Medinews
20 Aprile 2004

MASSACARRARA: TUMORI, ORA SI LOTTA CONTRO LA FATIGUE

Massa Carrara – I tumori rappresentano ovunque la seconda causa di morte dopo le malattie cardiovascolari.
La Provincia di Massa Carrara ha una mortalità per tumore più alta di altre zone della Toscana. Oggi, grazie alle terapie, la terapia dei tumori, associata alle attività di screening ed al miglioramento della salubrità ambientale associata alle qualità degli ambienti di lavoro, consentono di guardare con fiducia ad una riduzione di questa patologia.
Un segnale importante che ci consente di programmare meglio e con più precisione gli interventi sulla popolazione, come dicevamo, è lo screening, la diagnosi precoce e una maggiore attenzione alla qualità di vita del paziente con la collaborazione del medico di famiglia, figura fondamentale per il malato dimesso dall’ospedale. E proprio per questo che AIOM e SIMG hanno deciso di approfondire il tema con un convegno di aggiornamento su quella che viene considerata una delle problematiche più importanti nei malati di tumore: la ‘Fatigue’”.

Il convegno è parte integrante di un progetto nazionale organizzato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e dalla Società Italiana di Medicina Generale (SIMG). Queste importanti società scientifiche hanno deciso di lavorare insieme organizzando in tutta Italia una serie di convegni formativi (tutti con crediti ECM), appositamente studiati e realizzati da oncologi medici e medici del territorio esperti in oncologia. L’iniziativa, in corso dal settembre del 2003, ha coinvolto finora una quarantina di centri e circa 1500 medici di famiglia. L’incontro di Massa Carrara è in programma mercoledì 21 aprile alle ore 20.30 nella sala conferenze dell’Hotel Excelsior a Marina di Massa. A condurre il lavori della serata, con il prof. Cantore, il dr. Giuseppe Galli, medico di famiglia, Presidente della sezione di Massa Carrara e Lunigiana della SIMG.

“Il filo conduttore – precisa il prof. Cantore – sarà dunque la lotta alla ‘fatigue’, un mix di stanchezza, estrema debolezza, mancanza di energia, che affligge oltre il 90% dei malati con tumore sottoposti a chemio e radioterapia. Uno dei pregi di questa iniziativa è proprio questo: mentre del dolore se ne parla sempre di più e si cominciano a vedere i primi risultati, su questa ‘malattia nella malattia’ che interferisce moltissimo nella vita del paziente, condizionandolo anche nelle cure e costringendolo a limitare i cicli di chemioterapia e quindi la loro efficacia siamo ancora molto indietro: rimane sottostimata dai medici e sconosciuta dagli stessi pazienti, che la credono una conseguenza inevitabile del cancro. Solo il 38% di chi ne soffre ne parla con il proprio medico, meno di una persona su due, e solo il 9% viene sottoposto a trattamenti specifici. Per questo è fondamentale puntare molto sull’ascolto del paziente e dei suoi familiari. Ed avere un rapporto costante con il medico di famiglia. Molti dei disturbi non vengono riferiti all’oncologo, perché considerati conseguenza ineluttabile del tumore, ma molto spesso vengono riferiti ai parenti e al mmg, figure più vicine e conosciute dal paziente. Il rapporto con il mmg è essenziale e un perno portante. Abbiamo un ottimo rapporto, linee telefoniche dirette, incontri di approfondimento e aggiornamento come testimonia anche l’appuntamento di domani. E’ fondamentale che si parli la stessa lingua, che non ci sia una barriera ma una continuità tra ospedale, domicilio e territorio”.
“Ben venga questa iniziativa, fortemente voluta dalla Società Italiana di Medicina Generale – afferma il dr. Galli – che prevede un maggior coinvolgimento del medico di famiglia nella cura e nella gestione del paziente oncologico ed è in linea con la visione che il medico generale ha del malato oncologico e del trattamento in oncologia: non solo attenzione alla sopravvivenza libera da malattia, che rappresenta comunque sempre uno degli obiettivi fondamentali, ma anche alla qualità della vita e questo è in perfetta sintonia con la preferenza espressa nell’ultimo decennio da molti pazienti a curarsi, per quanto possibile, al proprio domicilio supportati dai servizi territoriali e dall’affetto dei familiari. A rafforzare questa tendenza intervengono evidenze di economia sanitaria che incentivano la gestione territoriale del paziente in quanto espressamente meno costosa rispetto a quella ospedaliera. Questo corso vuole presentare ai Medici di Medicina Generale il problema ‘fatigue’ come un fenomeno multidimensionale che riduce i livelli di energia, le capacità mentali e lo stato psicologico dei pazienti oncologici, in una frase, un fenomeno incide pesantemente sulla qualità della vita, facendo acquisire le conoscenze necessarie per riconoscerlo e per far sì che non venga trascurato nell’ambito dei piani di trattamento. Questo aspetto del percorso assistenziale, più ancora che per altri settori della medicina, comporta infatti lo sviluppo di una sensibilità dei medici anche verso le manifestazioni non strettamente cliniche delle malattie, facendo crescere la voglia di dedicare del tempo ad approfondire tematiche impegnative, sia sul piano scientifico, sia su quello relazionale nel rapporto medico-paziente”.
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