sabato, 5 dicembre 2020
Medinews
18 Luglio 2007

ASSOCIAZIONE THALIDOMIDICI ITALIANI, UN FILM PER NON DIMENTICARE

“Talidomide: i genitori” del regista tedesco Fischer sarà proiettato il 9 giugno (ore 15.30) presso il Centro di aggregazione multifunzionale di Milano

Milano, 5 giugno 2007 – Un film per ricordare e non dimenticare, a 45 anni dal ritiro di un farmaco, la talidomide, che ha provocato gravi malformazioni in migliaia di persone. “Talidomide: i genitori” del regista tedesco Andres Fischer sarà proiettato sabato 9 giugno alle ore 15.30 presso il Centro di aggregazione multifunzionale del Comune di Milano (C.A.M), in via Lampugnano 145, a cura dell’Associazione Thalidomidici Italiani (TAI ONLUS, presidente Nadia Malavasi). L’iniziativa cerca di creare una risposta alla carenza culturale ed informativa del problema dei talidomidici, che, pur essendo conosciuti in tutto il mondo, sono stati completamente esonerati dall’attenzione pubblica italiana. Il fenomeno, cominciato nel 1956, vide la nascita di circa 20.000 bambini nati malformati dopo l’assunzione di farmaci contenenti talidomide da parte delle loro madri durante la gravidanza. Solo 10.000 di questi bambini riuscirono a sopravvivere, ma come? Nel 1962 furono vietate le vendite in Italia dei prodotti farmaceutici contenenti talidomide, con notevole ritardo rispetto ad altri Paesi europei. Da qualche tempo il farmaco è stato introdotto di nuovo nel mercato per la sua utilità nella cura di lebbra, mieloma multiplo e altre malattie. Trattandosi di un farmaco con una storia così socialmente nefasta, è necessaria un’efficace informazione ai cittadini italiani, a partire dalle storie dei genitori, in un’Europa già elevata culturalmente e con una coscienza medico-sanitaria e sociale decisamente più avanzata rispetto a quella italiana. In Italia la stima è di circa 200 soggetti talidomidici, molti noti ed iscritti all’Associazione; la T.A.I. si occupa inoltre di altre malformazioni (amelie, dismelie) che hanno origini e cause diverse dalla talidomide. L’evento mira a fornire una chiara illustrazione del problema, cogliendo l’occasione della produzione cinematografica del regista tedesco Andreas Fischer. L’iniziativa è volta alla descrizione di quanto accaduto a cavallo degli anni ‘60 e purtroppo mai preso in considerazione in Italia come grave problema per queste persone con disabilità. Fischer parte dai genitori nell’illustrare lo sbigottimento, la disperazione, le perplessità, le aspettative, le rivelazioni, che sorgono alla nascita di un figlio talidomidico. Oggi, dopo la legge n. 27 del 3 febbraio 2006, finalmente anche l’Italia riconosce questa patologia e la inserisce tra le patologie croniche invalidanti, ma senza avere ancora un sostegno economico e nemmeno un risarcimento danni.
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