giovedì, 11 agosto 2022
Medinews
19 Maggio 2003

SANITA’: VERONESI PROPONE UNA “CAMERA ALTA” PER ETICA E SCIENZA

Milano – (Adnkronos Salute) – Istituire in ogni Paese o in Europa una ‘Camera Alta’ composta da intellettuali indipendenti, che valuti i problemi etici posti dalla ricerca biotecnologica (cibi Ogm e clonazione) o da argomenti come l’eutanasia e sottoponga democraticamente le proprie conclusioni a una societa’ civile opportunamente informata. A lanciare la proposta e’ l’ex ministro della Sanita’ e direttore dell’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano Umberto Veronesi, che oggi, alle 15.00 presso l’universita’ Statale cittadina, ricevera’ la laurea ‘honoris causa’ in biotecnologie mediche. Nel corso della cerimonia l’oncologo terra’ una ‘lectio magistralis’, il cui testo e’ stato anticipato oggi sulle pagine del ‘Corriere della Sera’. Secondo Veronesi non si tratta di promuovere o di condannare le biotecnologie, che hanno ”infinite potenzialita”’; si tratta invece di ”stabilire dei limiti che devono essere dettati dalla ragione e non dalla paura”.
Di etica della scienza ”mi sono sempre occupato – ricorda Veronesi – fin dal lontano 1971 quando costituii, insieme al filosofo della scienza Giulio Maccacaro, il primo comitato di bioetica in Italia”. Per l’oncologo il motto di quell’organismo (”Tutto e’ concesso all’uso della scienza per l’uomo, tutto e’ negato all’uso dell’uomo per la scienza”) resta oggi di grande attualita’, perche’ ”il dibattito sulle responsabilita’ morali dello scienziato e’ ancora aperto”. L’ex ministro della Sanita’ si dice convinto che la scienza non possa essere considerata ‘neutrale’, cioe’al di sopra delle parti come ”un corpo estraneo alla societa’, un semplice produttore di asettiche scoperte che qualcun altro dirigera’ in un senso o nell’altro”. Oltre a essere orgoglioso per i vantaggi recati all’uomo, infatti, ”credo che il mondo scientifico debba anche essere consapevole che certe linee di ricerca possono andare verso obiettivi eticamente inaccettabili”, sostiene Veronesi.
”Lo scienziato non e’ un ‘outsider’ – insiste il professore – e la consapevolezza della ricaduta delle sue ricerche deve essere per lui non solo un obbligo etico ma anche un obbligo intellettuale e scientifico, altrimenti rischia di essere un ‘dirottatore’ della scienza”. Insomma, ”lo scienziato ‘inconsapevole’ e’ una cattiva leggenda”, aggiunge Veronesi, proponendo che una Camera Alta (”gruppi di veri esperti”, e non di politici) esaminino i problemi ”per disegnare l’evoluzione futura della nostra civilita”’.
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