venerdì, 30 settembre 2022
Medinews
2 Giugno 2014

TUMORE DEL PANCREAS, CON NAB-PACLITAXEL AUMENTA LA SOPRAVVIVENZA. “TERAPIA ATTESA DA 20 ANNI, MA IN ITALIA NON È ANCORA DISPONIBILE”

Chicago, 2 giugno 2014 – Il dott. Michele Reni (San Raffaele): “Un trattamento innovativo, frutto delle nanotecnologie e già utilizzato nel cancro del seno”. Ogni anno nel nostro Paese 12mila nuovi casi

Il trattamento combinato nab-paclitaxel con gemcitabina aumenta significativamente la sopravvivenza nelle persone colpite da tumore del pancreas metastatico. Rispetto alla sola terapia con gemcitabina, infatti, a 6 mesi il dato di overall survival (OS) è del 66% contro il 55%. A 12 mesi di 35% contro il 22% e a due anni del 10% rispetto al 5%. “Sono risultati incoraggianti, che dimostrano per la prima volta dopo anni l’efficacia di una nuova terapia contro il cancro del pancreas – commenta il dott. Michele Reni, dell’Ospedale San Raffaele di Milano, durante il 50° Congresso mondiale dell’ASCO in corso a Chicago, dove sono stati presentati i dati aggiornati dello studio MPACT, condotto su 861 pazienti in tutto il mondo –. Il nab-paclitaxel, molecola frutto di innovative sperimentazioni nano-tecnologiche, si lega all’albumina, una proteina del sangue, e riesce a raggiungere con maggiore efficacia la sede del tumore e facilita la penetrazione nella massa tumorale degli altri farmaci associati. Il cancro del pancreas colpisce ogni anno oltre 12mila persone in Italia. I progressi con nab-paclitaxel sono evidenti, ma per questa indicazione la molecola non è ancora stata approvata nel nostro Paese, mentre viene già utilizzata nelle neoplasie della mammella. Ci auguriamo però che possa essere rimborsata dal SSN già entro la fine del 2014”. Lo studio MPACT ha coinvolto ricercatori australiani, statunitensi, canadesi ed europei. Per l’Italia hanno partecipato molti gruppi coordinati dall’Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano.
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