domenica, 26 maggio 2024
Medinews
18 Luglio 2007

EPATITE B, VIA LIBERA DELL’EMEA A NUOVA MOLECOLA ANTIVIRALE

L’annuncio durante l’ISVHLD, congresso che riunisce centinaia di specialisti da tutto il mondo. Per l’Italia relatore il prof. Alfredo Alberti dell’Università di Padova

Parigi, 3 luglio 2006 – La Commissione Europea ha autorizzato un innovativo trattamento contro l’epatite cronica da virus B (HBV). L’annuncio è stato dato oggi a Parigi da Bristol-Myers Squibb nel corso di una conferenza stampa durante il XII Symposium on Viral Hepatitis and Liver Disease, congresso internazionale sulle malattie del fegato che si conclude domani nella capitale francese. Entecavir, questo il nome della nuova molecola, è un antivirale orale specificamente disegnato per bloccare la replicazione del virus dell’epatite B cronica negli adulti abbassando la carica virale a livelli non più riscontrabili.

L’epatite cronica da virus B rappresenta un problema sanitario rilevante: è la decima causa di morte a livello mondiale (un milione e duecentomila i decessi l’anno), oltre 2 miliardi sono le persone infettate dal virus e circa 400 milioni in tutto il pianeta sono coloro che hanno sviluppato un’epatite cronica da virus B. In Europa si stima circa un milione di nuovi casi l’anno. Il virus B è cento volte più contagioso dell’HIV, responsabile dell’AIDS.
Entecavir è un potente agente antivirale che colpisce selettivamente l’HBV. Misurare la quantità di virus circolante nel sangue – cioè la carica virale – è un importante fattore per prevedere la progressione della malattia verso gravi conseguenze sul fegato. Recenti studi hanno infatti dimostrato che i pazienti con carica virale elevata hanno maggiori probabilità di sviluppare cirrosi e cancro del fegato. La molecola, oltre a efficacia e tollerabilità, in due anni non ha mostrato di determinare resistenze nei pazienti mai trattati con nucleosidici. Il programma di sviluppo clinico ha comparato due antivirali (entecavir e lamivudina) coinvolgendo oltre 1.600 pazienti nel mondo.
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