venerdì, 27 novembre 2020
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15 Settembre 2011

IL “NUOVO” DIRETTORE GENERALE TRASFORMA L’UNIVERSITÀ IN IMPRESA. PERITI: “CONTRO LA CRISI SERVONO CONTINUITÀ E SPIRITO MANAGERIALE”

Siracusa, 15 settembre 2011 – Con la riforma entra in scena la figura di un manager cui farà capo la gestione dei servizi e delle risorse. Dirigenti a confronto su radici storiche e nuovi statuti.
Il presidente: “Gli atenei attraversano la storia dell’uomo e durano nel tempo”

L’Università italiana si trasforma e diventa impresa. L’introduzione della figura del direttore generale, che prende il posto del direttore amministrativo e si configura come vero e proprio manager d’ateneo, ne è solo l’ultima conferma. Un cambiamento epocale, un passaggio di consegne da un ruolo sostanzialmente politico a uno gestionale, da competenze prettamente tecniche a logiche manageriali e relazionali, come la complessiva gestione e organizzazione dei servizi, delle risorse strumentali e del personale tecnico-amministrativo dell’ateneo. “L’inserimento di questo nuovo ruolo rende necessario per la nostra associazione un momento di grande riflessione – sottolinea il presidente del CO.D.A.U. Enrico Periti –, che abbiamo avviato in sede di rinnovo delle cariche interne e che dovrà proseguire a partire da un’analisi puntuale di come tale organo è stato declinato nei nuovi statuti”. Tematiche di primaria importanza per il presente e il futuro degli atenei italiani, che saranno al centro della nona edizione del Convegno Nazionale del CO.D.A.U. (Convegno permanente dei Direttori Amministrativi e Dirigenti delle Università Italiane), in programma da oggi fino a sabato 17 settembre a Siracusa. All’evento, dal titolo “La storia siamo noi…saremo noi?”, saranno presenti circa 50 direttori amministrativi in rappresentanza di oltre 50 atenei italiani, che cercheranno di contestualizzare le difficoltà attuali in cui versano le nostre Università con un necessario sguardo al futuro per rendere l’attività formativa, di ricerca scientifica e l’organizzazione dei servizi un punto di fondamentale importanza per il rilancio dell’intero sistema paese. “Il tema proposto quest’anno intende porre in evidenza il punto centrale delle organizzazioni universitarie – continua Periti -, ovvero il fatto che esse, nel loro produrre e trasmettere sapere e conoscenza, ‘attraversano’ la storia degli uomini e della società e durano nel tempo, indipendentemente dal fatto che questo sia favorevole o di crisi, com’è l’attuale”.
Il Co.D.A.U., che riunisce oggi oltre 80 tra Università statali e non, ha dato un grande impulso al dibattito sul sistema accademico, impegnandosi attivamente per la realizzazione della riforma dell’Università e della Pubblica Amministrazione. Il convegno di Siracusa, patrocinato dal MIUR (Ministero Istruzione, Università e Ricerca), vedrà la partecipazione dei rappresentanti delle più importanti Istituzioni legate al panorama accademico italiano: dal CUN (Consiglio Universitario Nazionale) alla CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), dall’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) al CNSU (Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari). “Grazie alla presenza di personalità di straordinaria importanza, saremo in grado di dipanare questo evento su tre momenti principali – sottolinea Periti –. Il primo è dedicato alla storia dell’Università Italiana, per recuperare nell’attualità l’essenzialità immutabile delle nostre organizzazioni; il secondo si caratterizza sui problemi dell’oggi e si apre al dialogo e al confronto proponendo il contributo dei gruppi di lavoro; con il terzo, infine, ci sforziamo di intuire le prospettive dei nostri atenei, non solo dal punto di vista organizzativo o finanziario, ma anche relativamente a prodotti classici delle Università come scienza, formazione, conoscenza ed etica”.

I cambiamenti previsti dalla riforma universitaria saranno affrontati e approfonditi da cinque gruppi di lavoro, che si svolgeranno nella giornata di venerdì, in cui si parlerà di nuovi statuti, di decreti e regolamentazione interna, dei nuclei di valutazione, di bilancio e razionalizzazione delle spese, nonché di governo e gestione delle risorse umane. Il futuro delle accademie italiane passa quindi da una serie di importanti trasformazioni, prima fra tutte l’introduzione del direttore generale quale organo degli atenei. Come sarà vissuto il passaggio alla logica del management? Ne uscirà un profilo compiuto e coerente con la dimensione gestionale oppure si verificheranno ancora sovrapposizioni tra ruolo gestionale e politico? Al Convegno CO.D.A.U. il compito di rispondere a queste e molte altre domande.
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