venerdì, 11 settembre 2026
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2 Aprile 2008

PIANO PD, CRICELLI: OK, MA ESTENDERE FONDO A GINECOLOGIA E ORTOPEDIA E CRITERI MERITO ANCHE PER LE STRUTTURE

Firenze, 2 aprile 2008 – Un forte plauso al programma di Veltroni, in attesa della presentazione di quello del Pdl, per quanto concerne l’istituzione di un fondo nazionale per l’ondontoiatria e l’introduzione di un criterio di merito nelle prestazioni professionali dei medici viene da Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG). “La prima è una ricetta che va in direzione dell’equità e della universalità del servizio sanitario: le cure dentali sono un problema molto sentito dagli italiani, probabilmente la principale spesa sanitaria media, anche se andrebbe quantificata da studi appropriati. Ugualmente bisognerà mettere mano alle prestazioni ginecologiche, ortopediche, agli esami di laboratorio: oggi il ticket rischia di spingere verso le prestazioni privatistiche che non tutti possono permettersi e ciò, per un sistema sanitario che si dice tra i migliori del mondo, non è ammissibile. In secondo luogo, la cultura della valutazione e del merito, anche come proposto da Veltroni tramite l’istituzione di un organismo apposito, ma sarà da valutare se si tratta di promesse elettorali, è una proposta giusta, forse una delle migliori per sconfiggere i meccanismi legati alle nomine politiche dei dirigenti in tutti i settori. La SIMG sta per proporre un piano di valutazione dei professionisti basato sulla performance individuale e delle strutture complessa che può rivoluzionare il concetto di qualità delle cure e di valutazione dei risultati clinici fondato su un cruscotto di indicatori di risultato. Tale modello sarà la guida dei nuovi modelli di retribuzione ponderata in MG. Le affermazioni di Veltroni vanno nella direzione del riconoscimento di specifici diritti sanitari dei cittadini da onorare contrattualmente superando il concetto generico dei diritti fondati sui LEA che non garantiscono la effettiva fruizione delle prestazioni e soprattutto della uniforme qualità delle stesse”. “Abbiamo bisogno di dirigenti che sappiano gestire le Unità di assistenza sul territorio come delle vere aziende – continua Cricelli – rivedendo il concetto del distretto, prevedendo anche la presenza di medici di medicina generale coordinatori, in quanto figure di riferimento per i cittadini. Ma soprattutto abbiamo bisogni di dirigenti onesti, che vengono valutati per il loro operato e non nominati dalla classe politica. Oltre al merito dei singoli, però, bisognerà prevedere anche la valutazione dell’operato delle singole strutture sanitarie nel loro insieme, portando alle più funzionali conseguenze il processo di aziendalizzazione iniziato ma purtroppo mai perfezionato”.
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