mercoledì, 12 maggio 2021
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3 Ottobre 2014

MEDICI DI FAMIGLIA: “SÌ ALLE CASE DELLA SALUTE IN EMILIA ROMAGNA INSIEME PER CONDIVIDERE OBIETTIVI E CONTENUTI”

Modena, 3 ottobre 2014 – La dott.ssa Maria Stella Padula, presidente della sezione modenese della società scientifica: “Queste strutture devono diventare davvero il luogo per la salute e non della malattia. Il confronto fra i professionisti coinvolti è fondamentale per definire un nuovo modello di assistenza”

“È necessario evitare disuguaglianze nell’offerta di salute ai cittadini. Per questo noi Medici di Medicina Generale vogliamo offrire un contributo culturale e pratico per riempire di ‘contenuto’ le Case della Salute, strutture destinate a cambiare profondamente l’assistenza sanitaria e la professione del medico di famiglia. In Emilia Romagna ci sono tipologie diverse, per grandezza, attività e numero di professionisti: in alcune strutture lavorano 3 professionisti, in altre fino a 16 o più. In questo modo rischiamo di creare discriminazioni nell’offerta di assistenza. Noi medici di medicina generale vogliamo che il binomio ‘casa’ e ‘salute’, così indovinato perché evoca la casa come luogo caro a tutti e in cui si sta bene, sia davvero il luogo della salute e non della malattia. È ciò che vogliamo contribuire a realizzare”. La dottoressa Maria Stella Padula, presidente della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) provinciale di Modena, spiega l’obiettivo del Workshop che si apre oggi a Parma (nella Casa della Salute “Parma Centro”) e si concluderà domani a Modena (nel Centro Servizi della Facoltà di Medicina e Chirurgia), affiancato dalle Aziende Sanitarie di Parma e di Modena. “I Convegni e i corsi di formazione organizzati dalla Regione Emilia-Romagna sulle Case della Salute, dal decreto istitutivo ad oggi, sono stati numerosi, a dimostrare l’investimento della nostra Regione in questo nuovo modello – continua la dott.ssa Padula -. Ma queste strutture, in costante crescita, sono diverse per tipologia, per attività offerte, per stato di realizzazione. Nascono da un’idea forte: che i cittadini possano avere una sede territoriale di riferimento, visibile, alla quale rivolgersi in ogni momento della giornata, che rappresenti una certezza di risposta concreta, competente e adeguata ai diversi bisogni di salute e di assistenza. Ma occorre una condivisione di obiettivi fra tutti i professionisti coinvolti”. Il confronto affronterà vari aspetti: dalla nuova job description del medico di medicina generale nelle case della salute, all’integrazione della sua attività con quella dell’infermiere, all’inserimento dei giovani medici, alla valutazione dell’attività svolta e da svolgere “insieme”, fino alla definizione del valore aggiunto rappresentato da questo modello di assistenza
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