|  | | | | Anno I – Numero 29 – 10 dicembre 2020 |
| | | | Comitato scientifico editoriale: Giordano Beretta, Saverio Cinieri, Massimo Di Maio, Antonio Russo | | Editore: Intermedia – Direttore Responsabile: Mauro Boldrini – Reg. Trib. di Brescia n.35/2001 del 2/7/2001 |
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| La richiesta è avanzata dalla ConFederazione degli oncologi, cardiologi ed ematologi
FOCE: “IL VACCINO ANTICOVID PRIMA AI NOSTRI 11 MILIONI DI PAZIENTI. NUOVI FINANZIAMENTI E PERSONALE MEDICO PER RECUPERARE I RITARDI”
“Va data priorità ai malati più fragili”. “Siamo al 4° posto al mondo per mortalità e al 15° posto in Europa per percentuale di Pil alla sanità”. “La pandemia ha dimostrato le conseguenze di anni di tagli indiscriminati”. “Incredulità e sconcerto per i 9 miliardi stanziati nel Recovery Fund”
| Precedenza nell’ormai prossima somministrazione del vaccino anti Covid a tutti i pazienti fragili colpiti da patologie cardiovascolari, oncologiche ed ematologiche; nuovi ingenti finanziamenti alla sanità e nuovo personale medico che va preparato adeguatamente rispettando il percorso formativo previsto, riducendo i tempi della burocrazia e accelerando le procedure; definizione di percorsi chiari e condivisi per evitare le conseguenze catastrofiche di una terza ondata a gennaio, ponendo grande attenzione all’organizzazione sanitaria, al ritorno alla vita sociale, coinvolgendo realmente il territorio. FOCE, la Confederazione degli oncologi, cardiologi ed ematologi, ha lanciato queste priorità per contrastare gli effetti della pandemia fra gli oltre 11 milioni di pazienti fragili che rischiano di essere vittime indirette del Covid, ieri in una conferenza stampa virtuale. “Dobbiamo muoverci in fretta, come avremmo già dovuto fare al termine della prima emergenza, senza ulteriori rinvii e discussioni spesso inutili per affrontare i problemi esplosi nel nostro Paese a causa del Coronavirus – spiega il presidente Francesco Cognetti -. Gli alti tassi di mortalità da Covid, comunque declinati, che si registrano in Italia sono francamente preoccupanti. Nella classifica mondiale siamo al quarto posto (col Regno Unito) dopo Messico, Iran, Perù ed al primo in Europa. Il nostro sistema sanitario nazionale è in forte difficoltà e sta dimostrando tutta la sua fragilità in un momento estremamente difficile per l’intero Paese. Se la sanità non è in grado di fornire risposte adeguate, ciò è dovuto anche ad un sottofinanziamento di anni riservato a questo comparto della spesa pubblica che distanzia l’Italia nel confronto europeo. È giunto il momento di invertire decisamente la rotta e di avviare una non più rinviabile riorganizzazione della nostra rete di assistenza. Solo così potremo affrontare le numerose emergenze dirette e indirette determinate dal Coronavirus”. Siamo al primo posto in Europa col Regno Unito per mortalità fra i contagiati da Coronavirus col 3,5% e ci classifichiamo al quindicesimo posto a livello continentale per percentuale di PIL assegnata alla sanità: la media europea si attesta al 9,9% contro l’8,8% dell’Italia, senza considerare i contributi dei cittadini. Nel 2017, nel nostro Paese, sono stati spesi 153 miliardi di euro per la sanità contro i 369 della Germania e 260 per la Francia. Proprio per questo FOCE esprime incredulità e sconcerto per gli scarsissimi finanziamenti annunciati nel Recovery Fund, con meno del 5% del totale (9 miliardi) alla sanità, in assenza inoltre di decisione sull’acquisizione dei fondi Mes per questo settore. ..continua a leggere
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San Antonio Breast Cancer Symposium
TUMORE DEL SENO: IL TEST GENOMICO PUÒ EVITARE CHEMIOTERAPIE SUPERFLUE IN PAZIENTI AD ALTO RISCHIO DI RECIDIVA
