Anno I – Numero 13 –  06 agosto 2020
Comitato scientifico editoriale: Giordano Beretta, Saverio Cinieri, Massimo Di Maio, Antonio Russo
Editore: Intermedia – Direttore Responsabile: Mauro Boldrini – Reg. Trib. di Brescia n.35/2001 del 2/7/2001

Pubblicato su Science l’editoriale di Norman E. Sharpless, Direttore del National Cancer Institute

COVID: NEI PROSSIMI 10 ANNI 10.000 MORTI IN PIÙ PER TUMORI DEL SENO E COLON-RETTO IN USA

Massimo Di Maio, Segretario AIOM: “L’allarme lanciato dall’NCI si può applicare anche in Italia. Nei primi 5 mesi del 2020, nel nostro Paese, più di un milione di esami di screening in meno rispetto allo stesso periodo del 2019”

“Con la diffusione dell’infezione da COVID-19, i Paesi hanno istituito il lockdown. Le decisioni sono state difficili e ritenute a beneficio della salute pubblica, anche se dannose per l’economia. Il timore di contrarre il coronavirus nelle strutture sanitarie ha dissuaso le persone dal seguire gli screening, le diagnosi e il trattamento delle patologie non–COVID-19. Le conseguenze sul cancro, per esempio, potrebbero essere significative. Che cosa si può fare per limitare queste conseguenze?”. È la domanda che pone Norman E. Sharpless, Direttore del National Cancer Institute (NCI), nell’editoriale pubblicato su Science (Science 19 Jun 2020: Vol. 368, Issue 6497, pp. 1290 DOI: 10.1126/science.abd3377). “Il cancro è una malattia complessa, la cui prognosi è influenzata dalle tempistiche della diagnosi e dell’intervento – spiega Norman E. Sharpless nell’editoriale -. In generale, prima comincia il trattamento, migliori sono i risultati. Dall’inizio della pandemia, negli Stati Uniti, si è già verificato un forte calo delle diagnosi oncologiche, ma non c’è motivo di credere che la reale incidenza del cancro sia diminuita. Le neoplasie, non rilevate in questo periodo, verranno comunque alla luce prima o poi, ma a stadi più avanzati e con prognosi peggiori”. Quale potrà essere l’impatto della pandemia sulla mortalità per cancro negli Stati Uniti? “I modelli sull’effetto del COVID-19 sugli screening oncologici e sul trattamento dei tumori del seno e del colon-retto (che complessivamente ammontano a circa un sesto di tutte le morti per cancro) – continua il Direttore dell’NCI – nella prossima decade suggeriscono all’incirca 10.000 morti in eccedenza per tumore del seno e del colon-retto”.
“Nei mesi scorsi, sia durante il picco dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia sia nel periodo immediatamente successivo, ci si è interrogati sulle conseguenze ‘indirette’ della pandemia, in termini di danno sanitario non direttamente provocato dalle manifestazioni cliniche del virus, ma causato dalle conseguenze sull’attività clinica complessiva – afferma Massimo Di Maio, Segretario AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) -. Le attività delle oncologie – come è stato ricordato tante volte in questi mesi – sono continuate anche durante il lockdown, e questo ha consentito l’inizio e la prosecuzione della maggior parte dei trattamenti antitumorali. D’altra parte, le attività chirurgiche hanno subito ritardi, e molti centri hanno notato una riduzione del numero di nuove diagnosi: questo è stato attribuito a vari fattori, tra cui l’interruzione dei programmi di screening, la rinuncia da parte di alcuni pazienti a recarsi in ospedale pur in presenza di qualche sintomo che avrebbe giustificato approfondimenti diagnostici, nonché la difficoltà da parte di medici di medicina generale e altri specialisti (inevitabilmente impegnati nella gestione dell’emergenza) a gestire casi sospetti”.
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LE REGIONI  FRIULI VENEZIA GIULIA: “SIANO RESI OPERATIVI I PERCORSI DELLA RETE ONCOLOGICA REGIONALE”

di Paola Ermacora, Coordinatore AIOM Friuli Venezia Giulia
 

Nella nostra regione si è riscontrata fortunatamente una bassa incidenza di contagi rispetto ad altre realtà regionali e si è cercato di adottare misure di contenimento in fase precoce, non appena si è saputo della diffusione del contagio nelle regioni limitrofe. Al 31 luglio, sono stati rilevati 3.397 casi di positività e 345 decessi. Ogni aspetto dell’approccio terapeutico ha dovuto subire rapidamente una profonda ri-organizzazione, volta alla tutela ed alla sicurezza di pazienti ed operatori, pur cercando di mantenere la continuità di cura. In linea di massima, possiamo dire che vi è stata una sostanziale uniformità nelle misure adottate da parte di tutte le strutture operative di oncologia a livello regionale… continua a leggere

