domenica, 6 dicembre 2020
Medinews
4 Giugno 2009

SIMG: “MISURIAMO LA QUALITÀ DELLA SPESA SANITARIA”

Firenze, 24 aprile 2009 – Al via un progetto che coinvolge medici di famiglia ed esperti del Ceis Tor Vergata. I primi risultati disponibili a partire da luglio. Due milioni i pazienti monitorati

Per la prima volta in Italia sarà possibile misurare in modo preciso e dettagliato la qualità della spesa sanitaria pubblica. È l’obiettivo del progetto per la costruzione di un “Modello di microsimulazione della spesa sanitaria italiana”, frutto della collaborazione scientifica tra il CEIS Tor Vergata e la Società Italiana di Medicina Generale (SIMG). Il progetto è presentato oggi a Roma durante il workshop internazionale “Government output e productivity measurement: lessons from the international experience” organizzato, sotto l’alto patrocinio del Ministero della Funzione Pubblica e della Innovazione, dall’OCSE, dall’ISTAT e dal CEIS Tor Vergata e promosso dal Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta. Sono sufficienti alcuni dati per comprendere le potenzialità del modello: 2 milioni di pazienti monitorati, oltre 200 milioni di prescrizioni per test diagnostici e 160 milioni di prescrizioni farmaceutiche. Non solo. Circa la metà dell’intera spesa sanitaria pubblica italiana è “intermediata” dai medici di medicina generale (l’altra metà è invece spesa ospedaliera). È quindi giusto partire da queste basi per capire come si spende in sanità in Italia. “L’obiettivo principale del modello – spiegano il prof. Vincenzo Atella dell’Università degli Studi Tor Vergata di Roma e il prof. Claudio Cricelli, presidente SIMG – è quello di evidenziare i risultati in termini di salute dei pazienti per ogni euro aggiuntivo di spesa. Sarà inoltre possibile capire quale, tra le varie voci della spesa sanitaria, è la più efficace nel migliorare lo stato di salute della popolazione. I primi risultati ufficiali saranno disponibili a partire da luglio, anche se sarà necessario attendere la fine del 2009 perché il modello operi a pieno regime e possa essere utilizzato come strumento di valutazione della spesa e di molte politiche sanitarie nazionali e, soprattutto, regionali”. Saranno disponibili analisi quantitative sugli outcomes, gli output, i costi, la spesa e la produttività del settore sanitario pubblico italiano, attraverso l’utilizzo di dati relativi al paziente e al medico.
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