|  | | | | Anno I – Numero 23 – 29 ottobre 2020 |
| | | | Comitato scientifico editoriale: Giordano Beretta, Saverio Cinieri, Massimo Di Maio, Antonio Russo | | Editore: Intermedia – Direttore Responsabile: Mauro Boldrini – Reg. Trib. di Brescia n.35/2001 del 2/7/2001 |
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| Da domani all’1 novembre il XXII Congresso Nazionale della Società scientifica
TUMORI: -5% DI MORTALITÀ DAL 2015. MA IL COVID METTE A RISCHIO I PAZIENTI AIOM, REALIZZARE LE RETI ONCOLOGICHE CONTRO LE MIGRAZIONI SANITARIE
Il 25% dei malati di cancro muore se contrae il virus. Il presidente Beretta: “È urgente rivedere l’organizzazione. Troppi costretti ai viaggi della speranza. Le reti invece favoriscono l’assistenza vicino al domicilio, l’integrazione col territorio e l’adesione agli screening. Poche però quelle attive”. Al via il tour per incontrare tutti gli assessori regionali
| In Italia i tumori provocano meno decessi rispetto alla media europea. In particolare, dal 2015 a oggi si stima una diminuzione complessiva del 5% della mortalità per cancro nel nostro Paese. Nelle donne, il tumore dello stomaco (-20%), della tiroide (-15%) e dell’esofago (-12%) fanno registrare le riduzioni più importanti, negli uomini le neoplasie della laringe (-28%), della prostata (-15%) e dello stomaco, colon-retto e polmone (-11%). La pandemia causata dal Covid-19, però, sta mettendo a rischio la continuità di cura delle persone colpite da neoplasia. Non solo. Il decorso dell’infezione può essere peggiore in questa popolazione. Una revisione sistematica di 52 studi, pubblicata sul European Journal of Cancer, ha considerato 18.650 pazienti oncologici colpiti dal virus: 4.243 sono deceduti, con un tasso di mortalità complessivo pari al 25,6%. Ricerca, accessibilità e organizzazione sono i tre pilastri su cui bisogna intervenire per garantire le cure migliori a tutti i cittadini colpiti da neoplasia. Il punto di incontro ideale è l’effettiva realizzazione delle Reti oncologiche regionali, presenti solo in alcune Regioni e con criteri diversi. È l’appello lanciato oggi dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), nella conferenza stampa di presentazione del XXII Congresso Nazionale della società scientifica, che si svolge da domani fino all’1 novembre in forma virtuale. “Il Covid-19 ha dimostrato quanto sia necessario rendere subito operative le Reti oncologiche regionali in tutto il territorio – afferma Giordano Beretta, Presidente Nazionale AIOM e Responsabile Oncologia Medica Humanitas Gavazzeni di Bergamo -. La continuità di cura è stata garantita ai livelli più alti proprio nelle Regioni dotate di Reti, perché l’accesso ai trattamenti è possibile anche nelle sedi periferiche sulla base di indicazioni condivise, limitando così gli spostamenti dei malati. Oggi le Reti sono attive in Piemonte e Valle D’Aosta, Veneto, Toscana, Umbria, Liguria, Provincia autonoma di Trento, Puglia e Campania oltre che in Lombardia ed Emilia-Romagna, pur se con configurazioni differenti. E troppi malati sono costretti a cambiare Regione per curarsi”. “Servono criteri uniformi per rendere operative le Reti – continua il Presidente Beretta -, agendo in quattro direzioni: riduzione delle migrazioni sanitarie, accesso all’innovazione, punti di ingresso nella rete riconosciuti e vicino al domicilio del paziente, integrazione con la medicina del territorio. Quest’ultimo punto è quello risultato più deficitario durante la prima ondata della pandemia, perché troppi pazienti non sono più andati in ospedale per paura del contagio. Al tempo stesso, però, non sono stati assistiti adeguatamente a livello territoriale. In questi mesi, è stato perso tempo prezioso e non vi sono stati significativi passi in avanti per migliorare l’integrazione fra ospedale e territorio. Le Reti consentono il coinvolgimento dei servizi territoriali, anche nei programmi di prevenzione primaria e di screening, che in alcune Regioni sono ancora bloccati perché il personale che dovrebbe far partire gli inviti è impegnato nell’emergenza Covid. Siamo di fronte a ritardi preoccupanti, perché possono determinare diagnosi in fase più avanzata nei prossimi mesi”. Uno studio pubblicato dalla University College London ha infatti stimato che la percentuale dei decessi nei prossimi mesi in Inghilterra potrebbe aumentare del 20%, arrivando a 18mila morti causate dal rinvio delle cure e dalla paura dei malati di andare nei centri…..continua a leggere
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LE REGIONI COVID, CAMPANIA: “AFFRONTARE IL TUMORE CON GUANTI E MASCHERINA”
di Giuseppe Colantuoni, Coordinatore AIOM Campania
