giovedì, 26 novembre 2020
Medinews
17 Maggio 2011

AIDS, L’IMPOSSIBIITÀ DI ACCESSO AI TRATTAMENI EQUIVALE AD UNA VIOLAZIONE DI DIRITTI

Vienna, 22 luglio 2010

Secondo gli organizzatori della 18esima Conferenza internazionale AIDS dal tema Rights Here, Right Now ‘Diritti qui ed ora’ che si svolge questa settimana a Vienna, l’impossibilità di accedere a trattamenti per quella parte di popolazione a rischio che include sex workers, omosessuali e persone che fanno uso di droga riflette una costante violazione dei diritti umani che minacciano i progressi futuri sull’AIDS. “Negare ad una donna gli strumenti e l’informazione di cui necessita per proteggere la sua salute e quella del suo bambino, ovvero evitare trasmissione verticale dell’HIV durante gravidanza, equivale a negare il valore della vita stessa,” afferma la Dott.ssa Brigette Schmied, co-presidente locale di AIDS 2010 e presidente della società AIDS Austria. “Le discriminazioni espongono le donne ad un maggiore rischio di contrarre HIV e ciò significa che non sono state messe a punto risorse sufficienti per fornire anche gli interventi più semplici” aggiunge la Schmied. “Meno della metà delle donne incinte appartenenti a nazioni a basso e medio reddito ha accesso alle cure necessarie per evitare la trasmissione verticale”. Temi chiave della conferenza sono la problematica riguardante la scarsa conoscenza della malattia, la mancanza di prevenzione e la necessità di favorire l’accessibilità ai servizi di cure per l’HIV in particolare per chi fa uso iniettivo di droghe nelle zone dell’Est Europa e dell’Asia centrale. L’uso di siringhe infette causa una maggior diffusione della malattia e l’accesso a strategie preventive che comprendono programmi di scambio di aghi e siringhe e terapie con sostituzione di oppioidi sono ancora scarse e anche illegali in molte regioni inclusa la Russia.
“Nell’Europa orientale a pochi km da Vienna l’uso di droga è un fattore primario di diffusione dell’AIDS” afferma il Dr. Julio Montaner, presidente dell’AIDS 2010, presidente della International AIDS Society (IAS) e direttore del B.C. Centre for Excellence in HIV/AIDS a Vancouver, Canada. “La Dichiarazione di Vienna sottolinea quanto sia importante e forte il bisogno di superare le paure e i pregiudizi e di partecipare alla lotta per salvare un numero di vite sempre maggiore” aggiunge. Le realtà illustrate alla conferenza indicano chiaramente come le leggi criminalizzino chi fa uso iniettivo di droghe, gli omosessuali, le e i sex workers e che questi approcci negativi costituiscono una minaccia per gli obiettivi della salute pubblica. L’appello lanciato dalla conferenza è quello di combattere la discriminazione e restare uniti in questa lotta all’AIDS.

Mauro Boldrini
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