venerdì, 30 settembre 2022
Medinews
27 Agosto 2014

IL PUNTO G NON ESISTE, L’AREA DEL PIACERE DELLA DONNA E’ PIU’ ESTESA. LA SIGO: ‘OPERIAMO SOLO SE NECESSARIO RISPETTANDO LE ZONE INTIME’

Roma, 27 agosto 2014 – Il presidente dei ginecologi Paolo Scollo: “Complimenti ai ricercatori per il lavoro. Ma sbaglia il prof. Jannini quando afferma che noi usiamo il bisturi in modo discriminato e non rispettiamo la vagina”

Roma, 27 agosto 2014 – Il punto G non esiste: lo afferma uno studio internazionale che individua un’area più estesa e complessa del corpo femminile responsabile dell’orgasmo. Secondo uno degli autori, il prof. Emmanuele A. Jannini, però i ginecologi e urologi compiono in questa zona erogena della donna interventi chirurgici inappropriati o senza rispettare la vagina. “Un´affermazione fuori luogo – sottolinea Paolo Scollo Presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) – Tutti gli interventi che svolgiamo in sala operatoria sono eseguiti sempre dietro un’indicazione medica precisa. Se ricorriamo al bisturi lo facciamo solo quando è strettamente necessario e non ovviamente per uno sfizio. Il nostro unico obiettivo è salvaguardare il benessere e la salute delle donne”. “Rivolgiamo i nostri complimenti al prof. Jannini e gli altri autori della ricerca per l’importante ed interessante lavoro svolto – prosegue Scollo -. Lo studio è di alto valore scientifico e il contribuito italiano a questa indagine è stato rilevante. Nonostante ciò le sue parole hanno suscitato la nostra meraviglia, sorpresa e stupore. Nel nostro lavoro seguiamo le donne, fin dal menarca, in tutti gli aspetti legati alla loro vita sessuale e riproduttiva come contraccezione, gravidanza, disturbi del ciclo mestruale e menopausa. Noi ginecologi abbiamo sempre il massimo rispetto per l´intimità femminile e continueremo ad averlo anche alla luce delle nuove scoperte scientifiche. I rappresentanti della SIGO e dell’Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI) si riservano di ricorrere alle via legali qualora si presentassero eventuali profili di diffamazione contro la nostra categoria”.
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