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18 Ottobre 2017

TUMORE DEL POLMONE A PICCOLE CELLULE RECIDIVANTE: IL 62% DEI PAZIENTI CON ELEVATO CARICO MUTAZIONALE DEL TUMORE (TMB) È VIVO A UN ANNO

(18 ottobre 2017) – Il tumore del polmone a piccole cellule ed elevato carico mutazionale del tumore (TMB) ha dimostrato una percentuale di risposta globale più che raddoppiata con la combinazione nivolumab e ipilimumab (46%) rispetto a solo nivolumab (21%). Netto è anche il miglioramento del tasso di sopravvivenza globale che raggiunge ad un anno il 62% con la combinazione nivolumab e ipilimumab rispetto al 35% dimostrato dalla monoterapia nei pazienti con tumore del polmone a piccole cellule (SCLC) ed elevato carico mutazionale (Tumor Mutation Burden, TMB).
I dati della valutazione di nivolumab in monoterapia e in combinazione con ipilimumab dello studio di fase I/II CheckMate -032 in pazienti precedentemente trattati con tumore del polmone a piccole cellule evidenziano che è possibile determinare il carico mutazionale del tumore (TMB).
Endpoint primario di questo studio è stato il tasso di risposta obiettiva (ORR) valutato con revisione centrale indipendente in cieco (blinded indipendent central review, BICR), per il quale i risultati erano stati precedentemente presentati; in una popolazione ‘intent-to-treat’ (ITT) di 401 pazienti il tasso di risposta obiettiva è stato pari all’11% con nivolumab in monoterapia e al 22% in combinazione. Tra i pazienti appartenenti alla popolazione ITT, 211 (53%) avevano un risultato di TMB valutabile per queste analisi e sono stati divisi in tre sottogruppi: pazienti con TMB elevato, intermedio e basso.
I pazienti con TMB elevato, che hanno ricevuto nivolumab e ipilimumab, hanno mostrato una ORR del 46%; nei pazienti con TMB intermedio e basso la ORR è stata rispettivamente del 16% e 22%. Nei pazienti con TMB elevato che hanno ricevuto nivolumab, la ORR è stata del 21% e del 7% e 5% rispettivamente nei pazienti con TMB intermedio e basso. I pazienti con TMB elevato, che hanno ricevuto nivolumab e ipilimumab, hanno mostrato una sopravvivenza ad un anno del 62%, mentre i pazienti con TMB intermedio e basso rispettivamente del 20% e del 23%. La sopravvivenza ad un anno dei pazienti trattati con nivolumab in monoterapia, con elevato TMB, è stata pari a 35%, mentre nei pazienti con TMB intermedio e basso la percentuale di sopravvivenza ad un anno è stata rispettivamente del 26% e del 22%. In questa analisi non sono state evidenziate nuove informazioni sulla sicurezza.
Le cellule tumorali accumulano gradualmente mutazioni che non sono osservate nelle cellule normali. Il carico mutazionale del tumore (TMB) è una misura quantitativa delle mutazioni che si manifestano nelle cellule tumorali ed è un tipo di biomarcatore che può aiutare a predire la probabilità di un paziente di rispondere alle terapie immuno-oncologiche.
“I dati esplorativi sul carico mutazionale del tumore (TMB) dello studio CheckMate -032 sono i primi a mostrare il potenziale utilizzo del TMB per predire, in alcuni pazienti, la risposta alla combinazione di due agenti immuno-oncologici – ha affermato il dott. Matthew D. Hellmann, study investigator, Memorial Sloan Kettering Cancer Center -. Ulteriori ricerche devono essere condotte per esplorare l’applicazione di questo marcatore in tutti i tipi di tumore del polmone e nell’ambito sia della monoterapia che della combinazione di molecole immuno-oncologiche”.
Questi dati sono stati presentati alla 18° Conferenza mondiale sul tumore del polmone (WCLC) dell’International Association for the Study of Lung Cancer (IASLC) in corso a Yokohama, in Giappone, durante la sessione orale ‘Biomarker for Lung Cancer’ (Abstract# 11063).
“La determinazione degli effetti del carico mutazionale del tumore (TMB) è un aspetto importante della nostra attuale ricerca in medicina traslazionale – ha spiegato il dott. Nick Botwood, Development lead, Thoracic cancers, Bristol-Myers Squibb -. Basandoci sui dati esplorativi dello studio CheckMate -032 nel tumore del polmone a piccole cellule precedentemente trattato e sulla crescente evidenza scientifica di questo biomarcatore, continuiamo a investigare il carico mutazionale del tumore (TMB) per comprendere la sua rilevanza come marcatore predittivo di risposta all’immunoterapia. Siamo impegnati nel nostro attuale programma di sviluppo sul tumore toracico, focalizzato sull’identificazione dei pazienti che più probabilmente trarranno beneficio dall’immunoterapia”.
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