| | Tra i Paese Europei, l’Italia è stata chiamata per prima ad affrontare lo scontro col nemico proveniente da molto lontano, di cui all’inizio poco si conosceva e che poco spaventava, riuscendo così a diffondersi infidamente. Tuttavia è bastata una manciata di giorni per capire che il virus Sars-CoV-2 non era un “invasore gentile” e tutte le Istituzioni sono state costrette a correre ai ripari adottando interventi urgenti per riprogrammare le nostre “abitudini”, dalla sfera familiare ai rapporti sociali, nel tentativo disperato di limitare la sua diffusione. I cittadini italiani sono stati chiamati al “sacrificio” di indossare una mascherina e guanti e al distanziamento sociale ma lo sforzo richiesto ai malati è stato significativamente superiore. La paura della malattia, specie quella oncologica, ha dovuto cedere il passo alla paura di contrarre il virus. Dopo il drammatico incremento di tamponi positivi registrati nelle ultime settimane, in Campania i positivi al Covid-19 nel mese di ottobre 2020 salgono ad un totale di più di 30.000 dall’inizio della pandemia. Tale incremento grava sulla situazione, già difficile, dell’ambiente ospedaliero, dove aumentano le richieste di ricovero in degenza e in terapia intensiva e si riducono ulteriormente le disponibilità attuali. … continua a leggere
Per vedere l’intervista vai su AIOM Tv
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| LE RACCOMANDAZIONI AIOM | FAVO | L’ANALISI SU “SCIENCE” | “LA VACCINAZIONE ANTI-INFLUENZA SIA ESTESA A TUTTI I PAZIENTI ONCOLOGICI, È UN PRESIDIO CONTRO IL COVID”
Troppo poche persone colpite da cancro si vaccinano contro l’influenza. E, negli ultimi 10 anni, questa percentuale è in costante diminuzione. Nelle stagioni 2006/2007 e 2007/2008, la percentuale di pazienti oncologici vaccinati (tra i 18 e i 64 anni) era, rispettivamente, pari al 26% e 21%. Nelle campagne vaccinali del 2016/2017 e 2017/2018, la copertura è scesa al 19%. La contemporanea circolazione del virus influenzale e di Covid-19, caratterizzati da una sintomatologia respiratoria in parte sovrapponibile, pone gravi problematiche gestionali cliniche e organizzative, che possono mettere ancor più sotto pressione il sistema sanitario. Per questo l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) raccomanda che i malati oncologici, i familiari, i caregiver e le persone che vivono a stretto contatto con chi è colpito da neoplasia si vaccinino contro l’influenza stagionale. È quanto si legge nelle “Raccomandazioni per la Vaccinazione Anti-Influenzale e Anti-Pneumococcica in Oncologia”, redatte da AIOM e aggiornate in relazione alla pandemia da Covid-19. Il documento è stato presentato oggi in una conferenza stampa virtuale, alla vigilia del XXII Congresso Nazionale della Società Scientifica…continua a leggere
| “IL PIANO ONCOLOGICO NAZIONALE SIA SUBITO APPROVATO”
“I malati di cancro – ha affermato Francesco De Lorenzo, Presidente FAVO (Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia) e Past President ECPC (European Cancer Patient Coalition) – constatano con viva amarezza che nella fase 2 della pandemia è stato fatto molto poco per garantire continuità di accesso alla diagnosi, ai trattamenti terapeutici e agli screening, condizione questa che porterà a registrare inevitabilmente un consistente aumento del numero di morti per cancro, non soltanto per il 2021 ma anche negli anni successivi. Ci troviamo pertanto nel mezzo di una vera e propria emergenza oncologica”. Tali considerazioni sono state illustrate da FAVO, lo scorso luglio, in audizione presso la XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, riscontrando particolare attenzione, interesse e consenso. “Oggi FAVO – ha continuato De Lorenzo – chiede che venga subito approvato il nuovo Documento tecnico di indirizzo per ridurre il carico di malattia del cancro (Piano Oncologico nazionale), con un contestuale indispensabile monitoraggio. ..continua a leggere
| I DUBBI DEGLI ESPERTI SULL’EFFICACIA DEL VACCINO NEGLI ANZIANI
Mentre continua la corsa al vaccino, gli scienziati si interrogano sull’efficacia dei futuri sieri anti-Covid, in particolare nella fascia di popolazione più a rischio: gli anziani e i fragili. “Cosa accadrebbe se un vaccino contro Covid-19 offrisse poca o nessuna protezione nei gruppi ad alto rischio, come gli anziani e le persone con patologie, ma fosse in grado di ridurre l’infezione nei giovani adulti?”. …continua a leggere
LO STUDIO DEL MARIO NEGRI
“PROVINCIA DI BERGAMO TRA LE PIÙ COLPITE AL MONDO CON 420MILA CASI DI CONTAGIO STIMATI”
Il 38,5% del campione è risultato positivo al test sierologico ed ha sviluppato gli anticorpi contro il Sars-CoV-2. Bergamo si profila come una delle aree più colpite al mondo con una sieroprevalenza che supera di gran lunga le stime di New York (19,9%), Londra (17,5%) e Madrid (11,3%). E se si estende il dato del campione a tutta la popolazione della provincia di Bergamo, si può ipotizzare una circolazione del virus che arriva a toccare le 420 mila unità, contro le quasi 16.000 segnalate al 25 settembre 2020. ..continua a leggere
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