Il prof. Stefano Cascinu: “Attraverso un rapporto più strutturato con famigliari, medici di famiglia e strutture residenziali possiamo garantire un’assistenza migliore a questi pazienti”
Modena, 12 novembre 2018 – Il cancro è una malattia sempre più della terza età. Ogni anno solo in Emilia Romagna sono 15.450 i nuovi casi di cancro (oltre il 50% del totale) che riguardano gli over 70. I più diffusi risultano quello al seno (2.250 casi), al colon-retto (1.925), al polmone (1.750), alla prostata (1.350) e alla vescica (1.125). Alle prospettive di cura di questa particolare categoria di pazienti è dedicato l’incontro “Il problema “tumore” nella popolazione anziana: una nuova sfida, dalla diagnosi precoce alla cura” che si svolge oggi presso l’Università di Modena (Aula COM dalle 10 alle 16.30). “Dobbiamo superare le barriere che ancora esistono per l’anziano, garantendo un’assistenza che si estenda al territorio, al di fuori del nostro Centro – afferma il prof. Stefano Cascinu, Direttore dell’Oncologia dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Modena -. In questo modo può essere delineato un modello esportabile anche negli altri ospedali della Regione. Vogliamo creare un rapporto più strutturato con i famigliari, i medici di famiglia e con le strutture residenziali, una vera continuità di informazione ed offerte assistenziali fra ospedale e territorio, per poter dare il meglio sul piano medico ed umano ai pazienti oncologici anziani. Serve, cioè, un chiaro percorso diagnostico-terapeutico assistenziale dell’anziano colpito da tumore”.“Anche se non possiamo considerarla solo una malattia della terza età il cancro è decisamente più frequente tra gli anziani – sostiene il prof. Marco Bertolotti, Direttore della Geriatria dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Modena -. Si calcola infatti che il rischio di insorgenza della malattia negli over 65 è 40 volte più alto rispetto a chi ha una età fra i 20 e i 44 anni. Inoltre questa categoria di popolazione spesso non aderisce ai programmi di screening e conduce stili di vita non sani”. “Ci troviamo di fronte spesso a pazienti complessi che, oltre alla patologia oncologica, presentano comorbidità e disabilità – afferma Silvio Monfardini, Direttore del Programma Oncologia Geriatrica all’Istituto Palazzolo Fondazione Don Carlo Gnocchi di Milano -. Queste condizioni però non devono determinare l’automatica esclusione dall’accesso alle terapie innovative, che, anzi, potrebbero essere molto efficaci anche negli over 70. La definizione del programma di cura deve quindi considerare anche le condizioni sociali di queste persone, facilitandone anche l’accesso agli ospedali. La complessità del quadro clinico impone un maggiore coordinamento tra ospedale e territorio”.