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19 Maggio 2010

MORTE SANGUINETI: “PER L’ATTO CHIRURGICO IL TERMINE ‘OMICIDIO COLPOSO’ NON E’ PIU’ CONCEPIBILE”

Roma, 19 maggio 2010 – Dichiarazione del Presidente del Collegio Italiano dei Chirurghi, prof. Pietro Forestieri

“Il fatto che il decesso di Edoardo Sanguineti, accaduto in una sala operatoria italiana e al termine di un intervento, configuri, ‘ovviamente e come atto dovuto’, l’ipotesi di un omicidio colposo, non è più concepibile e non è assolutamente più tollerabile che per un atto chirurgico si usi il termine omicidio colposo”. E’ questa la dichiarazione del prof. Pietro Forestieri, Presidente del Collegio Italiano dei Chirurghi (CIC) sul caso della morte del poeta ligure. “L’assetto normativo è assolutamente insufficiente per la tutela della professione del chirurgo, la cui responsabilità, civile e penale, andrebbe completamente rivista, tenendo presente la complessità, la specificità e l’adeguatezza sociale dell’atto chirurgico. Solo recentemente, dalle Sezioni unite penali, è stato affermato il principio che l’atto chirurgico in sé non costituisce un atto lesivo ma che è finalizzato a scopi terapeutici. Dobbiamo premettere e non dimenticare mai – continua Forestieri – che ogni intervento chirurgico comporta complicanze generiche, specifiche e mortalità in percentuali note, riportate dalla letteratura internazionale e che sono puntualmente illustrate al paziente e/o ai familiari. Nella fattispecie, pur non conoscendo nel dettaglio il caso specifico di Edoardo Sanguineti, posso affermare, senza tema di smentita, che si trattava di un caso ad elevatissima mortalità (anche ben oltre il 50%). Può sembrare paradossale e provocatorio, ma non lo è: in casi analoghi in alcuni Paesi si pone addirittura in discussione l’intervento in sé, mentre in Italia è invece ovvio e naturale parlare non già di complicanze legate al paziente ed alla malattia, non già di mortalità legata al paziente, alla malattia ed all’urgenza, ma di malasanità e di omicidio colposo. Questa situazione – conclude Forestieri – è diventata insostenibile e non più tollerabile. Il Collegio Italiano dei Chirurghi rinnova la propria disponibilità a collaborare con i Ministeri interessati per la risoluzione di una grave problematica che non colpisce una categoria professionale ma che comporta, invece, un grave danno sociale, diretto e indiretto”.
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