Anno I – Numero 11 –  23 luglio 2020
Comitato scientifico editoriale: Giordano Beretta, Saverio Cinieri, Massimo Di Maio, Antonio Russo
Editore: Intermedia – Direttore Responsabile: Mauro Boldrini – Reg. Trib. di Brescia n.35/2001 del 2/7/2001

Un articolo pubblicato su JCO Oncology Practice fornisce consigli contro la sedentarietà

COVID: “COSÌ I PAZIENTI POSSONO PRATICARE ATTIVITÀ FISICA A CASA”

Massimo Di Maio, Segretario AIOM: “Vanno utilizzati gli strumenti informatici anche per incentivare il movimento”

La pandemia causata dal COVID-19 ha modificato l’assistenza oncologica di routine, compresi alcuni interventi di supporto. I medici devono adattarsi e cercare il modo per continuare a fornire l’adeguata cura ai pazienti in questo periodo. La prescrizione dell’esercizio fisico ai pazienti oncologici determina benefici significativi per la salute fisica e mentale e per la qualità di vita e può perfino migliorare la sopravvivenza. La pandemia, per i rischi legati alla trasmissione del virus, ha favorito il passaggio dai metodi di allenamento tradizionali ai programmi da svolgere a casa. In un articolo pubblicato su JCO Oncology Practice sono descritte le difficoltà da superare per realizzare questo passaggio, mantenendo i benefici dell’esercizio personalizzato. Vengono fornite raccomandazioni pratiche sulle modalità con cui gli esercizi da fare a casa possono essere supportati e promossi da personale qualificato, ma anche sulla base di risorse disponibili online che possono essere d’aiuto ai professionisti. Al di là delle difficoltà dovute alla pandemia – sottolineano gli autori, Robert Newton, Nicolas Hart e Tim Clay -, è importante che i pazienti continuino a trarre beneficio dall’attività fisica in sicurezza e con il supporto degli specialisti.
“L’esercizio fisico regolare riveste un ruolo fondamentale per i pazienti oncologici, sia per quelli che affrontano un percorso terapeutico (negli stadi iniziali oppure per una malattia avanzata), sia per coloro che hanno completato i trattamenti e sono in follow-up, a distanza di pochi o anche molti anni dal completamento delle terapie – spiega Massimo Di Maio, Segretario AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Direttore Oncologia dell’Ospedale Mauriziano, Università degli Studi di Torino -. La letteratura – è bene ricordarlo – è ricca di evidenze sull’importanza dell’esercizio fisico regolare, in alcuni casi con la dimostrazione di un beneficio in termini di riduzione del rischio di recidiva di malattia, in altri casi con la dimostrazione di benefici in termini di qualità di vita, benessere, contrasto della fatigue e di altri effetti collaterali associati ai trattamenti antitumorali. Nei mesi scorsi, la recente emergenza legata alla pandemia ha imposto in tutto il mondo la restrizione di moltissime attività, inclusa l’attività delle palestre, le attività a rischio di assembramento e, nei momenti più critici, anche l’attività sportiva all’aperto è stata limitata. Gli autori dell’articolo pubblicato sul JCO Oncology Practice, una delle riviste ufficiali dell’ASCO, si sono proprio concentrati su come evitare, in epoca COVID, che i pazienti oncologici sacrificassero (e continuino eventualmente a sacrificare) i benefici legati ai programmi di esercizio fisico.
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LE REGIONI  COVID, PIEMONTE: “GRAZIE ALLA RETE ONCOLOGICA GARANTITI I CONTATTI FRA I CENTRI DI RIFERIMENTO”  

Intervista a Rosella Spadi, Coordinatore AIOM Piemonte e Valle d’Aosta
 

Dott.ssa Spadi, come è stata affrontata la fase acuta dell’emergenza Covid-19 nelle oncologie del Piemonte e della Valle d’Aosta?

