domenica, 28 febbraio 2021
Medinews
4 Giugno 2009

LA SOCIETA’ SCIENTIFICA DEI FARMACISTI DELLE AZIENDE SANITARIE FINANZIA 23 BORSE DI STUDIO NELLE UNIVERSITA’ ITALIANE

Roma, 6 aprile 2009 -Finocchiaro (segr. naz. SIFO): “In fase di crisi, investire sul capitale umano produce ottimi risultati”

La Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO), in occasione dell’avvio del nuovo ordinamento delle Scuole di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera, finanzia 23 borse di studio, una per ogni Università Italiana coinvolta. “L’obiettivo – afferma Laura Fabrizio, Presidente SIFO – è quello di consentire a giovani laureati l’accesso ad una specializzazione professionale di alto valore assistenziale, sociale, civile ed etico, che rischia di venire precluso per la cronica mancanza di fondi”. “Da quest’anno – spiega Giuseppe Ostino, referente SIFO per l’Università – la Specializzazione in Farmacia Ospedaliera compie un passo storico, diventando quadriennale per formare professionisti all’avanguardia che siano in grado di soddisfare le crescenti necessità di assistenza farmaceutica, supportate da sistemi informatizzati e tecnologie in rapidissima evoluzione per una maggiore efficacia e sicurezza sul paziente”.
Per Pietro Finocchiaro, Segretario Nazionale SIFO, “proprio in una fase di “congiuntura estremamente negativa”, la formazione non deve essere trascurata. Anzi, è il momento di agire: l’investimento sul capitale umano oggi assicurerà non solo una migliore qualità della vita e dell’assistenza di domani, ma anche maggiore crescita e competitività al Sistema Paese. Medici e Farmacisti sono stati recentemente equiparati nell’Area Sanitaria – continua Finocchiaro – ma mentre il Ministero della Salute ha già erogato le borse di studio per i medici, per i farmacisti rileviamo una ennesima dimenticanza. Per questo, per non perdere tempo prezioso, la SIFO ha deciso di indire le 23 borse di studio per il corrente Anno Accademico, un impegno che risulta piuttosto oneroso per la nostra Società, ma che siamo fieri di aver preso, a beneficio del Servizio Sanitario Nazionale”.
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