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1 Giugno 2012

DOLORE CRONICO: UN PAZIENTE SU DUE NON È CURATO AL MEGLIO. LA SIMG: “LA LEGGE 38 NON È APPLICATA IN TUTTE LE REGIONI”

Gerusalemme, 1 giugno 2012 – Il presidente Claudio Cricelli: “A due anni dall’approvazione del provvedimento, ci sono ancora zone d’ombra. È necessario intervenire per garantire la formazione dei camici bianchi”

Meno della metà delle persone colpite da dolore cronico segue un terapia specifica e un malato su tre attende lunghi periodi, mesi o anni, prima di rivolgersi a un medico. Il dolore viene sopportato o sottovalutato dal paziente in quasi un terzo dei casi (29%) oppure curato con antidolorifici non specifici (23%). A due anni dall’approvazione della Legge n.38 del 2010 sulle cure palliative, che ha collocato il nostro Paese all’avanguardia in Europa nella gestione del dolore, il diritto a non soffrire per milioni di italiani non è ancora garantito in maniera uniforme sul territorio, con notevoli discrepanze tra le Regioni settentrionali (dove la norma è sostanzialmente applicata) e quelle meridionali. Alla gestione del dolore e al piano di sviluppo delle Regioni la Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) dedica un convegno, che si apre oggi a Gerusalemme, con la partecipazione di clinici ed esperti di politica sanitaria. Nel 94% dai casi la sofferenza cronica è dovuta a mal di schiena, cefalee, dolore cervicale, diabete, in oltre il 45% all’artrosi e nel 6% a patologie oncologiche. “Il congresso, oltre ad essere un’occasione per trovare nuove soluzioni sulla terapia del dolore – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente della SIMG – dimostra che l’applicazione della Legge 38/2010, nei suoi aspetti più scientifici, nelle iniziative di formazione e di intervento etico, continua ad essere seguita con interesse. Da questo momento il compito è sorvegliare che questa legge, che rappresenta un vero passo avanti per molti pazienti con dolore cronico e anche per i medici, venga applicata nel migliore dei modi”. “Il primo livello sul quale bisogna intervenire – continua il dott. Cricelli – è l’approccio culturale, l’informazione ai cittadini e la formazione dei medici”. Garantire al medico di famiglia l’aggiornamento necessario riveste un’importanza capitale nell’approccio alla medicina del dolore – conclude il dott. Pierangelo Lora Aprile, segretario scientifico SIMG e responsabile Area medicina del dolore e cure palliative -. Per affrontare la clinica del dolore devono essere predisposi i migliori strumenti di formazione per familiarizzare con i sistemi di misurazione della sofferenza e si devono studiare nuove strategie, come la formazione sul campo attraverso la supervisione di casi diversi di dolore cronico”.
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