mercoledì, 14 aprile 2021
Medinews
12 Novembre 2004

SANITÀ, I “GOALS” CHE MIGLIORANO L’ASSISTENZA IN LIGURIA

Al via – unico in Italia – uno strumento in grado di ‘misurare’ gli sprechi nel campo della salute. Presto un secondo progetto con i medici di famiglia

Genova – Si chiama ‘Goal’ (Gestione degli Ospedali delle Aziende Liguri della Liguria) ed è una iniziativa partita nella Regione Liguria agli inizi del 2004 per valutare la corretta gestione delle risorse delle aziende liguri per la sanità. Un progetto che intende analizzare l’appropriatezza economica e organizzativa dell’utilizzo delle disponibilità in campo sanitario in ogni struttura ospedaliera e sul territorio e individuare soluzioni efficaci, come l’integrazione dei servizi attraverso l’analisi di alcuni standard-indicatori sulle prestazioni effettuate nelle varie strutture. Un modo per evitare l’irrazionale gestione delle risorse e per facilitare ai cittadini l’accesso ai servizi di diagnosi e terapia. Se ne è parlato oggi a Genova, alla sala consiliare della Regione Liguria, nell’ambito del Workshop ‘Appropriatezza: uno strumento per l’integrazione ospedale-territorio’, organizzato dall’Assessorato alla Salute e dalla Fondazione SmithKline. In quest’ambito la Liguria si conferma all’avanguardia anche con un secondo progetto, che partirà il prossimo anno denominato Galassia.

“L’idea forte per migliorare il nostro sistema di controllo direzionale – spiega il direttore generale del Dipartimento Salute e Servizi Sociali, Domenico Francesco Crupi – è stata quella di considerare l’appropriatezza organizzativa quale fattore che deve essere misurato e confrontato con valori standard. In altri termini per ogni elemento della gestione occorre definire rispetto a che cosa lo riteniamo appropriato. Per valutare l’appropriatezza sull’utilizzo delle risorse economiche la nostra Regione ha quindi definito un sistema di standard regionali, che rispecchiano esigenze comuni a tutte le Regioni: ma con l’istituzione di Goals, la Liguria si pone in una posizione esclusiva, unica nel panorama nazionale. Perché in questo modo si ottiene un miglioramento ‘misurabile’ del livello dell’assistenza, ottimizzando le risorse disponibili. Alla base del lavoro – aggiunge il dr. Crupi – ci deve essere soprattutto una migliore integrazione ospedale-territorio: analizzando l’efficienza ospedaliera si possono infatti trasferire risorse a livello distrettuale ed incrementare i servizi di base. Inoltre, l’appropriatezza organizzativa permetterà di definire un nuovo modello di distretto che rappresenti il punto di riferimento per il cittadino, quel primo contatto che collega la risposta ai suoi bisogni, evitando code e disegnando il percorso diagnostico e terapeutico più efficace”.
L’impegno della regione è dunque chiaro: una migliore assistenza a fronte di una razionalizzazione organizzativa delle strutture. Gli addetti ai lavori della regione stanno valutando gli standard di riferimento identificati: peso medio del DRG e loro riconversione, standard di produzione, tasso operatorio, costo punto DRG, standard di ricovero, ambulatoriale e di pronto soccorso. “Parametri tecnici – ribadisce il Dr. Crupi – che ci consentiranno di capire quanto l’utilizzo delle risorse, non soltanto finanziarie, ma anche umane, si allontanano dallo standard “medio” regionale, per poi correggerlo per ottenere una migliore efficienza. Per fare un esempio, stiamo procedendo alla riconversione dei ricoveri inappropriati, diminuendo il ricorso alle strutture ospedaliere in favore di prestazioni erogate in regime di day hospital, dando forte impulso alla day surgery. Oltre al progetto Goal – conclude Crupi – in Liguria sta per essere avviato anche ‘Galassia’, che parte da una grande intesa con i medici di medicina generale e che servirà a rilevare i bisogni della popolazione dei distretti e a classificarli per valutare quante risorse assorbono e le diversità tra distretti sanitari per scegliere la performance migliore”.
Il tema dell’appropriatezza in sanità è tra i più sentiti negli ultimi anni e l’Italia accusa ritardi nell’applicazione dei sistemi di rilevazione – non molti anche a livello internazionale – oggi a disposizione. “L’impegno a migliorare su questa strada – spiega il prof. Gian Franco Gensini, presidente della Fondazione Smith Kline – coinvolge tutti gli ambiti della sanità, dall’area clinica a quella gestionale, da quella etica alla finanziaria e riveste un ruolo centrale nella crescita dei sistemi sanitari In Italia le esperienze di misurazione dell’appropriatezza delle prescrizioni dei ricoveri, di accertamenti diagnostici o di terapie sono piuttosto limitate e senza una specifica omogeneità di calcolo.” Queste valutazioni sono di estrema importanza soprattutto per l’assistenza a persone ‘fragili’ come gli anziani, in aumento costante in tutta la Liguria. . Secondo il prof. Marco Trabucchi, presidente della Società italiana di geriatria, “La persona affetta da malattie croniche è sottoposta sempre più spesso a trattamenti di lunga durata e da molti attori che compiono interventi diversi e ripetuti. In questa situazione appare arduo definire un preciso rapporto tra procedure e risultati. L’applicazione del concetto di appropriatezza nei confronti delle persone fragili deve essere orientata soprattutto al miglioramento della pratica assistenziale, alla necessità di valorizzare il lavoro di équipe insieme all’approccio valutativo, ricercare la continuità assistenziale”.
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