| Il test genomico può evitare la chemioterapia nella maggior parte delle donne in postmenopausa con carcinoma della mammella in stadio iniziale con linfonodi positivi. Lo dimostra lo studio di fase III RxPONDER, presentato in sessione plenaria al “San Antonio Breast Cancer Symposium”, il più importante congresso internazionale dedicato a questa neoplasia, in corso fino all’11 dicembre in forma virtuale. La ricerca ha coinvolto 5.083 donne con tumore del seno in stadio iniziale (II-III), che esprime i recettori estrogenici ma non la proteina HER2 (ER+/HER2-), con coinvolgimento dei linfonodi ascellari (da uno a tre). Circa due terzi erano in postmenopausa. Le pazienti sono state sottoposte al test genomico Oncotype DX, in grado di stabilire, in base a uno specifico punteggio, quanto la neoplasia è aggressiva e la risposta alla chemioterapia. Quasi il 92% (91,9%) delle donne in postmenopausa trattate con la sola terapia ormonale, a 5 anni, era vivo e libero da malattia invasiva, senza differenze significative rispetto alle pazienti che hanno ricevuto anche la chemioterapia (91,6%) dopo l’intervento (sono state considerate le pazienti che esprimevano un punteggio del test pari o inferiore a 25). In Italia, nel 2020, sono stimati quasi 55mila nuovi casi di tumore della mammella (54.976). …. continua a leggere
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| IL SONDAGGIO | LO STUDIO | COMITATO NAZIONALE PER LA BIOETICA | REGISTRO OLANDESE: L’EFFETTO DELLA PANDEMIA SUI PAZIENTI ONCOLOGICI E SULLA POPOLAZIONE GENERALE
Un sondaggio svolto su pazienti oncologici olandesi nel registro PROFILES evidenzia l’impatto della crisi da COVID-19 sull’assistenza alle persone con il cancro, delle quali circa un terzo riporta di aver vissuto il rinvio o la cancellazione degli appuntamenti. “La valutazione longitudinale rivelerà se questo ha un’associazione con i risultati di salute a lungo termine”, afferma Lonneke van de Poll-Franse, del Netherlands Comprehensive Cancer Organisation di Utrecht, e colleghi. Come descritto in JAMA Oncology, il questionario online è stato completato da 4.094 pazienti oncologici e da 2.351 membri della popolazione generale olandese in aprile o maggio 2020, con la corrispondenza per età e sesso ai malati di cancro raggiunti per 977 controlli. Complessivamente, il 10,8% degli 886 pazienti in terapia o in procinto di incominciare la terapia oncologica ha visto rinviare o cancellare il trattamento e il 18,1% ha ricevuto un consulto per telefono o con videochiamata …continua a leggere
SCREENING
SCREENING DOMICILIARI NEL FUTURO DELLA PREVENZIONE
Un gruppo di ricercatori americani – guidati da Cherri Sheinfeld Gorin, dell’Università del Michigan di Ann Arbor – ha analizzato le cartelle cliniche elettroniche di quasi 43mila pazienti che si sono sottoposti a screening per il tumore del seno, della cervice e del colon-retto a maggio e giugno 2017 – 2019, per capire come le restrizioni avessero influenzato gli screening da marzo a maggio 2020. Prima della pandemia, i tassi di screening per i tre tumori erano in media in aumento in tutti gli Stati Uniti. Durante il lockdown i tassi di screening sono diminuiti drasticamente. Inoltre, nonostante i test a casa per il cancro del colon-retto non fossero diffusi prima della pandemia, questa metodologia è diminuita solo di circa il 65% durante la pandemia…continua a leggere
| DURATA DELL’ELIMINAZIONE DI SARS-COV-2 VITALE NEI PAZIENTI ONCOLOGICI DOPO TERAPIA IMMUNOSOPPRESSIVA
In uno studio in una singola istituzione riportato in una lettera all’editore del New England Journal of Medicine, Teresa Aydillo e colleghi hanno scoperto che RNA di SARS-CoV-2 poteva essere rilevato in pazienti con COVID-19 in trattamento immunosoppressivo per il cancro per 78 giorni dopo la comparsa dei sintomi del virus. Gli autori hanno inoltre trovato che il virus vitale può essere coltivato in coltura fino a 61 giorni dopo l’insorgenza dei sintomi. Come dichiarato dai ricercatori, “il rilevamento di SARS-CoV-2 competente per la replicazione è l’indicatore più affidabile di contagiosità. Sebbene la durata dell’eliminazione del virus vivo sia ben caratterizzata nei pazienti immunocompetenti con COVID-19, si sa poco sul tempo di contagiosità dei pazienti immunocompromessi”.
