domenica, 29 novembre 2020
Medinews
5 Aprile 2006

TUMORI, NASCE A FIRENZE UN CENTRO DI RICERCA INTERNAZIONALE

Firenze – Aumenta l’incidenza ma diminuiscono le morti: in Toscana la sopravvivenza a 5 anni per l’insieme dei principali tumori – seno, colon, polmone e prostata – varia dal 43 al 59%. Vuol dire che più di una persona su due riesce a salvarsi da una malattia la cui diagnosi, ancora oggi, viene spesso percepita come una sentenza definitiva. Grande merito di questo importante progresso lo si deve alla ricerca clinica, settore in cui l’Istituto Toscano Tumori (ITT) si sta distinguendo con iniziative di rilievo internazionale. L’ultima in ordine di tempo è la nascita di un nucleo di ricerca altamente specializzato, il Core Research Laboratory (CRL), che comprende 25 giovani ricercatori, alcuni provenienti anche dall’estero.

“Il CRL – spiega il prof. Lucio Luzzato, direttore scientifico dell’Istituto Toscano – cercherà di capire qualcosa in più sul cancro. Lo farà attraverso lo studio in particolare dei meccanismi di invasività tumorale e di metastatizzazione, dei meccanismi di riparazione del DNA, della traduzione di segnali nei tumori, delle mutazioni in relazione al rischio di sviluppare la malattia, degli effetti delle radiazioni e dei farmaci a livello genomico”. Sui risultati di questi studi si fonda la speranza di un ulteriore progresso, sia per quanto riguarda la comprensione della malattia, approcci diagnostici innovativi, sia soprattutto nella messa a punto di terapie geniche e di farmaci sempre più specifici e selettivi. “L’ITT – aggiunge il prof. Gianni Amunni, direttore operativo dell’Istituto – intende integrare l’attività del Core Research Laboratory con quella di tutti i gruppi che nella Regione Toscana già svolgono ricerca sul cancro. A questo proposito è già prevista la creazione di laboratori satellite a Siena e Pisa e l’istituzione di un Centro di Sperimentazioni Cliniche Controllate, che possa dare a tutti i ricercatori clinici il necessario supporto di epidemiologia e biostatistica”.
Nel frattempo, sabato 1 aprile, dalle 8.30 alle 16.30, al Convitto della Calza, è in programma la Giornata Regionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AION): gli oncologi toscani faranno il punto della situazione nel corso di un convegno dal titolo “Nuova oncologia per una nuova sanità: impatto dei farmaci a bersaglio molecolare”. “Negli ultimi anni – afferma la dott. Luisa Fioretto, direttore dell’Oncologia medica dell’Azienda Sanitaria 10 di Firenze e Coordinatore Regionale AIOM – il miglioramento della diagnostica, delle strategie terapeutiche integrate, insieme alle recenti acquisizioni della ricerca di base sui meccanismi biologici tumorali, hanno arricchito le possibilità di cura per i pazienti oncologici: in particolare i nuovi farmaci a bersaglio molecolare (target therapy), alcuni dei quali già introdotti nella pratica clinica, altri in sperimentazione, hanno aperto la strada a trattamenti oncologici personalizzati ed efficaci. Durante l’incontro – prosegue Fioretto – ci confronteremo dunque sugli aspetti clinici, ma anche su quelli farmacoeconomici: l’ottimizzazione delle risorse, evitando sprechi, sta infatti diventando fondamentale per garantire a tutti i pazienti il miglior trattamento possibile. In questo contesto ci aiuta sicuramente il nostro sistema, che vede i Dipartimenti Oncologici delle aziende sanitarie e ospedaliere della Regione lavorare in rete”.
Nel corso del convegno verrà infine presentato un piccolo vademecum per i pazienti per capire il concetto di target therapy, per ora stampato in 5000 copie e distribuito nelle sale d’attesa delle oncologie toscane. “Abbiamo voluto offrire al pubblico, che oggi è inondato di notizie dai mezzi di comunicazione – conclude Fioretto – uno strumento in grado di rispondere alle domande che frequentemente ci vengono poste, usando il linguaggio dei non addetti ai lavori, cercando comunque di rispettare la realtà dei fatti. La lotta al cancro è un processo lungo e complesso che richiede impegno e risorse ma può riservare risultati importanti, a patto che venga condotta insieme dalle varie componenti del sistema, pazienti compresi”.

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