lunedì, 30 novembre 2020
Medinews
2 Febbraio 2005

CARDIOLOGI, NUOVA SIGLA PER GLI EXTRAOSPEDALIERI

Roma – Dopo più di 25 anni i cardiologi dell’ANCE (Associazione Nazionale Cardiologi Extraospedalieri) cambiano la propria denominazione. La nuova sigla in cui da oggi si riconosceranno oltre 3000 professionisti in tutta Italia è ANCE Cardiologia Italiana del Territorio. “La modifica, che a prima vista potrebbe sembrare esclusivamente lessicale – spiega il prof. Francesco Perticone, presidente della neonata Associazione – ha invece per noi un forte valore simbolico. A rappresentarlo è il termine ‘territorio’, che è caratterizzante del nostro lavoro quotidiano, a diretto contatto con i cittadini, non solo per la cura ma anche nella promozione della salute e nella prevenzione delle malattie cardiovascolari”.
L’acronimo ANCE è stato mantenuto perché – prosegue Perticone – “è importante vivere il presente e costruire il futuro sull’esperienza passata. Non vogliamo assolutamente rinnegare il nostro percorso ma da esso vogliamo costruire il cammino della nostra Società, che è poi il cammino di tutta la cardiologia italiana. Il territorio – continua il presidente – ha un ruolo chiave dal momento che l’organizzazione sanitaria italiana impone una rivisitazione della gestione del paziente cronico e in particolare di quello cardiopatico”. In Italia le politiche di deospedalizzazione, realizzate sia attraverso la contrazione della capacità produttiva (meno posti letto), che attraverso la riduzione della capacità funzionale (meno ricoveri), possono avere l’effetto tanto di ridurre i ricoveri “impropri”, quanto di indurre una risposta insufficiente al fabbisogno assistenziale, soprattutto per la gestione di patologie croniche come ipertensione, lo scompenso cardiaco e la cardiopatia ischemica post infartuale .
“Questo significa – conclude il prof. Perticone – che il nostro territorio non è piu limitato all’interno di un ambulatorio: diventa territorio tutto il percorso della gestione del paziente al di fuori dell’ospedale. Per questo uno dei nostri impegni prioritari sarà di instaurare un dialogo e una collaborazione più intensi con i colleghi ospedalieri, in modo da rendere il percorso ospedale – territorio e territorio – ospedale estremamente semplice per il paziente cronico che necessita di ricoveri periodici”. Giuliano D’Ambrosio
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