Anno I – Numero 26 – 19 novembre 2020
Comitato scientifico editoriale: Giordano Beretta, Saverio Cinieri, Massimo Di Maio, Antonio Russo
Editore: Intermedia – Direttore Responsabile: Mauro Boldrini – Reg. Trib. di Brescia n.35/2001 del 2/7/2001

TUMORI: “SÌ ALLA RIFORMA DEI FONDI PER I FARMACI INNOVATIVI, 
SERVE UN UNICO FONDO PER SEMPLIFICARE LA GESTIONE”

Giordano Beretta, Presidente AIOM: “I fondi hanno contribuito a ridurre i tempi per accedere ai trattamenti più efficaci, ma il sistema duale va semplificato”. Claudio Jommi, Cergas – SDA Bocconi: “Dagli esperti otto raccomandazioni utili per una riflessione sulle possibili direttrici di riforma”

Il sistema attuale dei due fondi separati per i farmaci innovativi, oncologici e non oncologici, va ridefinito e semplificato, nella direzione di una maggiore flessibilità. Gran parte degli esperti è favorevole al mantenimento dei fondi, ma il 72% di questi ritiene necessaria una riforma e la soluzione può essere rappresentata da un unico fondo gestito in modo più flessibile, tenendo in considerazione i vincoli di finanza pubblica. Inoltre, il 67% degli esperti è favorevole all’estensione della permanenza dei farmaci innovativi all’interno dei fondi oltre i tre anni, se non sono disponibili alternative terapeutiche. Per il 64%, vanno riviste anche le modalità di finanziamento, senza erodere le risorse storicamente assegnate per obiettivi di piano e per l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza. Sono questi alcuni risultati dello “Studio Delphi sul Fondo Farmaci Oncologici Innovativi”, promosso dal Cergas (Centro di Ricerche sulla Gestione dell’Assistenza Sanitaria e Sociale) in collaborazione con AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), e con il supporto non condizionato di MSD. Sono stati coinvolti esperti provenienti da Ministero dell’Economia e delle Finanze, Commissione CTS AIFA ed ISS, Regioni, nonché Oncologi, Farmacisti di aziende sanitarie, Associazioni di pazienti e di tutela dei diritti dei cittadini. Lo studio è stato presentato in un convegno virtuale il 13 novembre.
“La legge di bilancio 2017 ha istituito due Fondi separati, con una dotazione di 500 milioni di euro ciascuno – ha spiegato Claudio Jommi, Professor of Practice di SDA Bocconi School of Management e Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Farmaci del Cergas -. L’obiettivo della ricerca è stato valutare il loro impatto, nella prospettiva dei diversi portatori di interesse, colmando i gap di letteratura esistenti. L’analisi si è basata sulla raccolta strutturata dell’opinione di esperti, cioè di coloro che hanno compartecipato alla definizione di questi fondi e dei requisiti per l’accesso, all’allocazione, gestione ed utilizzo delle molecole innovative, mediante tecnica Delphi. Per quanto i fondi per farmaci innovativi rappresentino un ‘silos’ nei ‘silos’, gran parte degli esperti si dice favorevole a mantenere risorse dedicate, cioè fondi non contendibili per farmaci che siano stati valutati sulla base di criteri specifici e selettivi rispetto alla loro utilità per il Servizio Sanitario Nazionale. Ma serve una revisione del sistema. Solo le Regioni a statuto ordinario accedono ai due fondi, ad eccezione della Sicilia che vi attinge per il 50%. Nel triennio 2017-2019, non si sono verificati sfondamenti. Tuttavia, dai primi dati di monitoraggio della spesa farmaceutica di AIFA e per quanto i dati parziali vadano considerati con estrema prudenza, si intravede la possibilità che il trend degli anni precedenti non si ripeta”.
“In Italia, nel 2020, sono stimati 377 mila nuovi casi di tumore – ha sottolineato Giordano Beretta, Presidente Nazionale AIOM e Responsabile Oncologia Medica Humanitas Gavazzeni di Bergamo -. ..
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L’AGENZIA REGOLATORIA EUROPEA  EMER COOKE A CAPO EMA, “PRIORITÀ RISPOSTA A PANDEMIA”

“Assumo il ruolo di direttore esecutivo dell’Agenzia europea per i medicinali nel mezzo di una crisi sanitaria di dimensioni che non hanno precedenti. La priorità ‘numero uno’ sarà promuovere la risposta di EMA alla pandemia e il lavoro, già in corso, per supportare lo sviluppo e l’approvazione di vaccini e trattamenti contro Covid-19 sicuri ed efficaci”. Con queste parole Emer Cooke ha iniziato il suo mandato di Direttore esecutivo di EMA, succedendo a Guido Rasi, finora alla guida dell’Agenzia Ue. Cooke, irlandese, è stata nominata il 25 giugno scorso come direttore esecutivo, con un mandato di 5 anni (rinnovabile dal Consiglio di amministrazione dell’agenzia), ed è la prima donna al timone di EMA. La neo-direttrice – in occasione del suo insediamento – ha inoltre sottolineato che l’Agenzia dovrà affrontare molte altre importanti sfide, tra cui la resistenza agli antibiotici, sostenere l’innovazione e sfruttare al massimo le opportunità fornite dalla digitalizzazione per la scoperta e lo sviluppo di farmaci. . continua a leggere


