sabato, 28 novembre 2020
Medinews
25 Marzo 2008

“LA MEDICINA DI FAMIGLIA DIVENTI SPECIALIZZAZIONE NELLE UNIVERSITÀ”

Claudio Cricelli (SIMG): “Serve una revisione dei percorsi di insegnamento e formazione a tutto vantaggio dei cittadini e della razionalizzazione del sistema”

Firenze, 25 marzo 2008 – La medicina di famiglia reclama una propria formazione specifica. Questa la richiesta di Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), ai referenti dei vari schieramenti politici in questa fase di definizione delle priorità per il servizio sanitario nazionale. “Investire nella formazione è la chiave per realizzare la vera continuità assistenziale e creare una rete di eccellenza fra Università, ospedale e territorio – spiega Cricelli -. I medici di Medicina Generale vogliono infatti occupare un ruolo ancor più centrale nel sistema sanitario nazionale, forti di una preparazione specifica omogenea e autonoma. Per questo chiediamo un coinvolgimento diretto dei professionisti anche in fase di insegnamento, al di là dei compiti assistenziali, perché questa disciplina presenta una dignità autonoma, che deve essere riconosciuta dalla comunità scientifica e dalle Istituzioni. La formazione specifica del Medico di Medicina Generale post-laurea deve diventare specializzazione, in armonia con le vigenti norme dell’Unione Europea. La didattica e la ricerca devono far parte dello sviluppo di carriera, aggiungendosi alla tradizionale attività di diagnosi e cura. E questo nuovo profilo della professione medica deve prevedere un adeguato riconoscimento contrattuale”. “La nostra ambizione – continua Cricelli – è quella di vedere affermate le funzioni didattiche e di ricerca quali equivalenti a quelle del lavoro clinico. Gli studi dei Medici di Medicina Generale possono diventare luoghi di formazione e di ricerca, integrati con Università e Servizio Sanitario Nazionale. La SIMG, forte della sua esperienza e consapevole delle responsabilità che le derivano dal suo ruolo all’interno della Comunità delle Società Scientifiche e delle Associazioni, avanza questa proposta con il consenso di tutta la comunità della Medicina Generale, che su questo tema si è già espressa all’unanimità con un Documento Unitario. Chiediamo quindi alla politica di prendere atto delle nostre richieste e di prevedere nei propri programmi una revisione organica dei percorsi di insegnamento e di formazione della professione medica”.
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