Anno I – Numero 16 –  10 settembre 2020
Comitato scientifico editoriale: Giordano Beretta, Saverio Cinieri, Massimo Di Maio, Antonio Russo
Editore: Intermedia – Direttore Responsabile: Mauro Boldrini – Reg. Trib. di Brescia n.35/2001 del 2/7/2001

Pubblicati su Nature Cancer i risultati di una vasta analisi di popolazione in Veneto

COVID: “NEI PAZIENTI ONCOLOGICI IL RISCHIO DI INFEZIONE NON È PIÙ ALTO”

Massimo Rugge, presidente AIRTum (Associazione Italiana Registri Tumori): “La condizione di immunodepressione conseguente alla neoplasia non rende le persone colpite da cancro più esposte al coronavirus. Ma le complicanze possono essere più gravi”

Un grande studio condotto in una popolazione di circa 85.000 residenti in Veneto e testati per infezione da SARS-CoV-2 (febbraio – aprile 2020) ha considerato la prevalenza dei pazienti con una storia clinica di cancro tra la popolazione infetta e non-infetta. Il profilo etico dello studio è stato approvato dal Comitato Bioetico della Regione Veneto. I risultati della ricerca indicano che i pazienti affetti da cancro non hanno un rischio di infezione da SARS-CoV-2 maggiore di quello della popolazione non affetta da tumore. Tuttavia, la percentuale di persone risultate positive a SARS-CoV-2 ospedalizzate era maggiore tra i pazienti oncologici, così come la percentuale di decessi. I risultati dello studio, pubblicato in Nature Cancer il 31 luglio 2020, concludono che il rischio di eventi avversi dell’infezione da SARS-CoV-2 era significativamente più alto nei pazienti oncologici rispetto a quelli non affetti da cancro, in particolare negli uomini, negli anziani e in coloro a cui la neoplasia era stata diagnosticata non più di 2 anni prima dell’infezione.
“Lo studio si proponeva di stimare la prevalenza di pazienti con una storia di cancro nella popolazione testata per infezione da SARS-CoV-2 e di valutare se la infezione virale poteva condizionare la storia clinica dei pazienti oncologici – afferma Massimo Rugge, primo autore dello studio, presidente AIRTum (Associazione Italiana Registri Tumori) e Professore Ordinario di Anatomia Patologica dell’Università degli Studi di Padova -. In particolare, la ricerca voleva verificare la ipotesi che la immunodepressione ipoteticamente associata alle malattie neoplastiche favorisse la infezione virale. I risultati dello studio hanno dimostrato che la prevalenza dell’infezione da SARS-CoV-2 tra i pazienti neoplastici non è maggiore di quella della popolazione non affetta da cancro; tali risultati negano che i soggetti affetti da cancro siano più esposti all’infezione. Vi è però una maggiore pericolosità dell’infezione nei pazienti oncologici; in questi ultimi, il decorso sfavorevole della infezione virale (in particolare il ricovero in terapia intensiva e il decesso) è più frequente rispetto a quello della popolazione non-neoplastica”.
Delle 84.246 persone sottoposte al test per infezione virale, la percentuale degli infetti era maggiore tra gli uomini (7%, pari a 2.311/33.183) rispetto alle donne (5%, pari a 2.478/51.063). Dei soggetti considerati, 4.789 (6%) avevano una storia di cancro. Quando i soggetti testati per SARS-CoV-2 sono stati distinti per classi di età (< 70 anni, 70–79 anni, 80 anni o >), la prevalenza di pazienti positivi a SARS-CoV-2 affetti da cancro era del 11% (281/2.628), 18% (186/1.025) e 22,5% (256/1.136), rispettivamente, nelle tre classi di età. Tra i pazienti SARS-CoV-2 positivi, il rischio di ospedalizzazione e di morte è risultato significativamente più basso nel sesso femminile (donne versus uomini, pOR 0.68) e nei soggetti di età più giovane (70–79 anni versus 0–69 anni, pOR= 2.73, ≥80 versus 0–69, pOR= 3.15)…
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LE REGIONI  COVID, LAZIO: “TROPPI PAZIENTI ARRIVANO TARDI ALLA DIAGNOSI DI TUMORE”

