martedì, 24 novembre 2020
Medinews
1 Marzo 2004

TUMORE DEL SENO, AL SUD DONNE INFORMATE DALLA TV. OTTO ITALIANE SU DIECI NON FANNO MAI L’AUTOESAME

Presentati oggi in città i dati del Progetto Artemide sulla percezione della malattia

Per 4 donne su 10 rimane una delle patologie che fa più paura, causa di infelicità (14,4%), isolamento (9,6%) menomazioni fisiche e psichiche (9,6%). Ma è al momento della diagnosi che il tumore del seno ha un impatto devastante. Malgrado la consapevolezza dei progressi dell’oncologia medica e l’alta percentuale di guarigioni (80-90%), l’83% delle pazienti afferma infatti di aver provato “angoscia profonda” alle parole del medico e una su due descrive l’avvento del cancro nella propria esistenza come “il mondo che improvvisamente ti crolla addosso”. Sono questi alcuni dei ‘macrodati’ che emergono dal Rapporto Artemide, una ricerca sociologica che ha voluto verificare la percezione delle donne e degli oncologi riguardo a questa neoplasia, in particolare rispetto alla prevenzione e alla qualità della vita. L’indagine, che ha coinvolto un campione di 800 persone (donne sane, malate e oncologi) di tutta la Penisola, Sicilia compresa, è stata presentata oggi a Palermo, durante un convegno nazionale sulle antracicline, presieduto dal prof. Biagio Agostara, direttore dell’Oncologia Medica all’Ospedale Oncologico ‘Maurizio Ascoli’ Arnas Civico di Palermo, e dal prof. Nicola Gebbia, Ordinario di Oncologia Medica dell’Università e primario dell’Unità operativa di oncologia del Policlinico di Palermo. L’incontro è patrocinato dall’Aiom, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica, rappresentata all’incontro dal segretario nazionale, dottor Carmelo Iacono.

In tutti i Paesi Occidentali il tumore alla mammella rappresenta la prima causa di morte femminile nella fascia d’età tra i 35 e i 55 anni. L’Italia presenta uno dei più alti livelli di incidenza: 32.000 i nuovi casi di tumore alla mammella ogni anno, circa 12 mila decessi, pari al 18% di tutte le morti per tumore nelle donne italiane. I programmi di screening permettono però una diagnosi migliore, che nel 30% dei casi riduce il rischio di morte. “Oggi le donne – spiega il prof. Agostara – affrontano questa esperienza in modo più consapevole, attraverso la prevenzione e la diagnosi precoce. Ma la strada da percorrere è ancora lunga, e tanti sono gli obiettivi da raggiungere per poter migliorare la qualità di vita delle pazienti”.
L’analisi scorporata dei dati del Rapporto Artemide – indagine svolta in collaborazione con le associazioni ‘Attivecomeprima’ e ‘Komen Italia’, e supportata da Elan Pharma – ha permesso inoltre di evidenziare alcune peculiarità del Meridione d’Italia. “La prima fra tutte – spiega il dott. Iacono – è che il 30,8% delle donne sane e il 64,1% delle pazienti afferma di non fare alcuna prevenzione. L’80% dell’intero campione confessa addirittura di non eseguire mai l’autopalpazione e solo il 7% delle pazienti si sottopone alla mammografia dopo aver riscontrato un nodulo sospetto durante l’autoesame. Il 30% delle signore meridionali è infatti convinta che lo screening mammografico non sia necessario, anche se, nel caso della mammografia, il 24,7% delle pazienti dichiara di non essersi sottoposta al test a causa della lontananza delle strutture”.
Un’altra curiosità che emerge al Sud e nelle Isole è relativa alle fonti di informazione. I mass media – televisioni (30,7%) e riviste (13,1) – risultano in testa a questa classifica, staccando di quasi 10 punti percentuali (33,3%) i medici. Rilevante, con il 12,4%, il peso invece delle Associazioni di volontariato. Quest’ultimo risultato evidenzia la difficoltà di dialogo tra donne e medici, dialogo che gli esperti considerano “imprescindibile per una buona prevenzione” e che va “assolutamente recuperato”, ma mette in luce anche una potenzialità da sfruttare meglio. “Il ruolo preminente della stampa – sottolinea infatti il dott. Iacono – dovrebbe rappresentare uno stimolo ad una maggior responsabilizzazione per i giornalisti, chiamati a diffondere notizie vere e verificate, evitando di creare false aspettative o illusioni”.
Durante i lavori si è parlato anche di terapia e in particolare di antracicline, i farmaci più attivi nel carcinoma della mammella. “Questi farmaci – spiega il Prof. Agostara –possono essere utilizzati nelle varie fasi della malattia, anche in quella più importante: il trattamento adiuvante a scopo precauzionale dopo l’asportazione chirurgica del tumore. A fronte di una così grande efficacia, l’utilizzo dell’antraciclina è stato finora limitato da una serie di effetti collaterali, tra cui la cardiotossicità”. Oggi però si è ottenuto un importante risultato grazie allo sviluppo di formulazioni liposomiali. “Queste formulazioni – prosegue il prof. Agostara – includono la daunorubicina liposomiale, la doxorubicina liposomiale e la doxorubicina liposomiale pegilata, che hanno il vantaggio di presentare profili di efficacia paragonabili a quelli delle antracicline convenzionali, ma con una minore cardiotossicità”. Queste novità hanno anche un effetto molto positivo sulla qualità di vita del malato. “Una problematica – spiega il prof. Gebbia – deve essere affrontata da vari punti di vista. C’è infatti un aspetto ‘estetico’, come la perdita dei capelli, che la donna sente in modo particolare e sulla quale ha grande impatto emotivo, da sommare tra l’altro ad altri problemi direttamente correlati alla malattia e all’intervento chirurgico. C’è un aspetto medico, come la cardiotossicità, risolta per gran parte dalle nuove formulazioni liposomiali. Anche se il paziente recepisce molto meno il problema della cardiotossicità rispetto al problema della perdita dei capelli. E c’è infine un problema psicologico. In questo caso il paziente deve essere aiutato ad affrontare la malattia attraverso la costruzione di rapporti umani costanti con l’oncologo e con il medico di famiglia. Non sempre ci riusciamo, ma è doveroso affrontare il problema, anche attraverso la consulenza di uno psicologo. A Palermo questa possibilità c’è anche se non quotidiana. Siamo comunque attivandoci per rendere il servizio sempre disponibile”.
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