giovedì, 26 novembre 2020
Medinews
19 Aprile 2012

OBESI, DIFFICILE ACCESSO AGLI ESAMI E NIENTE RIMBORSO DI FARMACI L’ASSOCIAZIONE: NON VOGLIAMO ESSERE PAZIENTI DI SERIE B

Abano Terme, 19 aprile 2012 – Chirurghi e malati contro la discriminazione che colpisce chi ha già molte difficoltà nella vita quotidiana. “C’è ancora scarsa attenzione a questa condizione, più interesse verso chi soffre di anoressia e bulimia”

Chi ha 40 chili in più rispetto al proprio peso ha difficoltà ad allacciarsi le scarpe, se supera i 150 chili non può andare al cinema o al bar a prendere un caffè. E deve pagare due posti in aereo. Ora i pazienti obesi chiedono di essere ascoltati dalle Istituzioni. “La nostra condizione – spiega Marina Biglia, presidente dell’associazione “Insieme Amici Obesi” – è una piaga sociale, la vera pandemia di questo secolo. Siamo stigmatizzati e troppo spesso oggetto di derisione. Affrontiamo problemi non solo medici, ma anche umani e psicologici. Per noi, ad esempio, è difficile sottoporci anche a un semplice controllo della pressione arteriosa perché lo strumento per misurarla, lo sfigmomanometro, è troppo piccolo per le nostre braccia. Non vogliamo essere lasciati soli”. Al Congresso nazionale della Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle malattie metaboliche (SICOB), in corso ad Abano Terme (PD) fino al 20 aprile, grande spazio è dedicato alla voce del malato. “L’obesità rappresenta un problema sanitario di crescente e pressante gravità – afferma il prof. Marcello Lucchese, presidente eletto della SICOB, Direttore della chirurgia bariatrica e metabolica del Policlinico di Firenze – L’andamento è in preoccupante aumento se si considera che il numero degli obesi dal 1994 ad oggi è cresciuto del 25%. E il nostro Paese registra il record europeo di bambini in sovrappeso (36%) ed obesi (10-15%)”. Complessivamente in Italia si stimano circa 6 milioni di adulti obesi. E sono oltre un 1 milione i bambini tra i 6 e gli 11 anni in sovrappeso o obesi con notevoli differenze tra le Regioni (quelle del Sud fanno registrare le percentuali più alte). Queste persone ogni giorno affrontano difficoltà nel compire i gesti più semplici. Ma la loro condizione raramente è considerata come una vera e propria malattia. “Per semplicità: se il peso supera del 60% quello ideale si è considerati obesi, se eccede del 100% si è classificati come obesi in maniera severa – sottolinea il prof. Pietro Forestieri, presidente emerito della SICOB, Direttore del Dipartimento di Chirurgia dell’Università Federico II di Napoli -. Perché queste persone debbono pagarsi farmaci ed esami specialistici quando altre patologie dei disturbi del comportamento alimentare, come anoressia e bulimia, ne sono esentate? E perché il paziente che ha subito un intervento bariatrico per ridurre il peso e necessita, a volte a vita, di integratori alimentari, deve pagarli completamente, non essendo considerati farmaci salvavita? Peccato che per lui lo siano. I gastroprotettori sono determinanti per ogni paziente sottoposto a intervento bariatrico, ma sono riconosciuti solo ai malati di ulcera”. L’Associazione Insieme Amici Obesi sta realizzando iniziative di sensibilizzazione, anche nei confronti di coloro che hanno sempre considerato questa condizione un problema di svogliatezza e volontà. Ad Abano Terme verrà presentato il libro “Togliamoci il peso” scritto a 4 mani con il dott. Carlo Gargiulo (ed. Mondadori, in vendita nelle librerie dal 30 aprile). “Nutriamo la speranza – conclude Marina Biglia – che più nessuno ci guardi con sufficienza, ma con la certezza che ci possano aiutare e non giudicare, solo in virtù di ciò che siamo: malati. Vogliamo contribuire a modificare l’immagine della persona obesa nella nostra società”.
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