Medinews
9 Settembre 2004

IL CUORE VA COCCOLATO, LA PREVENZIONE INIZIA A 10 ANNI: SPORT, DIETA E NIENTE FUMO PER CRESCERE ADULTI SANI

Se ne parlerà il 25 settembre a Palermo nel corso di un convegno della SIMG

Firenze, 9 settembre 2004 – Insegnare ai bambini a coccolare il loro cuore: solo così si potranno evitare molti degli incidenti cardiovascolari che non solo rappresentano da sempre la principale causa di morte del mondo occidentale, ma la cui incidenza non accenna a diminuire. Per questo gli interventi educativi devono iniziare già intorno ai 10-11 anni, prima che si determinino condizioni poi difficilmente reversibili, quali ad esempio il sovrappeso o l’obesità. Il monito arriva dalla Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), che discuterà di questi temi e degli interventi da prevedere in caso di rischio e di patologia conclamata, il prossimo 25 settembre al Jolly Hotel a Palermo nel corso di un convegno dal titolo “La prevenzione cardiovascolare in Italia”.
“Imparare ad aver cura del proprio cuore sin dalla più tenera età – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG – significa abituare i nostri figli ad una buona alimentazione e a una regolare attività sportiva, educandoli in modo che evitino di incontrare vizi come il fumo di sigaretta e l’abuso di alcol, che potrebbero condizionare pesantemente il loro stato di salute in età adulta. Per la medicina generale – prosegue Cricelli – il rischio cardiovascolare sta assumendo sempre di più una valenza multifattoriale: l’obiettivo è quindi di prevenire l’insorgere di tutte le malattie correlate al cuore, sapendo che l’intervento non deve essere sull’organo bensì sugli stili di vita. Quelli che i medici di famiglia devono raggiungere non sono i malati, che da noi vengono comunque, ma le persone sane. Pensate che è stato calcolato che basterebbe far diminuire il girovita della popolazione; camminare un’ora al giorno per almeno cinque giorni la settimana e aumentare l’apporto di frutta, verdura e cibi antiossidanti nella dieta secondo schemi ormai noti, per ottenere, nell’arco di 5-10 anni, risultati inimmaginabili in termini di salute pubblica: 10% di morti in meno per malattie cardiovascolari e metaboliche e un risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale calcolato in 40 miliardi di euro”.
Oltre al momento educativo, il convegno si occuperà anche di quella fascia della popolazione in cui è presente una patologia cardiovascolare e che quindi necessita di prevenzione secondaria del rischio e di terapie farmacologiche. “Noi crediamo – prosegue il presidente SIMG – che per dare risposte concrete a queste persone sia fondamentale arrivare ad una condivisione sull’uso corretto dei farmaci. Durante i lavori discuteremo infine dei progetti al riguardo in corso di sviluppo da parte del Ministero e di tutte le possibili iniziative di informazione e di coinvolgimento della popolazione e della medicina generale”.
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