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29 Dicembre 2007

IN CAMPANIA TROPPE SIGARETTE E POCA PREVENZIONE

Napoli, 11 aprile 2006 – Sono le fumatrici più accanite della penisola, sono scarsamente assistite da programmi di prevenzione e, quando devono partorire, spesso vengono sottoposte a parto cesareo anche se non necessario. Sono questi alcuni degli argomenti emersi dalla conferenza dell’Osservatorio Nazionale per la salute della Donna (O.N.Da) che si è svolta oggi alla Sala Gemito della Galleria Principe di Napoli. “La salute delle italiane – spiega il prof. Walter Ricciardi, ordinario di Igiene alla Facoltà di Medicina ‘A. Gemelli’ dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma – è complessivamente migliorata negli ultimi anni, tanto da porre il nostro Paese al quarto posto per aspettativa di vita dopo Svizzera, San Marino e Svezia. Ma alla media nazionale positiva si contrappongono situazioni locali, come quella campana e più in generale del Sud Italia, in cui le condizioni socio-economiche e lo stile di vita determinano per le donne situazioni a volte particolarmente difficili. In Campania una qualità dei servizi sanitari a macchia di leopardi e la mancata attivazione di molti programmi di prevenzione primaria e secondaria contribuiscono a peggiorare la salute femminile rispetto alla media nazionale. Ne consegue che le donne campane fumano di più, solo il 10% si sottopone a programmi di screening e ben il 60% dei parti avviene con parto cesareo”. L’incontro partenopeo è parte di un ciclo di incontri promossi dall’Osservatorio O.N.Da (www.ondaosservatorio.it) con l’obiettivo di informare e sensibilizzare l’opinione pubblica, la classe medica e le istituzioni locali sui fattori di rischio legati alla salute femminile.

“Molti studi – afferma Francesca Merzagora, presidente nazionale dell’Osservatorio – dimostrano quanto le donne siano svantaggiate rispetto agli uomini nella tutela della loro salute e quanto sia importante promuovere una consapevolezza sociale e individuale sui fattori di rischio legati alla salute femminile. O.N.Da ha l’obiettivo di promuovere una cultura della salute di genere considerando le ‘naturali differenze’ dell’universo femminile e l’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce nelle patologie più comuni che colpiscono la donna”. Sono temi importanti che meritano di essere affrontati in una regione particolarmente problematica come la Campania.
“Le condizioni socio-economiche e lo stile di vita – aggiunge il prof. Ricciardi – influenzano negativamente la salute femminile. Cultura più bassa significa cattiva alimentazione, vizio del fumo e scorrette abitudini di vita. Anche la mancanza di adeguati servizi sanitari ha un impatto significativo: gli screening oncologici costituiscono infatti strumenti essenziali per la prevenzione dei tumori femminili. Il tumore della cervice uterina, ormai scomparso al centro-nord grazie ai programmi di prevenzione, è ancora presente in Campania. E, se al centro-nord lo screening mammografico ha grande diffusione, solo il 10% delle donne campane esegue questo tipo di controllo. La conseguenza drammatica è la crescente mortalità per tumore al seno in questa Regione. Inoltre – continua – a causa dell’altissima percentuale di donne campane fumatrici, il tumore al polmone, patologia praticamente sconosciuta fino a dieci anni fa nel sesso femminile, è sempre più frequente. Solo attivando programmi di prevenzione ‘attiva’, in grado cioè di raggiungere e informare concretamente le donne, è possibile risolvere questa situazione”. Un altro dato significativo riguarda l’eccessivo ricorso alle procedure di parto cesareo. Quest’ultimo dovrebbe in realtà rappresentare un’eccezione determinata da problematiche legate al nascituro o alla donna. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che il parto cesareo non dovrebbe superare il 15% dei casi; il Ministero della Sanità, considerando l’età avanzata delle partorienti italiane, ha innalzato questa percentuale al 20%. “Ma in Campania – conclude il prof. Ricciardi – si assiste ad una situazione incredibile: ben il 60% dei parti avviene con parto cesareo, superando abbondantemente le reali necessità”.
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