|  | | | | Anno I – Numero 21- 15 ottobre 2020 |
| | | | Comitato scientifico editoriale: Giordano Beretta, Saverio Cinieri, Massimo Di Maio, Antonio Russo | | Editore: Intermedia – Direttore Responsabile: Mauro Boldrini – Reg. Trib. di Brescia n.35/2001 del 2/7/2001 |
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| È italiano il più grande studio al mondo sulle conseguenze del virus, pubblicato su “The Lancet Hematology”
MALATTIE DEL SANGUE: “IL 37% DEI PAZIENTI COLPITI DA COVID-19 È DECEDUTO. TROPPI IGNORANO LE NORME, A RISCHIO NON SOLO LE TERAPIE MA ANCHE I TRAPIANTI DI MIDOLLO E LE CAR-T”
Paolo Corradini, Presidente SIE (Società Italiana di Ematologia): “Molti cittadini, soprattutto giovani, non indossano la mascherina e non rispettano le regole di distanziamento. Rischiamo la situazione della Francia, che sta riducendo i posti letto per i trattamenti salvavita”. Nella ricerca sono stati valutati 536 malati di 67 centri
| Uno studio tutto italiano, promosso dalla Società Italiana di Ematologia (SIE) e pubblicato sul numero di ottobre di “The Lancet Hematology”, ha evidenziato un altissimo tasso di mortalità, pari al 37%, nei pazienti ematologici contagiati dal Covid-19 nel periodo da febbraio a maggio 2020. Una percentuale 2,4 volte superiore rispetto a quella della popolazione generale che ha contratto il virus e ben 41,3 volte maggiore rispetto a quella dei malati ematologici osservata nello stesso periodo dello scorso anno, cioè in epoca pre-Covid. Si tratta del più grande studio al mondo che ha analizzato le caratteristiche cliniche e i fattori di rischio associati al Covid-19 in persone colpite da malattie del sangue maligne: sono stati coinvolti 536 pazienti di 67 centri. “Il 70% dei cittadini colpiti da tumore del sangue guarisce o ha una lunga sopravvivenza – afferma Paolo Corradini, Presidente SIE e Direttore Ematologia Istituto Nazionale Tumori di Milano -. Un risultato molto importante, raggiunto grazie a terapie sempre più efficaci. Dobbiamo continuare a curare questi pazienti, anche durante la pandemia. I trattamenti non possono essere interrotti. Lo studio, infatti, dimostra che uno dei principali fattori di rischio di morte, in caso di contagio da Covid-19, è proprio la fase avanzata della patologia ematologica. L’immunodepressione provocata dalla malattia che interessa il midollo, l’organo che produce le difese immunitarie, espone i pazienti a maggior rischio di morte, se contagiati dal Covid-19. Anche a marzo e aprile, nel periodo più critico della pandemia, i nostri centri hanno continuato a curare con regolarità i pazienti, raccomandando il rispetto delle regole fondamentali come l’uso della mascherina per i familiari e il tampone per ogni paziente prima del ricovero”. “Oggi, però – continua il prof. Corradini -, stiamo assistendo al rischio reale che tutto possa essere vanificato dal comportamento poco responsabile di molti cittadini. Troppi, soprattutto giovani, non indossano la mascherina e non osservano la distanza minima di almeno un metro dalle altre persone. Il nostro Paese confina, ad esempio, con la Francia dove purtroppo, a causa dell’altissimo numero di contagi, stanno già riducendo i posti letto per terapie salvavita, come i trapianti di midollo osseo e le CAR-T, in previsione di una seconda grave ondata del virus. Dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti e sensibilizzare i cittadini perché questo non avvenga anche in Italia, ma abbiamo poco tempo. Ed è corretto imporre l’obbligo di utilizzo della mascherina anche all’aperto”. La terapia cellulare CAR-T è una forma innovativa di immunoterapia, che utilizza le cellule del sistema immunitario (linfociti T): queste ultime vengono prelevate dal paziente, ingegnerizzate in laboratorio e addestrate a riconoscere e combattere con più forza il tumore, per essere poi reinfuse nel paziente....continua a leggere
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LE REGIONI COVID, TRENTINO–ALTO ADIGE: COLLABORAZIONE, ORGANIZZAZIONE E INFORMATIZZAZIONE LE ARMI VINCENTI
di Antonello Veccia Coordinatore AIOM Trentino-Alto Adige – Oncologia Medica – Ospedale Santa Chiara – Trento
