martedì, 27 luglio 2021
Medinews
2 Maggio 2016

CANCRO DELLA PROSTATA, 8 ANZIANI SU 10 NON SANNO CHE SI PUÒ PREVENIRE. GLI ONCOLOGI: IL RISCHIO AUMENTA CON L’AVANZARE DELL’ETÀ

A Padova e provincia quasi 700 casi all’anno in parte a causa di sovrappeso ed eccessivo consumo di grassi. Il dott. Umberto Basso dell’Istituto Oncologico Veneto: “Anche dopo i 65 anni di può fare educazione: è essenziale muoversi e seguire un’alimentazione sana lasciando da parte sigarette e alcol per la prevenzione in generale di tutti i tumori e delle malattie cardiovascolari”

Padova, 28 aprile 2016 – Sono circa 700 le diagnosi di tumore della prostata registrate ogni anno nei residenti di Padova e provincia, circa un quinto dei 3.990 casi totali della regione con oltre la metà in uomini con più di 70 anni. Le diagnosi di questo tumore in Italia, nel 2015, sono state più di 35.000, un quinto del totale, il più frequente nei maschi con più di 65 anni. Gli anziani rappresentano circa il 21% della popolazione italiana e fra 20 anni supereranno il 30%. Tuttavia, 8 su 10 non sanno che si può prevenire o anche convivere con il cancro della prostata adottando stili di vita sani. Le cattive abitudini possono infatti essere corrette anche in età avanzata. Quasi il 60% degli anziani è in sovrappeso od obeso anche se il 52% dichiara di fare movimento, soprattutto gli uomini (59%). L’8% degli over65 fuma, mentre il 55% di coloro che hanno smesso ha comunque fumato per più di 10 anni. Il rischio di eccedere con l’alcool è elevato in questa regione: il 25,7% contro il 18,7% della media nazionale e pochi fanno attività fisica (21,3 vs 26,1%). Questa situazione preoccupante ha indotto l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) a lanciare il progetto ‘Prostata: sul tumore vince chi gioca d’anticipo’, un vero e proprio ‘Tour della prevenzione’ in ventitré città italiane che porta gli oncologi a parlare esclusivamente agli anziani di lotta alle neoplasie nei centri ricreativi per la terza età. L’iniziativa, realizzata con successo da AIOM, grazie al contributo incondizionato di Janssen, farmaceutica di Johnson & Johnson, è giunta al suo ventunesimo appuntamento, che si svolgerà oggi pomeriggio a Ponte San Nicolò presso l’Associazione Pino Verde, in viale Pasquatto 1, alle ore 16:30.
“Sapere che il 79% degli over65 non ritiene utile modificare le abitudini scorrette in età avanzata è preoccupante – riferisce il dott. Umberto Basso, dirigente medico della SS Oncologia Urogenitale, Oncologia Medica I, all’Istituto Oncologico Veneto, IRCCS, di Padova e coordinatore regionale AIOM -. Invece è ampiamente dimostrata l’azione protettiva e antitumorale della dieta mediterranea (ricca di frutta e verdura e olio d’oliva) e di una regolare attività fisica, che con l’abolizione di fumo e alcol permettono di contrastare i principali processi degenerativi legati all’invecchiamento, di prevenire i disturbi cardiovascolari e metabolici e diminuire anche il rischio di sviluppare svariati tipi di tumori. Recenti studi hanno, infatti, confermato che smettere di fumare in età avanzata può ridurre il rischio di invalidità e morte del 34%”.
Il tour AIOM di prevenzione dei tumori nella terza età, primo tra tutti per frequenza quello della prostata nei maschi anziani, è stato ideato per spiegare che i tumori si possono evitare, ma anche che, quando colpiscono, si possono sconfiggere e tornare a una vita normale. E in questa fascia della popolazione non esistevano programmi di informazione adeguati. “Correggere comportamenti a rischio come l’abitudine al fumo, il consumo di alcol o la sedentarietà anche in età matura apporta enormi vantaggi, riducendo la probabilità di sviluppare una neoplasia – aggiunge l’oncologo -. Con l’invecchiamento, il rischio di cancro è 40 volte più alto rispetto alle persone di 20-40 anni e 4 volte maggiore rispetto a quelle di 45-65 anni. Nonostante ciò, il 40% dei tumori può essere prevenuto attraverso uno stile di vita corretto, soprattutto il cancro del polmone, delle vie aero-digestive superiori, del colon-retto e poi quelli della mammella nelle donne e della prostata nell’uomo.
Inoltre, una dieta sana e bilanciata ha importanti effetti positivi perché, quando si è colpiti dalla malattia, può rallentare la progressione del cancro e aiutare il paziente a rispondere meglio alle terapie. L’oncologo ha un ruolo chiave nell’informare l’anziano non solo sulla patologia e sui trattamenti a quali sarà sottoposto, ma soprattutto su come gestire il tumore, partendo dalla correzione di quei comportamenti sbagliati come l’abitudine al fumo, il consumo di alcolici, l’alimentazione poco equilibrata e la sedentarietà”.
“La maggior parte dei tumori negli over65 – sottolinea il coordinatore regionale AIOM – è scoperta in fase avanzata. E spesso non tutti i pazienti accedono ai trattamenti più innovativi. Per questo nel corso dell’incontro di oggi sarà sottolineato il concetto di tempestività della diagnosi. Prima si riconosce la malattia, maggiori sono le possibilità di superarla con una buona qualità di vita, anche se si è ultrasettantenne.
A differenza di altri tumori, per quello prostatico non esistono ancora programmi di screening approvati come la mammografia e il sangue occulto nelle feci”. L’esecuzione del test del PSA va infatti sempre concordata con il Medico Curante o lo Specialista Urologo perché i suoi risultati possono essere confondenti.
Durante l’incontro sarà anche distribuito l’opuscolo informativo realizzato da AIOM, che consente a tutti i cittadini, ai malati e ai loro familiari di conoscere la patologia, capire cos’è e come si arriva alla diagnosi, fornendo consigli pratici su come gestire il forte impatto che la malattia ha sulla quotidianità della persona.
Una volta posta la diagnosi, le possibilità di trattamento sono molteplici, tanto che oggi più del 91% dei pazienti colpiti da tumore della prostata sopravvive o convive con il cancro dopo 5 anni dalla diagnosi. Alcune forme indolenti possono anche solo tenute sotto osservazione senza nessuna terapia specifica immediata.
“La nostra azienda è orgogliosa di scendere in campo al fianco degli oncologi dell’AIOM in un progetto così importante – afferma Massimo Scaccabarozzi, Managing Director di Janssen, che ha reso possibile il progetto –. Le campagne focalizzate sulla prevenzione e sulla creazione di cultura sui tumori rappresentano la nuova frontiera nella collaborazione tra società scientifiche e aziende farmaceutiche. Il nostro scopo non è solo fornire ai pazienti le migliori terapie possibili ma contribuire a far sì che cultura, conoscenza e prevenzione possano continuare a diventare un’arma in più a disposizione per la sconfitta di un male, che conoscendolo meglio, può in primis essere evitato e poi, quando purtroppo dovesse presentarsi, essere curato nel miglior modo possibile”.
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