sabato, 5 dicembre 2020
Medinews
17 Febbraio 2003

RIFLETTORI SUI TUMORI GASTROINTESTINALI A BERGAMO SI PARLA DI RICERCA E TERAPIA

Bergamo, 17 febbraio 2003 – Come sempre, quando la battaglia è contro il cancro, l’obiettivo è di aggiungere anni alla vita e, se possibile, vita agli anni. Negli ultimi tempi la lunga sfida tra medici e malattia ha visto assottigliarsi l’enorme vantaggio accumulato da quest’ultima. Soprattutto nei tumori più invasivi, i cosiddetti big killer. Tanto è vero che oggi quasi una persona su due guarisce dal cancro. A giocare un ruolo fondamentale in questa marcia di avvicinamento sono stati i gruppi cooperativi: oncologi medici, radioterapisti e chirurghi che disegnano e conducono i propri studi in modo autonomo, senza interferenze da parte dei privati. “Oggi in Italia, dati del ministero – spiega il prof. Roberto Labianca, responsabile dell’oncologia dei Riuniti di Bergamo e presidente eletto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica – i 2/3 della ricerca in ambito oncologico viene prodotto da queste persone indipendenti, che provengono dagli ospedali, dalle università e dagli istituti di ricerca. Il vantaggio è che si tratta di studi più pragmatici rispetto a quelli di tipo registrativo fatti dalle aziende e quindi di maggiore interesse e impatto clinico, che ci fanno capire se realmente abbiamo migliorato la nostra capacità di curare il paziente”.
Tra questi gruppi cooperativi c’è anche il Giscad, l’unico che si occupa esclusivamente dei tumori del tratto gastrointestinale e i cui lavori hanno contribuito non poco a ridare speranza ai 40 mila italiani che ogni anno si ammalano di cancro del colon e ai 20 mila a cui viene diagnosticato un tumore dello stomaco. Per fare il punto della situazione, venerdì 21, dalle 9.30 alle 16.30, si terrà al centro congressi Giovanni XXIII di Bergamo, il XII Congresso Giscad dal titolo “Cura e Ricerca nei tumori dell’apparato digerente”, al quale prenderanno parte circa 150 oncologi.
“Nei tumori dell’apparato digerente – prosegue Labianca – stiamo sommando risultati interessanti. In particolare nei pazienti operati per cancro del colon e con linfonodi positivi abbiamo visto che la terapia adiuvante è in grado di migliorare la sopravvivenza di un 30% relativo: se sino ad oggi sopravviveva il 40% dei pazienti, oggi la percentuale è arrivata al 55%. Per ora non abbiamo dati sui pazienti operati allo stomaco, ma anche in questo caso sembra che la chemioterapia adiuvante porti un beneficio rispetto al solo intervento chirurgico. Riscontri positivi abbiamo anche nelle fasi metastatiche, anche se in questo caso si parla di un allungamento della vita di alcuni mesi. Sempre per quanto riguarda il tumore del colon metastatico – conclude Labianca – proprio il Giscad sta portando avanti una sperimentazione per valutare la possibilità o meno di un’interruzione programmata della terapia, in modo da lasciare al paziente periodi liberi dalla chemioterapia, un po’ come succede per l’Aids”.
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