giovedì, 26 novembre 2020
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21 Febbraio 2011

CHIRURGHI: “SONO OPPORTUNI I CONTROLLI ANTIDROGA, MA LA CATEGORIA VA DIFESA DA ATTACCHI INFONDATI”

Roma, 21 febbraio 2011 – Il prof. Forestieri (presidente CIC): “Rappresentiamo una risorsa fondamentale per il Paese. No alle politiche di delegittimazione. Vanno cambiate le leggi sulla responsabilità civile e penale”

“Siamo d’accordo con la proposta di sottoporre i chirurghi ai test antidroga, purché l’iniziativa non risponda a una logica politica demagogica e populista”. Il prof. Pietro Forestieri, presidente del Collegio Italiano dei Chirurghi (CIC), sottolinea l’importanza di distinguere la delicatezza della professione del chirurgo dai recenti episodi di cronaca in cui è emerso che un ginecologo napoletano si faceva recapitare la cocaina nella clinica privata in cui operava. Il Dipartimento nazionale delle politiche Antidroga ha proposto alle Regioni di includere nella lista dei lavori sensibili da sottoporre a controlli anche i medici (in particolare i chirurghi). “È necessario partire dal presupposto dell’assoluta specificità e dell’elevata adeguatezza sociale della nostra attività – continua il prof. Forestieri -. I chirurghi italiani, in questi ultimi anni, sono stati oggetto di continue campagne mediatiche, nelle quali sono stati destinatari di insulti volgari e di accuse del tutto destituite di fondamento. Alla nostra categoria sono state dedicate varie copertine di prestigiosi settimanali e molte prime pagine di autorevoli quotidiani. Una continua e ottusa politica di delegittimazione non solo indebolisce una specifica categoria professionale, ma causa un danno sostanziale ad un patrimonio etico-scientifico di inestimabile valore ed un vero e proprio danno sociale, depauperando una risorsa fondamentale”. Infine un appello a migliorare le leggi vigenti, per porre un freno alla vulnerabilità crescente di tutti, medici e cittadini. “Sono indispensabili e non più dilazionabili interventi legislativi in tema di responsabilità civile, penale (ferma al Codice Rocco del 1930), governo clinico, governo delle tecnologie e risk management – conclude il prof. Forestieri -. Queste materie sono intimamente connesse e non possono essere disgiunte. Leggi orientate in tal senso, che sembravano di imminente applicazione, sono ancora in fase di stallo ed il governo clinico e la responsabilità professionale sono oggetto di iter differenziati. Bisogna, invece, che si raggruppi tutta la materia in un unico corpo e che si definiscano principi assoluti. La chirurgia è in continua e rapida evoluzione e non dipende più soltanto dalla propensione naturale e dalle capacità del singolo, ma è sempre più fortemente condizionata dalle situazioni e dalle contingenze. Senza dimenticare l’importanza di riconoscere un adeguato trattamento economico, basterebbe infatti confrontare il potere di acquisto dello stipendio di un primario chirurgo degli anni ’70 con quello odierno”.
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