venerdì, 26 febbraio 2021
Medinews
18 Dicembre 2002

AIDS: NUOVO FARMACO DAL 2 GENNAIO IN ITALIA

Roma, 18 dic (Adnkronos Salute) – Dal due gennaio arriva in Italia un nuovo farmaco anti-Aids. Da prendere una sola volta al giorno. Il tenofovir, questo il nome della molecola, e’ un inibitore delle proteasi non nucleotidico ‘atteso’ da tempo da molti pazienti in cura, la cui disponibilita’ nel nostro paese era stata ‘ritardata’ creando non poche polemiche.

”Ora finalmente e’ arrivato l’ultimo ok del ministero della Salute”, riferisce l’infettivologo bresciano Giampiero Carosi. Sulle terapie anti-Aids, l’esperto descrive un panorama ”al momento non proprio ottimistico. Dopo gli entusiasmi creati dall’arrivo dei farmaci antiretrovirali, che hanno aumentato la sopravvivenza e ridotto la morbosita’ della malattia – dice Carosi – ora stiamo assistendo al rovescio della medaglia. Sono tre i problemi principali con i quali ci scontriamo: la tossicità dei medicinali, lo sviluppo di resistenze, e di conseguenza la scarsa ‘adesione’ dei pazienti alle terapie. Che sono efficaci (azzeramento della viremia e aumento dei Cd4) solo al 60%, in prima linea ad un anno dall’inizio della cura. Per passare al 40% in seconda linea, e scendere fino al 20%”. L’attenzione è quindi puntata sulla soluzione di questi problemi: semplificare gli schemi terapeutici e ridurre tossicità e resistenze del virus. Oltre all’arrivo del nuovo farmaco ”che ha il vantaggio di essere preso in un’unica compressa al giorno, e che presenta un minore rischio di tossicità perchè danneggia meno i mitocondri, ‘i polmoni della cellula’ – aggiunge – ci sono altre molecole, non ancora autorizzate al commercio, ma disponibili al momento in uso compassionevole per i pazienti italiani. Si tratta dell’atazanovir, reperibile in tutti i centri italiani e in dosi illimitate, e del T20, che appartiene invece alla nuova classe degli inibitori della fusione, limitato però a soli tre pazienti per ciascun centro”. In sperimentazione, poi, anche un’altra nuovissima classe di prodotti che lavora ancora più in anticipo: non quando il virus è già entrato nella cellula (fasi di fusione o di replicazione) ma prima che faccia il suo ‘ingresso’.
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