Medinews
31 Luglio 2012

LA SIMG: “LA NORMA SUI FARMACI AGGRAVA I CARICHI DI LAVORO. CADUTE NEL VUOTO LE NOSTRE PROPOSTE PER MIGLIORARE IL SISTEMA”

Roma, 31 luglio 2012 – Il Presidente Claudio Cricelli: “Il processo di razionalizzazione dell’impiego delle risorse, indispensabile per l’Italia, deve essere affrontato in ben altro modo”

“Esprimiamo delusione e sconcerto. La versione finale dell’emendamento sui farmaci è la dimostrazione di come si possano stravolgere giusti intendimenti di politica sanitaria, trasformandoli nell’italica abitudine delle soluzioni imposte dall’alto che si trasformano in burocrazia e scartoffie”. Il dott. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), ritiene che l’articolo 15 del decreto sulla spending review che ha come obiettivo finale il contenimento della spesa pubblica, pur migliorato, preveda procedure a carico del medico inutilmente onerose. La mediazione raggiunta prevede che per il medico di famiglia rimanga l’obbligo di indicare sulla ricetta il principio attivo. Il professionista ha però la facoltà di specificare sulla ricetta il nome commerciale del medicinale, giustificando la scelta con una sintetica motivazione scritta. E l’indicazione risulta vincolante per il farmacista. “Ci aspettiamo – continua il dott. Cricelli – che il processo di razionalizzazione dell’impiego delle risorse, indispensabile per l’Italia, venga affrontato in ben altro modo, concertando e collaborando con i medici di medicina generale e le professioni del Servizio Sanitario Nazionale, che sono una forza sana e consapevole del nostro Paese, oltre che con tutti i settori della sanità e della società. Al contrario, i contorsionismi dell’articolo, l’aggiungere oneri e orpelli da controriforma non rendono onore ai meriti delle professioni mediche del Servizio Sanitario Nazionale e, in particolare, della Medicina Generale, e aggravano i carichi di lavoro. Vorrei ricordare peraltro che cadono sistematicamente nel vuoto le nostre proposte di contribuire al governo del sistema ed alla sua sostenibilità con strumenti che da soli basterebbero a mettere sotto controllo la spesa sanitaria, salvaguardando l’efficienza dei servizi e la qualità delle cure. Tutto questo mentre una visione di politica sanitaria avanzata sta sviluppando un piano ambizioso finalizzato ad una nuova architettura dell’Assistenza Primaria”. “Le cure primarie – conclude il dott. Cricelli – sono il comparto più efficiente del Sistema Sanitario e hanno garantito la sostenibilità del comparto territoriale, il cui assorbimento di risorse non è cresciuto minimamente negli ultimi otto anni. Chiediamo al Governo e alle forze politiche e sociali un nuovo metodo di coinvolgimento e concertazione con i professionisti del Servizio Sanitario fondato sulla fiducia e sulla valorizzazione delle capacità professionali”.
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