| | La regione Trentino – Alto Adige, pur avendo una popolazione di poco superiore al milione di abitanti, è stata duramente colpita dal Covid. All’1 ottobre risultano 10.272 casi totali (3.609 nella provincia autonoma di Bolzano e 6.663 in quella di Trento) con 762 morti (292 nella provincia di Bolzano e 471 in Trentino). Quella barriera protettiva rappresentata dalle montagne non è riuscita stavolta ad evitare che anche qui, come nel resto d’Italia, i più colpiti fossero soprattutto i più fragili, gli anziani, gli ospiti delle RSA, i malati cronici come gli oncologici. Pertanto, dopo una prima fase di paura e disorientamento, anche noi oncologi, pur non essendo direttamente coinvolti nella gestione dei pazienti Covid, siamo stati chiamati a fare la nostra parte, inventandoci un modo di lavorare completamente nuovo, capace di garantire la prosecuzione delle cure ai nostri pazienti e al tempo stesso tutelando la sicurezza loro e quella di tutti gli operatori coinvolti…. continua a leggere
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| LA RICERCA | GLI SCREENING | IL VACCINO | STUDIO SULLE BASI MOLECOLARI DELL’INFEZIONE SUGGERISCE NUOVI MARCATORI TUMORALI
I recettori del coronavirus, ossia le molecole che regolano l’ingresso del virus e che sono distribuiti in vari organi e tessuti, sono anche gli stessi che si trovano associati ad alcuni tipi di tumore, come pure a molte malattie quali il diabete, e le patologie cardiovascolari, cioè le principali comorbidità più spesso riscontrate nei pazienti affetti da Covid-19. È quanto ha osservato per la prima volta un gruppo di ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), dell’IDI-IRCCS di Roma e dell’ISA-CNR di Avellino, in uno studio pubblicato su Febs Open Bio al termine di un’analisi in silico condotta sui dati di migliaia di persone. “Nella nostra ricerca abbiamo osservato che i recettori del virus sono coinvolti nelle malattie più frequentemente concomitanti con il Covid-19, inclusi i tumori – affermano gli autori dello studio, Francesco Facchiano (ISS), Angelo Facchiano (ISA- CNR) e Antonio Facchiano (IDI-IRCCS) – Perciò nei pazienti che presentano anche altre patologie, il virus potrebbe trovare una via agevolata perché sfrutta i recettori correlati a queste patologie croniche.”…continua a leggere
| TUMORE COLON, +11,9% MORTI IN EUROPA CON RITARDI DIAGNOSI PER COVID
In Europa i decessi per tumore al colon potrebbero aumentare dell’11,9%. È la stima degli effetti dei ritardi Covid-dipendenti nei programmi di screening per la prevenzione del cancro del colon-retto resa nota in occasione della settimana della United European Gastroenterology (UEG Week Virtual 2020) e frutto di uno studio dell’Università di Bologna. Il cancro del colon-retto è il secondo big-killer in Europa tra le malattie oncologiche: si contano 375.000 nuove diagnosi ogni anno nell’Unione Europea e 170.000 vittime. “La diagnosi precoce del tumore – spiega l’autore del lavoro, Luigi Ricciardiello – è cruciale perché lo rende più facile da trattare e quindi migliora l’esito clinico della malattia”. “E’ perciò essenziale che i programmi di screening preventivo continuino – aggiunge l’esperto – aiutando a prevenire ulteriori aumenti della mortalità”. Gli esperti hanno usato un modello matematico per fare previsioni sugli effetti clinici dei ritardi indotti dall’emergenza Covid …continua a leggere
| LA CINA ADERISCE A COVAX
La Cina annuncia l’adesione allo strumento per l’accesso globale ai vaccini contro il Covid-19. Il ministero degli Esteri di Pechino ha confermato la “firma di un accordo” con Gavi. “E’ un passo importante per la Cina – afferma in una nota la responsabile del Dipartimento Informazione, Hua Chunying senza entrare nei dettagli del contributo del gigante asiatico – per rispettare l’impegno nella promozione di vaccini come bene pubblico globale”. …continua a leggere
FAKE NEWS
FAKE NEWS DILAGANO, MINANO FIDUCIA IN VACCINO
Alcune delle fake news che sono emerse sul Covid-19 sono considerate credibili da una fetta consistente della popolazione, e dove la percentuale che crede alle ‘bufale’ cresce, sale anche quella di chi è scettico nei confronti dei vaccini. Lo afferma uno studio condotto in cinque paesi, Gran Bretagna, Usa, Irlanda, Spagna e Messico, pubblicato dalla rivista Royal Society Open Science…continua a leggere
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