FAVOIL SONDAGGIO “COVID NOW”LO STUDIO UK

“GRANDE SODDISFAZIONE PER L’APPROVAZIONE DELLA RISOLUZIONE SUI MALATI ONCOLOGICI IN COMMISSIONE AFFARI SOCIALI”

NeIl grido di allarme lanciato dalla Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia – FAVO lo scorso luglio in occasione dell’Audizione promossa dalla Commissione Affari Sociali della Camera sulla situazione dei pazienti affetti da patologie oncologiche durante l’emergenza epidemiologica da COVID-19 è stato raccolto con grande senso di responsabilità istituzionale dalla Commissione che ieri, 18 novembre 2020, ha approvato all’unanimità la Risoluzione presentata dall’On. Elena Carnevali un mese fa in occasione della XV Giornata Nazionale del Malato Oncologico.
La Risoluzione, “Iniziative per la tutela e la cura dei pazienti con patologie oncologiche” discussa e votata in tempi brevissimi, è stata approvata da tutti i partiti di maggioranza e opposizione. Tempistica e convergenze trasversali che confermano, ove fosse necessario, l’importanza del tema e l’urgenza di interventi immediati e concreti che impongono impegni governativi e legislativi anche in termini di sostenibilità economica del sistema. Il Comitato Esecutivo di FAVO esprime apprezzamento e riconoscenza all’On. Carnevali e a tutti i membri della XII Commissione che, avendo compreso l’urgenza di rispondere ai bisogni degli oltre tre milioni e mezzo di malati oncologici italiani, resi ancora più pressanti dall’emergenza sanitaria in corso, hanno approvato all’unanimità questo atto parlamentare ..continua a leggere




IMPATTO DI COVID-19 SULLA SALUTE DEL PERSONALE ONCOLOGICO

I risultati di un sondaggio tra 1.038 medici, infermieri, farmacisti, personale amministrativo e altri professionisti della sanità (come dietologi e fisioterapisti) impiegati nel settore oncologico del Servizio Sanitario Nazionale (NHS) del Regno Unito durante l’ondata di COVID-19 della scorsa primavera sono stati presentati da Susana N. Banerjee, MBBS, PhD, al Virtual Showcase del NCRI (National Cancer Research Institute).

Le risposte al sondaggio
I risultati dello studio COVID-NOW hanno mostrato che il 69% dei membri dello staff di oncologia crede che l’accesso dei pazienti ai trattamenti standard di cura sia stato compromesso a causa della pandemia COVID-19; il 94% ritiene che la gestione del paziente (trattamenti come chirurgia e chemioterapia) sia stata modificata. Lo studio ha anche scoperto che mentre il 66% si sentiva in grado di svolgere il suo lavoro senza compromettere la sicurezza personale, il 42% dello staff riteneva di mettere a rischio la sua salute, e il 34% ha mostrato segni di burnout. Tuttavia, la maggioranza ha dichiarato di poter lavorare bene durante quel periodo, con un punteggio di 7 su 10 (10 a indicare la capacità di lavorare al meglio). . .
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ANTICORPI COVID-19 NEL PERSONALE SANITARIO DI ONCOLOGIA

Il Uno studio effettuato sul personale oncologico immediatamente dopo il picco della pandemia COVID-19 della scorsa primavera nel Regno Unito ha indicato che molti sono stati infettati dal coronavirus, compresi quelli che non mostravano sintomi. Lo studio – presentato dal dott. David Favara e colleghi al Virtual Showcase del NCRI (National Cancer Research Institute) – ha scoperto che una notevole percentuale di positivi agli anticorpi COVID-19 dopo il primo picco aveva perso la positività dopo 4 settimane. ..continua a leggere


IL VACCINO

KYRIAKIDES (UE): “SE VA BENE VACCINO A FINE 2020-INIZIO 2021”
NIn uno “scenario positivo”, le prime dosi del vaccino contro il Covid-19 sviluppato da Pfizer e BionTech potrebbero arrivare già verso “la fine del 2020 o all’inizio del 2021”. Lo ha previsto la Commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides che, in conferenza stampa a Bruxelles, ha invitato comunque a prendere le date con prudenza, perché prima che il vaccino arrivi ai cittadini occorrono una serie di passi ulteriori, inclusa “l’autorizzazione da parte di EMA”. . continua a leggere

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