venerdì, 19 agosto 2022
Medinews
15 Marzo 2004

LIFTING: MASCHIO, 50 ANNI, IMPIEGATO E SPORTIVO. ECCO L’IDENTIKIT DI CHI NON VUOLE INVECCHIARE

Sfatato anche l’ultimo tabù che ci separava dai paesi anglosassoni. Ora anche l’uomo italiano lo confessa: l’intervento di chirurgia estetica non è più top secret e tantomeno un problema morale. Il primo a parlarne pubblicamente è un infermiere romano che interverrà domani su Italia1 alla trasmissione ‘Bisturi’: “E’ stato tutto molto più semplice di quello che credevo – spiega Giulio Santinelli, soddisfatto del ritocco d’immagine –. Ho 51 anni e l’accumularsi del tempo sul mio viso era sempre più marcato. Ho preso allora questa decisione e il caso ha voluto che finissi in televisione. L’ho fatto soprattutto per me stesso: il vigore fisico ancora c’è, lo spirito è quello dei 20 anni, ancora integro, ho ritenuto giusto mettere il mio aspetto in sintonia con lo stato d’animo. Sono infermiere professionale, ho la prospettiva di svolgere la mia attività lavorativa per almeno un decennio ancora: mi sembra legittimo rendersi più gradevoli anche nei confronti delle persone con cui ci si confronta tutti i giorni”.
Dunque non più il vip che scompare e riappare con il viso spianato, ma l’uomo medio di mezz’età ancora sportivo e attivo, che vuole ‘risintonizzare’ la sua immagine con lo stato d’animo. E non lo nasconde.
“Questo auto-identikit è pressoché perfetto – aggiunge il prof. Giulio Basoccu, docente di chirurgia plastica all’Università di Roma che ha eseguito l’intervento per la trasmissione ‘Bisturi’ – anche se nei nostri studi i pazienti che chiedono un intervento tendono ancora a giustificarsi e alla fine dobbiamo essere noi a sollevare il paziente dalla convinzione che sta facendo qualcosa di ‘immorale’. Questo lifting – spiega – è particolarmente leggero. Come in tutti quei casi in cui a sottoporsi all’intervento sono pazienti abbastanza giovani, intorno ai 50 anni, che racchiudono in sé il nuovo mondo della chirurgia estetica, una scelta alla portata di molti se non di tutti. Si avvicinano quindi molte persone con una disponibilità economica inferiore rispetto al passato, ma con già attivati finanziamenti, rateizzazioni e mutui”.
“Molte persone – aggiunge Santinelli – hanno timore ad esporsi, ma questo problema lo sentono tutti. E comunque credo che la medicina non deve essere intesa solo come una disciplina per curare malattie gravi. Si dovrebbe vedere anche la parte ‘piacevole’ della medicina, quella che può migliorare la vita delle persone”.
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