Dettagli dello studio Lo studio comprendeva 20 pazienti immunocompromessi con diagnosi di COVID-19 tra il 10 marzo e il 20 aprile 2020, al Memorial Sloan Kettering Cancer Center, compresi 18 pazienti che avevano subito trapianti di cellule staminali ematopoietiche o terapia con cellule T del recettore chimerico dell’antigene (CAR) e 2 pazienti con linfoma. Dei 20 pazienti, 15 erano in trattamento attivo o chemioterapia e 11 presentavano infezione da COVID-19 grave. Le colture cellulari sono state utilizzate per rilevare virus vitali in campioni respiratori raccolti in serie, con virus vivi isolati nelle cellule Vero e varianti genetiche identificate mediante sequenziamento dell’intero genoma di campioni nasofaringei e coltivati.
Risultati principali In totale sono stati raccolti in serie 57 campioni respiratori (56 nasofaringei e 1 espettorato) e sono stati analizzati mediante reazione a catena quantitativa della polimerasi a trascrizione inversa ...continua a leggere
| “VACCINO BENE COMUNE, OBBLIGO NON LASCIARLO A LEGGI DI MERCATO”
Il vaccino anti Covid-19 è “un ‘bene comune’, la cui produzione e distribuzione a favore di tutti i Paesi del mondo” non può essere lasciata alle leggi del mercato. E questa indicazione deve essere “un obbligo”, a livello internazionale, per la politica. Così come le aziende farmaceutiche devono assumere la propria responsabilità sociale. Serve poi raggiungere una copertura ottimale, senza escludere “l’obbligatorietà in caso di emergenza”, soprattutto in alcune categorie. E garantire un’informazione corretta. Sono queste, in sintesi, le indicazioni del Comitato Nazionale per la Bioetica (Cnb) della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che il 2 dicembre ha pubblicato il parere ‘I vaccini e Covid-19: aspetti etici per la ricerca, il costo e la distribuzione’, approvato nel corso della seduta plenaria del 27 novembre.…continua a leggere
LA COMMISSIONE EUROPEA
VON DER LEYEN: “GARANTIRE ACCESSO A MEDICINALI SICURI, EFFICACI E DI ALTA QUALITÀ A PREZZI CONTENUTI”
La Commissione Europea ha adottato un documento che indica la “Strategia farmaceutica per l’Europa” e che mira a garantire ai pazienti l’accesso a medicinali innovativi e dal prezzo contenuto e a sostenere la competitività, la capacità di innovazione e la sostenibilità dell’industria farmaceutica dell’UE. La strategia consentirà all’Europa di soddisfare il suo fabbisogno di farmaci anche in tempi di crisi, grazie a catene di approvvigionamento solide. Il documento – sottolinea una nota della Commissione – “sarà un elemento chiave nella costruzione di un’Unione europea della salute più forte, richiesta dalla Presidente Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell’Unione, e contribuirà a creare un sistema farmaceutico adeguato alle esigenze future e in grado di risollevarsi dalle crisi”. . continua a leggere
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