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26 Maggio 2017

ROGO DI POMEZIA: INSIEME CONTRO IL CANCRO, “CHIEDIAMO ALLE ISTITUZIONI QUAL E’ LA SITUAZIONE NELL’AREA”

Il prof. Francesco Cognetti: “Non si parla più dell’incidente delle scorse settimane. Ogni giorno centinaia di cittadini laziali ci chiedono informazioni sui pericoli per la loro salute”

Roma, 26 maggio 2017 – “Dopo il clamore mediatico dei primi giorni sul rogo dello stabilimento di Pomezia, avvenuto a inizio maggio, le notizie sono divenute scarse, prive di elementi di dettaglio ed in qualche modo contraddittorie. Come cittadini, prima ancora che medici specialisti o pazienti oncologici, vorremo sapere dalla Regione e dalle altre Istituzioni coinvolte qual è la reale situazione in quelle aree”. E’ quanto afferma il prof. Francesco Cognetti presidente della Fondazione Insieme contro il Cancro. “Ogni giorno riceviamo centinaia di mail o telefonate da parte di cittadini laziali giustamente preoccupati per la loro salute – prosegue Cognetti -. Ricordiamo che l’Arpa Lazio già aveva rilevato livelli di diossina e furani 700 volte superiori alla norma come anche di benzopirene molto elevati. Le diossine in particolare sono considerate inquinanti organici persistenti perché difficilmente degradabili e possono produrre gravi danni alla salute. È noto infatti il loro potere cancerogeno oltreché gli effetti negativi sul sistema immunitario sulle ghiandole endocrine e sull’accrescimento. Negli ultimi comunicati nulla viene riferito a questo riguardo. La nube tossica può aver portato a conseguenze nefaste anche dopo i nuovi focolai che si sono riattivati la scorsa settimana e che hanno richiesto l’intervento di due squadre dei vigili del fuoco. Per quel che riguarda l’amianto qualche giorno fa l’Osservatorio Nazionale Amianto ha denunciato la mancata vigilanza sull’impianto ed ha intimato l’immediata messa in sicurezza rispetto al rischio amianto ed il suo successivo confinamento. Come è noto, si tratta di un minerale estremamente nocivo che provoca il mesotelioma: una forma di tumore molto grave che colpisce la membrana dei polmoni”. “Chiediamo quindi che sull’intera vicenda sia fatta, il prima possibile, estrema chiarezza – conclude Cognetti -. Bisogna accertare le cause e i responsabili che hanno portato a questo pericoloso incidente. Prendere tutte le misure necessarie affinché fatti simili non capitino più nel Lazio e anche nel resto d’Italia. E infine vanno presi provvedimenti volti a controllare nel tempo la salute e il benessere di tutti i cittadini della zona”.
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