sabato, 18 settembre 2021
Medinews
3 Dicembre 2009

STAMINALI, UNA LIPOSUZIONE PER RIPARARE CUORE E TESSUTI. GLI ESPERTI: “NESSUN PROBLEMA ETICO E NIENTE RIGETTO”.

Roma, 3 dicembre 2009 – Le cellule prelevate dal corpo già utilizzate per trattare ustioni e il post infarto, il futuro è sostituire questa tecnica ai trapianti. Attesi in Italia i massimi esperti mondiali per il meeting promosso da Tor Vergata.

Il nostro corpo possiede tutti gli elementi per rigenerare le parti che si danneggiano: dal grasso umano è infatti possibile estrarre cellule staminali pluripotenti capaci di rigenerare i tessuti lesionati. Con una semplice liposuzione. Le applicazioni? Il piede diabetico, le grandi ustioni, ma anche infarto, osteoporosi e malattie del sangue. L’obiettivo è la rigenerazione di tessuti ed organi danneggiati come possibile alternativa alla loro sostituzione. Metodiche già utilizzate, reali ed applicate anche nel nostro Paese, in alcune strutture di eccellenza, fra cui Tor Vergata. E proprio a Roma, a Monte Porzio Catone, si terrà la First International Conference Regenerative Surgery, dal 9 all’11 dicembre 2009. Un appuntamento scientifico di altissimo livello, a cui parteciperanno i massimi esperti mondiali, che vuole sottolineare il ruolo di leadership che l’Italia ambisce a ricoprire. “La “regenerative surgery” rappresenta un settore scientifico emergente ed in evoluzione, che nei prossimi anni potrebbe rivoluzionare la medicina e la chirurgia, risolvendo malattie croniche ed invalidanti – afferma il prof. Valerio Cervelli, Direttore della Cattedra di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica di “Tor Vergata” di Roma e Chairman del Comitato scientifico -. Una soluzione ottimale per le nostre finalità terapeutiche che permette inoltre di superare il dibattito etico relativo all’utilizzo delle cellule embrionali totitpotenti. L’approccio è relativamente “poco invasivo” e consente al malato un decorso post-operatorio rapidissimo, utilizzando la propria materia organica, senza alcun problema di rigetto e con un risultato duraturo nel tempo. Questo riduce lo stress fisico e psichico ed accelera i processi di guarigione. E, nel lungo periodo, abbatterà anche i costi”. Se oggi infatti questa branca della medicina presenta ancora una spesa molto elevata, l’investimento è comunque inferiore rispetto a quello necessario per la cura di patologie croniche o degenerative. Ad esempio le gravi ferite che stentano a rimarginarsi e le ulcerazioni croniche, fra le più frequenti applicazioni della medicina rigenerativa, i cui costi ammontano al 5% del totale della spesa sanitaria nazionale.

Obiettivo del Convegno, che vede fra i promotori anche l’Agenzia Regionale del Lazio
per i Trapianti, è fare il punto sulla produzione di cellule e tessuti dalle staminali e sulla sua importanza per la ricerca, la clinica, la biotecnologia e la bioetica.

Il 9 dicembre alle 12, presso la Sala dell’Arazzo in Campidoglio, si terrà la conferenza stampa ufficiale del Convegno.
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