sabato, 28 novembre 2020
Medinews
26 Settembre 2002

Emicrania, malattia al femminile

In Italia ne soffre una donna su sei

Solo una minoranza però si rivolge allo specialista, eppure oggi vi sono rimedi efficaci.
Come prevenire gli attacchi? Attente allo stress, agli alcolici e ai…ristoranti cinesi

Roma, 22 settembre 2002 – Solo un paziente su dieci viene trattato adeguatamente, solo uno su sei si rivolge allo specialista. Eppure si calcola che siano circa 7 milioni gli italiani a soffrirne, soprattutto italiane: colpisce ben il 16% delle donne e l’8% degli uomini. L’emicrania sta diventando una vera e propria malattia sociale. Con una qualità di vita drammaticamente minata e costi economici altissimi: 3,5 miliardi di euro l’anno solo nel nostro Paese proprio perché colpisce le persone in età lavorativa. Una malattia sottostimata e pesantemente sottotrattata. “Permane ancora il pregiudizio, infatti, che si tratti di una malattia secondaria – spiega il prof. Giorgio Zanchin, direttore del Centro Cefalee dell’Università di Padova – in quanto generalmente non mortale e caratterizzata da dolore soggettivo. La realtà è ben diversa e lo vediamo ogni giorno nei nostri centri”. È crudele e fa soffrire, non solo per l’intensità ma anche per l’imprevidibilità e la ripetitività degli attacchi che ricorrono più volte al mese. Infatti, oltre al forte dolore fisico, alla nausea e al vomito che costringono il malato a letto anche per giorni, “un aspetto invalidante e fortemente ansiogeno della malattia è l’imprevedibilità dell’attacco: il paziente ha l’ansia sociale di non avere mai la certezza di poter far fronte a un compito assunto, come una riunione di lavoro o una semplice cena con amici con forti ripercussioni sulla qualità di vita dei malati e dei loro familiari anche al di fuori dell’attacco”. Ma è possibile prevenire la malattia? “Le persone a rischio, devono porre attenzione ai fattori ambientali in modo da identificare quelli che scatenano le crisi e cercare di eliminarli: lo stress, particolari posizioni che sollecitano la muscolatura cervicale, gli alcolici, l’alimentazione (alcuni cibi favoriscono la sua insorgenza come i formaggi stagionati, gli agrumi, gli insaccati e il glutammato sodico, un insaporitore molto usato nei ristoranti cinesi)”. E quando sopravviene l’attacco, come comportarsi? “Vi sono farmaci efficaci e specifici come i triptani, – conclude il prof. Zanchin – in grado di restituire alle proprie attività abituali 3 pazienti su 4, interrompendo completamente l’attacco o alleviandolo in misura cospicua. Il nostro impegno deve quindi essere rivolto ad incoraggiare l’uscita da un atteggiamento di rinuncia, dal ritornello del “dover convivere col mal di testa, informando i pazienti che l’emicrania può essere oggi curata in maniera efficace”.
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