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18 Luglio 2007

INSEGNAMENTO, FORMAZIONE E RICERCA: LA SFIDA DELLA MEDICINA GENERALE ITALIANA ALLE ISTITUZIONI

Claudio Cricelli (SIMG): “Il dibattito dovrà essere portato all’attenzione della politica, del sistema sanitario e dell’Università”

Firenze, 15 gennaio 2007 – Un medico di Medicina Generale ancora più al centro del sistema sanitario nazionale, forte di una preparazione specifica omogenea e autonoma. In altre parole, un professionista della salute che non faccia solo assistenza, ma che si occupi anche di insegnamento, formazione e ricerca. È questa la sfida che la comunità della Medicina Generale lancia alle Istituzioni e che rappresenta la sintesi della “due giorni” promossa dalla Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG), tenutasi a Roma il 12 ed il 13 gennaio. Una “due giorni” che ha visto riunite, per la prima volta, tutte le organizzazioni sindacali e le società scientifiche del settore intorno al “Tavolo della Medicina Generale”. I quattro punti della proposta unitaria: 1) L’insegnamento della Medicina Generale deve essere affidato agli stessi professionisti che la esercitano, perché questa disciplina ha dignità autonoma. Per raggiungere questo obiettivo, è necessario modificare la normativa vigente, che attribuisce al Medico di Medicina Generale un esclusivo ruolo assistenziale. 2) Gli studi dei Medici di Medicina Generale, sulla base della proposta avanzata, possono diventare luoghi di formazione e di ricerca, integrati con Università e Servizio Sanitario Nazionale. 3) La formazione specifica del Medico di Medicina Generale post-laurea deve diventare specializzazione, in armonia con le vigenti norme dell’Unione Europea. 4) Didattica e ricerca diventano attività che fanno parte dello sviluppo di carriera e che, aggiungendosi alla tradizionale attività di diagnosi e cura, dovranno avere riconoscimento contrattuale.

“L’insegnamento universitario è solo uno degli obbiettivi che ci siamo posti – afferma Claudio Cricelli, Presidente della Società Italiana di Medicina generale (SIMG) commentando il Documento Unitario sull’insegnamento e la formazione, stilato nella ‘due giorni’ di Roma. – Siamo consapevoli delle difficoltà e conosciamo le ragioni di chi si oppone alla nostra presenza, ma abbiamo creato una fitta rete di rapporti all’interno della comunità scientifica che rendono debolissime le obiezioni e le resistenze di quanti ci vogliono fuori dal sistema universitario ed in ruolo subalterno nel sistema sanitario e della Medicina Clinica. La nostra ambizione è quella di vedere riconosciute le funzioni didattiche e di ricerca quali equivalenti a quelle del lavoro clinico. Vogliamo essere accettati con uguale dignità nei contratti e nelle convenzioni”. “Il Documento Unitario – continua Cricelli – è un risultato di grande valore politico rappresentato dall’unitarietà di intenti, di visione e di programma di tutte le associazioni convenute. Si compie così l’avvio di un processo verso un ampio dibattito interno alla professione, da portare all’attenzione della politica, del sistema sanitario e dell’università. La SIMG, forte della sua esperienza, è consapevole delle responsabilità che le derivano dal suo ruolo all’interno della Comunità delle Società Scientifiche, oltre che all’interno del gruppo delle Associazioni della Medicina Generale. Metteremo a disposizione della professione tutte le nostre risorse. La Società, la Scuola, la Fondazione, il Centro di ricerca, i database e le nostre 106 sezioni lavoreranno per il successo di questo percorso unitario”. Migliaia di medici della SIMG sono così pronti ad affrontare una nuova fase del processo di crescita professionale insieme con le forze sindacali, i gruppi professionali e le associazioni scientifiche consorelle. “Il nostro prossimo Congresso – conclude Cricelli – avrà carattere unitario e costituirà un momento di confronto scientifico e professionale”.
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