione: fare in modo che “nessun Paese sia lasciato indietro” nella vaccinazione contro il Covid. “I vaccini offrono un modo per uscire più velocemente da questa pandemia. Ma solo se ci assicuriamo che tutti, indipendentemente dal reddito, vi abbiano accesso”. È con queste parole che Hans Kluge, direttore regionale dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) per l’Europa, ha annunciato in conferenza stampa il programma con un budget totale di 40 milioni di euro su un periodo di 3 anni, che con l’UE è stato lanciato per garantire “un’efficace diffusione” dei vaccini anti-Covid e della vaccinazione in 6 Paesi: Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Ucraina e Moldavia. Si tratta della “più grande azione congiunta UE e OMS mai realizzata nella Regione Europea”, si legge in una nota. “L’accesso equo ai vaccini anti-Covid è un imperativo morale”, ha sottolineato Kluge, l’obiettivo deve essere “mitigare l’impatto della pandemia su tutti noi, non solo su alcuni”. Di fronte a questa sfida “la divisione tra i Paesi ad alto, medio e basso reddito è più chiara che mai. Ma l’accesso iniquo ai vaccini può ritorcersi contro. Più a lungo persiste…continua a leggere




ORDINE MEDICI: “LIBERARE I BREVETTI DEI VACCINI”

“Liberare i brevetti dei vaccini anti-Covid per la durata dell’emergenza, per garantirne uno sfruttamento diffuso e universale. E battere sul tempo il virus che, diffondendosi nella popolazione, tende a mutare con il rischio di sviluppare resistenze”. Lo chiede FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri), attraverso il suo presidente Filippo Anelli. “I brevetti sui vaccini, che tutelando il giusto diritto alla proprietà intellettuale costituiscono un volano per ricerca e innovazione – premette in una nota -, determinano tuttavia dei limiti nell’accesso alle cure. In questo caso, l’emergenza è tale per cui l’accesso alla vaccinazione del maggior numero possibile di persone non risponde solo ai principi etici di universalità, equità e uguaglianza, ma anche a una precisa strategia di prevenzione. Dobbiamo infatti essere più veloci del virus e vaccinare gran parte della popolazione mondiale prima che l’agente patogeno, mutando, diventi resistente”. Il numero uno dei medici italiani pensa alla strada della licenza obbligatoria. “L’articolo 31 del Trade – Related Aspects of Intellectual Property Rights (Trips) – ricorda – prevede il diritto per gli Stati membri del Wto di disporre per legge, in condizioni di emergenza, dell’uso del brevetto...continua a leggere



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