lunedì, 30 novembre 2020
Medinews
19 Giugno 2009

MEDICI DI FAMIGLIA: “ENTRIAMO NELLA RETE DELLE CURE PALLIATIVE”

Firenze, 19 giugno 2009– Claudio Cricelli (Presidente SIMG) appoggia la proposta di legge del viceministro Fazio sulle terapie anti-dolore.

“Apprezziamo e sosteniamo le iniziative del viceministro della Salute Ferruccio Fazio in materia di semplificazione della prescrizione dei farmaci oppioidi per il trattamento del dolore. Il provvedimento agevola il lavoro dei medici e consente il corretto trattamento dei cittadini”. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), appoggia la posizione del viceministro Fazio criticato per la presunta mancanza di copertura finanziaria alla proposta di legge sulle cure anti-dolore. Le attività nel settore della sanità, e quindi anche quelle relative alle cure palliative, sono gestite dalle Regioni e debbano avvalersi non di finanziamenti isolati, ma di risorse che vanno date alle Regioni in modo congruo rispetto al resto del finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale. “Supportiamo fortemente l’idea – continua Cricelli – che le cure palliative vengano inserite nel piano sanitario nazionale e adeguatamente finanziate con i fondi degli obiettivi di piano in modo che le Regioni possano finalizzarli al raggiungimento dei risultati stabiliti”. Uno dei punti chiave della polemica sulla proposta di legge 624 sulle cure palliative è rappresentato dall’articolo 10 che, “prevedendo l’istituzione di una rete di terapia del dolore”, è stato ritenuto “suscettibile di determinare nuovi e o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”. “La copertura finanziaria al provvedimento – conclude Cricelli – è assicurata dal vincolo posto sui fondi già destinati agli obiettivi di piano. La rete delle terapie del dolore in realtà non è nuova ma, con il nuovo provvedimento, si estende alla medicina generale ed proprio questa sarà la vera differenza rispetto ai sistemi precedenti. La medicina generale supporta fortemente l’idea che questa rete non sia nuova, ma venga allargata a tutti gli operatori sanitari che curano il dolore, tra cui in particolare, come ribadito dal viceministro Fazio, i medici di medicina generale”.
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