di Domenico Corsi, Coordinatore AIOM Lazio
 

La vita di tutti noi è molto cambiata da quel giorno di febbraio e dal caso del paziente zero di Codogno.
Come Oncologi, più di altri medici, siamo abituati a confrontarci con la morte e con la sofferenza, ma la gran parte di noi non aveva mai sperimentato alcune sensazioni e alcune realtà. La paura, l’ansia e l’incertezza hanno cominciato a contraddistinguere le nostre giornate, scandite dal bollettino delle 18 della Protezione Civile. Paura per noi, per i nostri amici in prima linea, per i nostri colleghi malati, per i nostri cari che per molto tempo abbiamo visto solo grazie alle videochiamate. Ansia per i nostri Ospedali scombussolati, per i nostri Reparti talora smantellati e dedicati ad altre attività. Incertezza per le difficoltà organizzative nell’ambito delle singole strutture e spesso per le difficoltà di comunicazione con le dirigenzecontinua a leggere

Per vedere l’intervista vai su AIOM Tv


AIFAOMSIL VACCINO

PIANI TERAPEUTICI: “ESTENDERE LA VALIDITÀ SOLO QUANDO NON È POSSIBILE SEGUIRE PERCORSI DI MONITORAGGIO ORDINARI”

Stanti le esigenze derivanti dal mantenimento delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e facendo seguito ai precedenti comunicati dell’11 marzo 2020, del 6 aprile 2020 e del 29 maggio 2020, di proroga dei Piani Terapeutici (PT), per il restante periodo di emergenza, si raccomanda:
– di ricorrere per quanto possibile, a modalità di monitoraggio e rinnovo del PT AIFA a distanza, anche attraverso l’acquisizione in formato elettronico di documentazione sanitaria, o consultazione telefonica del paziente, o del suo caregiver;
– di estendere la validità dei piani terapeutici AIFA, eccezionalmente, per i casi in cui, per criticità locali legate alla pandemia, non sia ancora possibile seguire i percorsi di ordinario monitoraggio delle terapie soggette a PT”. È quanto ha comunicato l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) in una nota.
Inoltre l’AIFA, nella pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della determina che autorizza l’aggiornamento della composizione dei vaccini influenzali per la stagione 2020-2021…continua a leggere


“DAI VACCINI ALLE DIAGNOSI DI TUMORI, INTERROTTI I SERVIZI SANITARI”


Dagli screening per il cancro alle terapie per l’Hiv, passando attraverso le vaccinazioni. Il 90% dei Paesi segnala di aver avuto interruzioni dei servizi sanitari essenziali a seguito della pandemia da Sars-Cov-2. A rivelarlo è la prima indagine sull’impatto del Covid-19 sui sistemi sanitari, realizzata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). I dati raccolti da 105 Paesi nel periodo da marzo a giugno 2020 mostrano che quasi tutti hanno subito interruzioni dei propri servizi sanitari, anche se i Paesi a basso e medio reddito sono quelli che hanno segnalato le maggiori difficoltà. “Il sondaggio mette in luce le crepe nei nostri sistemi sanitari, ma serve anche a progettare nuove strategie per migliorare la fornitura di assistenza sanitaria durante e dopo la pandemia”, ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale OMS. Le aree più frequentemente interrotte includevano le vaccinazioni (70%), la diagnosi e cura di malattie non trasmissibili (69%) come quelle cardiovascolari, l’offerta della contraccezione (68%),. .
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ASTRAZENECA: STOP TEMPORANEO AI TEST SUL VACCINO


AstraZeneca ha sospeso temporaneamente i test sul vaccino contro il coronavirus che sta sviluppando con l’Università di Oxford per indagare su una “potenziale non spiegata” reazione in uno dei partecipanti. Lo ha annunciato l’azienda farmaceutica, sottolineando che lo stop è “un’azione di routine che si adotta durante i test nel caso ci si trovi davanti a una inspiegata reazione”. Questo, ha spiegato AstraZeneca, per “assicurare l’integrità del processo dei test”…continua a leggere

LO STUDIO

DOCUMENTO SU “SCIENCE”: ECCO CHI IMMUNIZZARE PRIMA

Diciannove esperti di tutto il mondo hanno proposto un nuovo piano in tre fasi per la distribuzione del vaccino – chiamato Fair Priority Model – che mira a ridurre le morti premature e altre conseguenze irreversibili per la salute (e non solo) legate a Covid-19. Pubblicato su “Science”, il documento è stato realizzato con la guida di Ezekiel J. Emanuel, della Perelman School of Medicine dell’Università della Pennsylvania…continua a leggere

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