Per vedere l’intervista vai su AIOM Tv


ONSIL SONDAGGIOLO STUDIO

RAPPORTO SULLA RIPARTENZA DEGLI SCREENING – MAGGIO 2020

L’outbreak epidemico di malattia da coronavirus (severe acute respiratory syndrome coronavirus 2 – SARS-COV2) si è ampliato nei primi mesi del 2020 al punto da comportare, in data 11 marzo, la dichiarazione di pandemia da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. La diffusione in Italia aveva già assunto proporzioni tali da indurre il Governo italiano a implementare misure straordinarie per il contenimento e il contrasto all’infezione da coronavirus in data 9 marzo 2020, anche limitando la possibilità di spostamento delle persone su tutto il territorio nazionale. La pressione sul nostro sistema sanitario nazionale è stata molto forte: è stato necessario riorganizzare l’assistenza territoriale e quella ospedaliera, potenziando le risorse e i posti letto delle specialistiche necessarie per l’assistenza ai malati di coronavirus (terapia intensiva, malattie infettive, pneumologia). Anche i Dipartimenti di Prevenzione hanno potenziato strategie di sanità pubblica volte al contenimento dell’epidemia di Covid 19…continua a leggere



OLANDA, CONSEGUENZE SU TRATTAMENTI O FOLLOW UP PER IL 30% DEI PAZIENTI ONCOLOGICI

I risultati del primo studio che ha analizzato le prospettive dei pazienti oncologici durante la pandemia COVID-19 sono stati pubblicati da un gruppo di oncologi olandesi il 4 luglio 2020 sul European Journal of Cancer (de Joode K, Dumoulin DW, Engelen V, et al. Impact of the COVID-19 pandemic on cancer treatment: the patients’ perspective. European Journal of Cancer). Lo studio mostra l’impatto significativo della crisi COVID-19 sull’assistenza oncologica, con la maggior parte dei pazienti molto preoccupati per quanto riguarda i trattamenti oncologici o il follow-up, quindi con la necessità di supporto psico-oncologico durante la pandemia. Gli autori evidenziano che, al di là delle capacità limitate dell’assistenza medica in generale, la pandemia COVID-19 ha un impatto specifico sulle cure oncologiche. Gli oncologi e i pazienti si devono confrontare con incertezze sulla sicurezza delle cure anticancro durante la pandemia…
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CORONAVIRUS: LETALE PER UN PAZIENTE CON TUMORE SU 3

Il Covid-19 può causare la morte di un paziente con tumore su tre e il rischio raddoppia negli uomini, oltre ad aumentare con l’età. A rivelarlo è lo studio internazionale OnCovid, pubblicato su Cancer Discovery, la rivista ufficiale dell’Associazione Americana per la Ricerca sul Cancro (AACR). Lo studio, coordinato dall’Università del Piemonte Orientale a Novara, fornisce per la prima volta al mondo un’analisi accurata della storia di quasi 900 pazienti oncologici ricoverati per infezione da Coronavirus in 19 centri italiani, inglesi, spagnoli e tedeschi…
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OMS

“PESANTE IMPATTO DELLA PANDEMIA SU VACCINAZIONI E CURE DEL CANCRO”
“Oltre al bilancio diretto del coronavirus, il Comitato d’Emergenza Covid-19 ha preso atto dell’impatto sulla salute che l’interruzione dei servizi sanitari sta avendo su una serie di altre malattie. Ciò aggrava quanto già sappiamo sulla riduzione della copertura immunitaria, sullo screening e sulla cura del cancro e sui servizi di salute mentale”…continua a leggere



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