domenica, 3 luglio 2022
Medinews
3 Febbraio 2017

IL FUMO PROVOCA (ANCHE) IL 50% DEI TUMORI AL TRATTO URINARIO LA SIUrO SOSTIENE LA CAMPAGNA MONDIALE #WECANICAN

Roma, 3 febbraio 2017 – Il presidente Riccardo Valdagni: “Otto pazienti su 10 riescono a sconfiggere le malattie uro-oncologiche. Tuttavia la prevenzione rimane l’arma più importante a nostra disposizione”

Le sigarette sono responsabili della metà dei tumori al tratto urinario. Se fossero abolite si ridurrebbe del 20% il rischio di sviluppare un adenocarcinoma al rene. Dieta scorretta e sedentarietà sono inoltre importanti fattori di rischio per il cancro della prostata. Per questo la Società Italiana di Urologia Oncologica (SIUrO) ha deciso di partecipare alla giornata mondiale contro il cancro, che si celebra domani con la campagna #WeCanICan (www.worldcancerday.org). L’evento è promosso dall’UICC, organizzazione non governativa che rappresenta associazioni impegnate in oltre 100 Paesi e vuole sensibilizzare popolazione, media, istituzioni, personale medico-sanitario e i pazienti sui temi della prevenzione e la ricerca medico-scientifica contro le neoplasie. “I tumori della prostata, rene, testicolo e vescica sono sempre più diffusi e rappresentano circa il 20% di tutte le neoplasie registrate in Italia – afferma il prof. Riccardo Valdagni presidente della SIUrO -. Otto pazienti su dieci riescono a sconfiggere queste malattie. Tuttavia la prevenzione, a partire dagli stili di vita sani, rimane l’arma più importante a nostra disposizione. Nel cancro della prostata l’uso del test del PSA da un lato svela una percentuale significativa di tumori indolenti che però possono essere oggetto di una attenta sorveglianza. Dall’altro permette di migliorare significativamente la sopravvivenza dei tumori aggressivi come ha mostrato recentemente uno studio tutto italiano promosso dall’Istituto dei Tumori di Milano con la collaborazione di otto Registri Tumori nazionali. Il carcinoma del testicolo invece presenta una bassissima mortalità e questo avviene anche grazie alle diagnosi precoce. Ma solo il 5% dei giovani italiani con meno di 20 anni è andato dall’urologo per una visita di controllo in grado di individuare eventuali disturbi e neoplasie. Abbiamo perciò voluto aderire a questa importante iniziativa internazionale”.
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