Il Piemonte è stata una delle Regioni più colpite da questa emergenza sanitaria collocandosi al secondo posto per numero di contagi e al terzo posto per mortalità in questa triste classifica (al 20/07/2020, 31545 casi/4119 decessi per il Piemonte e 1196 casi/146 decessi per la Valle D’Aosta). Le dimensioni di questa epidemia e la rapidità con cui si è manifestata ci hanno imposto una rapidissima riorganizzazione e ci hanno obbligato a riformulare percorsi e routine ampiamente consolidati senza il supporto di evidenze scientifiche solide. L’emergenza sanitaria si è diffusa rapidamente in Piemonte e in Valle d’Aosta, interessando con particolare aggressività le province del Piemonte Orientale  …continua a leggere

Per vedere l’intervista sul canale YouTube di AIOM clicca qui.


THE LANCET I SERVIZI   LA COMMISSIONE EUROPEA  

“DA VACCINO DI OXFORD FORTE RISPOSTA IMMUNITARIA”

La rivista scientifica “The Lancet” ha pubblicato, il 20 luglio, due studi che accendono la speranza, anche se l’invito resta quello alla cautela: il vaccino anti-Covid ChAdOx1, messo a punto dallo Jenner Institute della Oxford University con la collaborazione dell’italiana Irbm, ha indotto una “forte risposta immunitaria” contro il virus SarsCov2 con il quadruplicarsi degli anticorpi nel 95% dei partecipanti alla sperimentazione ad un mese dalla vaccinazione. Tuttavia, è ancora presto per cantare vittoria, ha avvertito il Ministro della Salute Roberto Speranza. “Serve ancora tempo e prudenza. Ma i primi riscontri scientifici sul vaccino dell’Università di Oxford, il cui vettore virale è fatto a Pomezia e che verrà infialato ad Anagni, sono incoraggianti. L’Italia, con Germania, Francia e Olanda – ha commentato – è nel gruppo di testa per questa sperimentazione. Continuiamo ad investire sulla ricerca scientifica come chiave per sconfiggere il virus”. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità parla di “buona notizia”… continua a leggere



DA SCREENING AD ATTESE, I DATI DI 8 REGIONI PRIMA DELLA PANDEMIA 
Buone coperture per gli screening oncologici, trend di miglioramento per le vaccinazioni, maggiore capacità di prendere in carico i malati cronici sul territorio, segnali incoraggianti sull’appropriatezza delle prescrizioni di farmaci. È la sanità del 2019, fotografata in 8 Regioni e due Province autonome prima del Covid-19. Su alcuni fronti emergeva la necessità di uno sforzo ulteriore, in alcuni casi la necessità di miglioramenti più decisi. Sfide che diventano ora ancora più pressanti nella fase post emergenza. Il quadro è quello tracciato analizzando 300 indicatori – dai tempi di attesa al pronto soccorso fino alla durata dei ricoveri – nell’ambito dell’iniziativa “Network delle Regioni”, collaborazione promossa dal 2007 dal Laboratorio Mes management e sanità dell’Istituto di management della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa. I risultati 2019 del Sistema di valutazione sono stati approfonditi …continua a leggere

“TEST, TRACCIAMENTO E SORVEGLIANZA. LA RICETTA PER CONTROLLARE I FOCOLAI”
Dal potenziamento dell’attività di test, tracciamento e sorveglianza passando per l’incremento delle coperture vaccinali antinfluenzali fino alla garanzia delle forniture di Dpi. Sono queste alcune delle misure contenute in un documento presentato il 15 luglio dalla Commissione UE per rafforzare la preparazione sanitaria dell’Unione europea e per affrontare i focolai di COVID-19. La comunicazione contempla tutte le azioni necessarie a rafforzare la preparazione…continua a leggere

LO STUDIO

ALCUNI GENI POSSONO RENDERE PIÙ VULNERABILI AL VIRUS
Individuate nuove suscettibilità di natura ereditaria al Covid, ovvero geni che potrebbero almeno in parte spiegare perché l’infezione colpisce con differenti livelli di gravità i diversi individui, risultando praticamente innocua per alcuni e fatale per altri. È quanto scoperto in uno studio condotto da esperti della Cleveland Clinic e pubblicato sulla rivista BMC Medicine…continua a leggere



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