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10 Maggio 2012

SIFO E SiNaFO: “GRAVE LA BOCCIATURA DEL PARLAMENTO A UNA VERA LIBERALIZZAZIONE DELLE FARMACIE”

Roma, 20 aprile 2012 – “Giudicate ‘improponibili’ le modifiche suggerite anche da queste organizzazioni, rammarico per la non approvazione di un’equa riforma”

Roma, 20 aprile 2012 – “Gli emendamenti al decreto legge liberalizzazioni avrebbero consentito un allargamento effettivo della possibilità di accesso in tempi brevi alle nuove farmacie a tutti i farmacisti e avrebbero migliorato il testo di una norma che -così com’è articolata – sarà soggetto di probabili contenziosi posti in essere da coloro che si vedono penalizzati”. E’ questa la posizione congiunta dalla SIFO (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie) e dal Si.Na.F.O (Sindacato Nazionale Farmacisti dirigenti del SSN) in merito al rifiuto di accogliere le modifiche suggerite dalle due associazioni. In particolare, con l’emendamento proposto dal senatore Gramazio ed altri, erano state presentatele osservazioni avanzate dalla SIFO e dal Si.Na.F.O in merito all’art. 11 della L. 27 del 24 marzo 2012 riferite alla valutazione dei titoli. I nove emendamenti al decreto legge sulle commissioni bancarie presentati la scorsa settimana dal senatore e vicepresidente della Fofi (Federazione Ordini Farmacisti Italiani) Luigi D’Ambrosio Lettieri toccavano altri punti salienti tra cui la pianta organica e il tetto massimo anagrafico per la direzione di una farmacia, a garanzia di una concreta e congrua applicabilità della norma. La SIFOe il SiNaFO si erano già schierati nei mesi scorsi a favore di una vera liberalizzazione delle farmacie a patto che si rispettassero i criteri di merito e di equità, tanto decantati dall’attuale Governo. “Il decreto liberalizzazioni, invece, penalizza ingiustamente i farmacisti delle Aziende Sanitarie a causa della scarsa valutazione del punteggio relativo all’esercizio professionale, rispetto ai colleghi operanti nelle farmacie aperte al pubblico, a coloro che sono già titolari di una farmacia rurale sussidiata o proprietari di una parafarmacia. Gli emendamenti andavano nella direzione di un’equiparazione tra queste figure professionali e puntavano a rendere realmente applicabile un decreto legge che allo stato attuale rischia di non vedere mai raggiunto il risultato auspicato: assicurare tempestivamente alla collettività un servizio di distribuzione farmaceutica sempre più capillare, competitivo, sostenibile e di elevata qualità, eliminando vecchi o nuovi privilegi”.

Fabrizio Fiorelli
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